Destino

destino

“Con il termine destino genericamente ci si riferisce a un insieme di inevitabili eventi che accadono secondo una linea temporale soggetta alla necessità e che portano ad una conseguenza finale prestabilita.” Cosi Wikipedia parla del destino dando una definizione piuttosto esaustiva, completa. Ho girovagato per internet per trovare poesie o canzoni che parlavano del destino ma niente, solo qualche sporadica traccia. Allora provo in maniera del tutto innocente ad affrontare questa tematica che mi ha sempre affascinato, litigandoci ogni giorno! L’unica cosa certa è il finale, gli eventi sono variabili che ci capitano nella nostra vita e che sono derivate dalle nostre scelte. Il destino può essere inteso come derivato dal Divino o derivato dalla volontà umana. Mi fermo un attimo. Io (credente praticante) penso che la nostra predestinazione dipende da entrambi fattori: Dio è il nostro “Sceneggiatore” ci da la possibilità di interagire con gli altri soggetti di questa umanità in un determinato contesto socio-culturale, gli abiti e come allestire in maniera primaria la nostra vita dipende da Lui. Ma, a parte questa semplice metafora teatrale, Dio è colui che ci da la possibilità di scegliere se vogliamo intraprendere la strada della nostra vita in due modi: tortuosa, colma di sassi, con pioggia e neve, piena di salite e intemperie durante il tragitto oppure semplice e breve priva di significato autentico con il sole 24 ore su 24 con un finale del tutto imprevedibile con possibile finale a sorpresa. Bisogna in pratica scegliere o una vita di sacrificio, rinunce per poi arrivare alla gioia eterna oppure una vita monotona e frivola.
Ma il destino lo alimentiamo aiutandolo compiendo gesti e azioni (positivi o negativi, morali o immorali) che lo scuotano onde evitare di essere e risultare statico. Esempio: se io sono rinchiuso tutto il giorno nella mia camera da letto, non posso pretendere di inveire contro di lui se non ho amici o non ho la ragazza.
“Ciascuno è artefice della propria sorte”.
Può essere cambiato, in parte, in quanto è inerente (sempre in parte) alle caratteristiche umane.
Secondo Heidegger la nostra sorte deriva dalle scelte che facciamo dettate dal carattere, dalle scelte che altri di fanno. La nostra fisionomia caratteriale, secondo lo studioso, fa da perno al nostro destino. Più sei socievole, affabile e ami stare in compagnia hai più possibilità di trovare gente che nel bene o nel male influenzeranno la tua vita. E’ questa concetto espresso da Heidegger mi sorprende e un po’ mi affascina, come anche il fatto che il nostro destino dipenda anche dalle scelte altrui. Allora le domande da perfetto ignorante che mi pongo sono:
– Allora la nostra sorte è condivisibile?
– La moralità altrui lo può influire?
– Non è quindi esclusivo, unitario e indivisibile il nostro destino?
Vi lascio con delle citazioni di alcuni scrittori:
“La maggior parte di noi non è preparata ad affrontare i fallimenti ed è per questo che non siamo capaci di compiere il nostro destino” S. Bambaren
“Non c’è destino che non si vinca con il disprezzo” A. Camus
“Il destino non è una catena ma un volo” A. Baricco

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