Archivio mensile:dicembre 2014

L’anno che verrà…

 

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Come avete passato il Natale, cari amici? Io bene, anche se poteva andare meglio, però a volte bisogna accontentarsi. Sono stato insieme alla mia famiglia, importa solo questo… il loro affetto il regalo più bello. Non ho sentito le festività dentro me, le ho vissute passivamente, un ombra senza una meta ben precisa. Per il resto come regali due bei libri: “Ciò che inferno non è” di Alessandro D’Avenia, “Il corpo umano” di Paolo Giordano e in prestito con diritto di riscatto un altro libro fregato a mia sorella ahahahah tranquilli non sono un ladro. La neve l’ho sfiorata per poco, proprio quando stavo per partire direzione Salento ha iniziato a nevicare li in quel dell’Emilia… che sfortuna!!! E fra poco diremo addio al 2014… Anno nuovo e vita vecchia! Di solito gli “anni pari” sono la mia dannazione e quindi sono contento che sia passato in fretta. “Addio e a mai più arrivederci”. E’ stato un anno dove ho toccato il fondo molte volte, ho raschiato fino in fondo all’anima; lacrime amare e sorrisi a metà, tanta pioggia e poco sole, la luce a intermittenza e il fuoco della vita ridotto a una flebile fiammella. Sono molto scaramantico e pessimista quindi non mi faccio e farò film mentali per l’anno avvenire. Chiederò solo un po’ di dolcezza e forza d’animo a me stesso. Molte porte si sono chiuse, altre sono rimaste semi aperte lasciando entrare qualche gelido spiffero. Si salva il salvabile. Devo farmi entrare nella mia testolina che sono io l’artefice della mia esistenza, che sta a me colorare pagine indimenticabili di un libro in cui non compare ne l’indice ne una storia degna di nota.

I miei buoni propositi per il 2015:

  • Iniziare a leggere la Divina Commedia;
  • Finire di leggere “I Promessi Sposi”;
  • Spendere tutti i miei risparmi per comprarmi i libri che mi cambieranno la vita;
  • Imparare a giocare a scacchi;
  • Rendere più bello il mio blog… si può fare di più;
  • Appassionarmi alla musica classica;
  • Comprare libri di poesie, da Montale a Ungaretti;
  • Cambiare pelle, rifare il mio look, dare una svolta alla mia fragile personalità;
  • Diventare più stronzo;
  • Corteggiare di più il mio destino;
  • Lasciare e dimenticare il passato;
  • E se possibile trovare una ragazza che mi insegni che cosa sia l’amore.

 

TaNtI AuGuRi e BuOn AnNo!!!!!

 

A Natale puoi!

foto tratta dal web
foto tratta dal web

“A Natale puoi… fare quello che non puoi fare mai!” Ecco… aspettiamo 359 giorni per fare quello che non faremo di solito durante l’anno. C’è crisi, le case non sono più colorate in festa come una volta, gli alberi sono più nudi e verdi del solito, la città da fuori brilla un po’ di meno con le sue decorazioni. I bambini, anche quelli più speranzosi dell’estremo sud, incollati la sera alla finestra della propria cameretta supplicando per un fiocco di neve. Andare in fretta e furia in chiesa, ben vestiti, luccicanti come non mai, prima di organizzare il cenone e far schiattare di invidia i nostri parenti. I treni più pieni del solito. Le pubblicità che già da inizio novembre promuovono panettoni, articoli di cosmetica per le donne, profumi ecc. I soliti e stessi film alla Tv… perche tutti vanno in vacanza. Il Natale sta diventando un evento consumistico e materialistico allo stesso tempo.. Ci sono sempre più barboni e poveri fuori dai negozi e dai supermercati. Ma c’è crisi anche d’animo e di spiritualità. Molto spesso dimentichiamo il vero senso del Natale, molto spesso ci dimentichiamo che in un posto molto lontano da qui, nella povertà assoluta è nato più di 2000 anni fa il nostro Messia. Non voglio addentrami nel contesto religioso ma tendo solo a mettere in luce che il Natale è gioia, è pace, è armonia, è amore caritatevole, il Natale è Dio che ha donato all’umanità una Speranza vivente. Il 25 Dicembre deve essere l’inizio di un anno nuovo che si ripete ciclicamente ogni giorno fino all’infinito. Ogni giorno Gesù chiede un piccolo posticino nel nostro maldestro cuore senza chiederci nulla in cambio. Non possiamo essere peccatori menefreghisti per 359 giorni l’anno, profanare ogni singolo Comandamento e appena sentiamo odore di festività diventiamo santi “usa e getta”…ed io sono il primo a farlo. Non importa quanti regali facciamo e quanto abbelliamo le cose che ci piacciono tanto. In questa fattispecie io preferisco la qualità che la quantità. Dare più che ricevere. Non dimenticarti, ricordarci degli emarginati, dei più bisognosi, anche per loro è festa in fin dei conti. Un gesto concreto non costa nulla. Non sono qui a fare il moralista, ma quando arriva Natale (mi accade da un po’ di anni ormai) divento un po’ triste nel vedere come il mondo si copre con un velo di ipocrisia. Parlo sempre in senso generale si intende…
“A Natale puoi… fare quello che non puoi fare mai!” Regalare un’emozione ad esempio!

Per un pò di coraggio

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Sabato 15 Novembre. Un giorno come tutti gli altri. Tugce si reca presso un rinomato fast food nella piccola cittadina di Offenbach, vicino a Francoforte. Bisogna divertirsi un po’, la sua età, 23 anni, ne richiede. Sta con delle amiche, passare una bella serata in compagnia. Durante la serata, all’interno del locale Tugce avverte dei strani rumori provenire dal bagno. Incuriosita si reca subito e si trova davanti ai suoi occhi dei balordi che stavano molestando due innocenti ragazzine. Non se ne frega, avrebbe potuto girarsi dall’altra parte e fischiettando facendo finta di non aver visto,  ne sentito niente. “Mi lavo le mani”. No il suo dovere civico o semplicemente il suo amore verso chi è in difficoltà le impone di aiutare le due ragazzine. Si “Intromette” e riesce a salvarle. Sembra finita, invece no. Il sangue ribolle ancora nel gruppo di balordi. L’aspettano all’uscita. “Non doveva fare la paladina della giustizia”. Forse era il loro giudizio. Tugce esce dal locale forse diretta verso casa e qui succede che uno del gruppo: un diciottenne di nome Sanel gli sferra dritto un pugno, stendendo la ragazza al suolo. Le telecamere di sorveglianza riprendono l’accaduto e permetteranno agli inquirenti di fare le loro analisi e valutazioni e di riscostruire i dettagli della scena. Viene subito “soccorsa”… diciamo così. Le sue condizioni sono  gravi. Si organizzano nella cittadina veglie di preghiera e fiaccolate in sostegno della povera Tugce. Morirà 15 giorni dopo. Il giorno del suo compleanno. Non si può spezzare una vita, bruciare una intera e dolce esistenza per un evento del genere per colpa di alcuni “deficienti” che non sapevano come divertirsi quella sera. Spero che la giustizia tedesca faccia il suo corso. Tugce ha fatto ciò che il suo cuore e la sua mente chiedevano: “Aiutare le due povere ragazzine” senza pensare alle conseguenze, il presente prima di tutto. Un gesto, uno solo. Non sarà mai vano. Ma le due ragazzine salvate dalla povera fanciulla? Scomparse. “Mia figlia vi ha salvato. Ha fatto di tutto perché non vi accadesse nulla. Forse si è addirittura sacrifica per voi. Per questo vi prego, andate dalla polizia e rilasciate la vostra testimonianza. Tugce non tornerà più, ma voi glielo dovete: testimoniate!” Queste sono le strazianti parole del padre. L’omertà rischia di uccidere due volte la memoria, una semplice testimonianza, nulla più. La paura di dire la verità, la paura di uscire da quel vincolo buio dove si sono nascoste. “La verità è una scelta” ma è anche un dovere e un atto di coerenza verso il prossimo. Non possiamo permetterci di giudicare, di fare i bacchettoni, non siamo nel pensiero delle due ragazzine violentate. Il tempo diramerà le sue sentenze. La storia dirà che Tugce è una piccola eroina della nostra età. Riposa in pace.