“I love this game” – Non è un paese per giovani

Che l’Italia non fosse un paese per giovani lo si era capito da un bel po’ di tempo,  non solo da un punto di vista sportivo ma anche dal punto di vista sociale e ideologico.

Nel mondo del calcio i nostri giovani sono ai bordi del campo di gioco in attesa, anche se per pochi minuti, di scendere in campo e esprimere il loro talento. Perché non si investe sui giovani, perché non diamo loro possibilità di emergere come fanno i loro coetanei nei loro paesi? Certo un giovane può sbagliare di più di un “anziano”… e qual è il problema? E’ la cultura del successo, del tutto e subito, puntare sull’esperienza per vincere subito e se rimane tempo si fa esordire qualche primavera giusto per far stare mute certe persone. Indietreggiamo sempre di più verso un oblio, la luce tarderà a farsi sentire con il suo calore.

Il campionato italiano di calcio è uno dei più vecchi d’Europa, l’età media è di 27,3 anni contro la Spagna 26,2; la Francia 25,8 e Germania e l’Olanda 24,2 anni. In serie A l’età media degli italiani è maggiore rispetto agli stranieri.

9,7% è la misera percentuale di calciatori provenienti dal vivaio in serie A contro il 16,6% della Bundesliga e il 24,2% della Ligue 1.

Eppure in italia ci sono delle eccezioni come l’Atalanta, la Juve e il Milan, ma sono meteore senza una predefinita scia. L’Inter è considerato come una squadra che ha il settore giovanile all’avanguardia e io che seguo il campionato Primavera mi accorgo che ci sono più stranieri che italiani in rosa. Non voglio e non possiamo denigrare la professionalità degli stranieri che vengono a giocare qui da noi. Ma noi abbiamo le potenzialità di un grande brand da esportare in tutto il mondo ma non le sfruttiamo. I vari Bonucci, Destro, De Sciglio, Marchisio ecc, sono solo delle pure eccezioni. Non ci dimentichiamo che la nostra under under 21 è arrivata in finale negli ultimi Campionati Europei di categoria… incornata dalle “Furie Rosse”,  ma quanti di questi giovani hanno trovato spazio nelle loro rispettive squadre?

Investire sui giovani di qualità, adoperando anche una mentalità offensiva e propositiva, perché rappresentano il nostro avvenire, una piccola soluzione al sistema calcio sempre in rovina con il passare degli anni. Bisogna creare, secondo me squadre B in cui far giocare e dar esperienza del calcio professionistico alle nostre promesse seguendo il modello del calcio spagnolo. Ogni team della Liga ha una sua squadra B, il Barcellona ha in Barcellona B, ll Real  Madrid ha il Castilla… in cui non possono spingersi non oltre la seconda divisione. In Francia esistono le “Reserve” e in Inghilterra il campionato Riserve equivalente a un campionato under 21. O altrimenti, regole più restrittive nei campionati inferiori alla serie A e un miglioramento strutturale dei campionati giovanili. Abodi, il presidente della Lega di serie B sta facendo un gran lavoro. Ma non basta. Nelle altri nazioni si investe il doppio, se non il triplo in questi settori. Creare più centri federali, in Italia solo uno: Coverciano. La Germania è il capostipite in questo settore con i sui 366 centri. La Germania campione del mondo in tutti i sensi.  Non ci lamentiamo se le nostre “stelle” non siano pronti per certi palcoscenici o non vi è un adeguato cambio generazionale specie nella Nazionale maggiore. Le idee ci sono mancano le soluzioni, manca una scossa decisa.

Nel Ajax  dove tutte le “formazioni” giocano con il 4-3-3 all’entrata del campo di allenamento delle squadra giovanili c’è un grande insegna con scritto “Benvenuti nel Futuro!”. Ho detto tutto, mi fermo qui! W i Giovani! 😀

Amaro

Buona Domenicaaaaaaaa!

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