Archivio mensile:marzo 2015

I love this game – Oriundi o non oriundi?!?!? Questo è il dilemma!!!

Eder, con un suo pregevole gol sulla scadere del tempo, salva l’Italia da una inaspettata sconfitta contro la Bulgaria nel match di qualificazione a Euro 2016.
E’ stata una settimana turbolenta, quella che ha visto come centro del dibattito il dilemma sugli oriundi e il loro ruolo nella nostra nazionale di calcio.
Secondo la definizione di Wikipedia l’Oriundo è : “chi, nato e residente in una città o nazione, discendente o antenati la trasferitesi del paese d’origine.”
Personalmente sono favorevole a tutti gli atleti equiparati alla nostra nazionale purchè pero ci sia una discendenza non superiore al secondo grado. Vazquez, un altro giocatore convocato dal nostro C.T Antonio Conte, ha la madre italiana, veneta e la nonna paterna lombarda . Quindi no problem. Il problema, sta, secondo il mio parere, “oriundizzare” un giocatore che ha un lontanissimo parente, ma proprio lontanissimo, di chissà quale grado di parentela. Chissà, se investigando nell’albero genealogico di Messi o Cristiano Ronaldo scopriremo che loro posso essere chiamati a far parte della nostra nazionale. Ma ormai è troppo tardi! Nel mio piccolo paese, ho scoperto, che gira e rigira, siamo quasi tutti parenti! Non si può scegliere una nazione come se stessimo giocando a Risiko, o un altro gioco. Non è un gioco. Chi vuole giocare per la nostra nazionale deve sentirsi italiano al 100 %, avere tutte le carte in regola. E non mi importa se canta o meno l’Inno.
Trovare, andare alla ricerca di oriundi, credo sia un sintomo, una debolezza, perché il nostro serbatoio di giovani talenti latita. Viva la globalizzazione, per carità, ma se avevamo attaccanti forti e non poco prolifici come Zaza, Immobile e Pellè, Eder avrebbe mai messo piede in campo? Eder è un ottimo giocatore che sta trascinando a suon di gol e di giocate decisive la Sampdoria verso l’Europa che conta. Icardi e Dybala hanno preferito giocarsi le carte con la “albiceleste”. Eppure con Thiago Motta e Paletta non si è creato tutto questo pandemonio. Noi italiani ci creiamo difficoltà anche quando non vi sono. Mancini e Mandorlini sono a favore della purezza del sangue italiano. Personalmente… NI. Ribadisco il mio pensiero “tutti hanno il diritto di ambire a qualsiasi nazionale però deve avere una stretta parentela o della parte materna o dalla parte paterna dello Stato preso in questione.” Spero che non si arrivi come nel rugby che basta avere un tot di anni nel nostro campionato per poter vestire la nostra maglia azzurra.
Ma gli oriundi ci sono sempre stati sin dagli albori del nostro calcio.
Mini ricerca. Nell’ Italia di Vittorio Pozzo, campione del mondo del 1934 c’erano oriundi del calibro di Orsi, Monti, Cesarini, di chiara origine argentina. Sempre nella nazionale che si riconfermò campione del mondo del 1938 avevamo la mezzala Attilio Demaria e l’ala Guaita.
Negli anni ’60 Sivori e Altafini. E nel 2006 nella grande avventura azzurra compariva, si far per dire, titolare fisso, Mauro German Camoranesi, argentino.
E voi cosa ne pensate, favorevole o no agli Oriundi?

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E’ tutto ciò che rimane di me

 

 

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

E non esiste una rosea alba

che la mia colta solitudine

uno specchio

nessun volto

solo il tempo scemato

ti soffoca il pensiero

e quelle voci che ricordano te

quelle che ero

canzoni che ti parlano

non riesco a nascondermi per bene.

Cuore guasto

pericolo in atto

scusa frivole la dignità

sotto terra come l’umore

l’odore dei tuoi capelli

lungo un viale alberato

il passato si cela

divora ciò che ho seminato

con cura anni bruciati intorno a un falò

non riesco a voltarmi

un passo dopo l’altro

verso il confine

l’abisso

è tutto ciò che rimane di me…

 

Auguri!!!!

 

Oggi Mina la “Tigre di Cremona” compie gli anni, 75! Auguri!  “Se telefonando” è una delle canzoni che ricordo maggiormente di lei. Il testo è pura poesia, un “inno con sfumature fragili dell’amore”, semplice, essenziale, emotivo al punto che non vuoi che questa storia di sentimenti e passioni finisca con un finale dolce-amaro.

 

Lo stupore della notte
spalancata sul mar
ci sorprese che eravamo sconosciuti
io e te.
Poi nel buio le tue mani
d’improvviso sulle mie,
è cresciuto troppo in fretta
questo nostro amor.
Se telefonando
io potessi dirti addio
ti chiamerei.
Se io rivedendoti
fossi certa che non soffri
ti rivedrei.
Se guardandoti negli occhi
sapessi dirti basta
ti guarderei.
Ma non so spiegarti
che il nostro amore appena nato
è già finito.
Se telefonando
io volessi dirti addio
ti chiamerei.
Se io rivedendoti
fossi certa che non soffri
ti rivedrei.
Se guardandoti negli occhi
sapessi dirti basta
ti guarderei.
Ma non so spiegarti
che il nostro amore appena nato
è già finito…

Scusate il ritardo

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Eccomi qui! Sono tornato! Pausa di riflessione. Scusatemi!!! Ritorno dal letargo non appena ho sentito il richiamo della primavera. Ho meditato, ho riflettuto sulla mia vita e sul mondo che mi circonda. Ho curato vecchie ferite e lasciato ombre primitive alle spalle. Ho fatto una bella scansione alla mia anima e ho ripulito il cuore da scorie quotidiane. Un piccolo inventario per capire “quel che di me nudo resta”. Ho dormito come un orso in letargo, fumato tanto, in attesa di un futuro più roseo e non oscurato  dalla nube provocata da una sigaretta. Ho ripreso a leggere, “La ragazza con l’orecchino di perla”, bellissimo romanzo. Sono ripresi anche le mie tribolazioni di pensieri, piano piano sto riprendendo a scrivere. La mia scrittura, mi appare un pò cambiata, levigata o logorata dall’apnea creativa che ho vissuto in silenzio. Non posso fare a meno del mio blog e da voi!

Buona serata amici!!!!

A tutte le donne

foto tratta dal web
foto tratta dal web

A tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

Alda Merini