I love this game – Oriundi o non oriundi?!?!? Questo è il dilemma!!!

Eder, con un suo pregevole gol sulla scadere del tempo, salva l’Italia da una inaspettata sconfitta contro la Bulgaria nel match di qualificazione a Euro 2016.
E’ stata una settimana turbolenta, quella che ha visto come centro del dibattito il dilemma sugli oriundi e il loro ruolo nella nostra nazionale di calcio.
Secondo la definizione di Wikipedia l’Oriundo è : “chi, nato e residente in una città o nazione, discendente o antenati la trasferitesi del paese d’origine.”
Personalmente sono favorevole a tutti gli atleti equiparati alla nostra nazionale purchè pero ci sia una discendenza non superiore al secondo grado. Vazquez, un altro giocatore convocato dal nostro C.T Antonio Conte, ha la madre italiana, veneta e la nonna paterna lombarda . Quindi no problem. Il problema, sta, secondo il mio parere, “oriundizzare” un giocatore che ha un lontanissimo parente, ma proprio lontanissimo, di chissà quale grado di parentela. Chissà, se investigando nell’albero genealogico di Messi o Cristiano Ronaldo scopriremo che loro posso essere chiamati a far parte della nostra nazionale. Ma ormai è troppo tardi! Nel mio piccolo paese, ho scoperto, che gira e rigira, siamo quasi tutti parenti! Non si può scegliere una nazione come se stessimo giocando a Risiko, o un altro gioco. Non è un gioco. Chi vuole giocare per la nostra nazionale deve sentirsi italiano al 100 %, avere tutte le carte in regola. E non mi importa se canta o meno l’Inno.
Trovare, andare alla ricerca di oriundi, credo sia un sintomo, una debolezza, perché il nostro serbatoio di giovani talenti latita. Viva la globalizzazione, per carità, ma se avevamo attaccanti forti e non poco prolifici come Zaza, Immobile e Pellè, Eder avrebbe mai messo piede in campo? Eder è un ottimo giocatore che sta trascinando a suon di gol e di giocate decisive la Sampdoria verso l’Europa che conta. Icardi e Dybala hanno preferito giocarsi le carte con la “albiceleste”. Eppure con Thiago Motta e Paletta non si è creato tutto questo pandemonio. Noi italiani ci creiamo difficoltà anche quando non vi sono. Mancini e Mandorlini sono a favore della purezza del sangue italiano. Personalmente… NI. Ribadisco il mio pensiero “tutti hanno il diritto di ambire a qualsiasi nazionale però deve avere una stretta parentela o della parte materna o dalla parte paterna dello Stato preso in questione.” Spero che non si arrivi come nel rugby che basta avere un tot di anni nel nostro campionato per poter vestire la nostra maglia azzurra.
Ma gli oriundi ci sono sempre stati sin dagli albori del nostro calcio.
Mini ricerca. Nell’ Italia di Vittorio Pozzo, campione del mondo del 1934 c’erano oriundi del calibro di Orsi, Monti, Cesarini, di chiara origine argentina. Sempre nella nazionale che si riconfermò campione del mondo del 1938 avevamo la mezzala Attilio Demaria e l’ala Guaita.
Negli anni ’60 Sivori e Altafini. E nel 2006 nella grande avventura azzurra compariva, si far per dire, titolare fisso, Mauro German Camoranesi, argentino.
E voi cosa ne pensate, favorevole o no agli Oriundi?

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