Archivio mensile:aprile 2015

La violenza non è un sinonimo di coerenza verso gli altri!

“Ama il prossimo tuo come te stesso”. Sono passati più di 2000 anni, è passata un eternità ma sembra che questo comandamento della carità enunciato dal nostro Signore non sia mai essere arrivato nel cuore delle persone. La violenza negli stadi è una macchia della nostra società difficile da cancellare. Ipocrisia, interessi personali, autorità istituzionali fragili come un grissino sono i nei di questa morale di stampo italiana. Siamo ritornati nel far west oppure nel medioevo? Ognuno si fa giustizia da solo. Nessun va nelle palestre per sfogarsi. Lo stadio è diventato dimora, meta ambita per i delinquenti. Le persone civili, ragazzi che amano il calcio e sognano di diventare grandi giocatori di Serie A, costretti a rimanere a casa, davanti alla tv per non rischiare, a volte addirittura,  la propria vita per vedere una partita di pallone. Tutto questo odio dei tifosi violenti, da dove viene? E’ possibile che non riusciamo a reprimere questa mania di protagonismo che attanaglia il nostro sistema sportivo? “Come la fai la sbagli”, si dice in questi casi. Se un inglese, un francese, un tedesco, uno spagnolo, (non è una barzelletta, tranquilli), viene a vedere una nostra partita di calcio, la prima cosa che ci chiederà è sulla questione del sistema sulla sicurezza negli stadi. “Ma voi non avete una legge, fatta dal governo che impedisca queste forme di vandalismo nei nostri impianti sportivi?” “Si, certo che abbiamo una legge, dall’ottobre dell’anno scorso” risponderemo noi italiani in coro. Peccato che questa norma non sia vista di buon grado dal governo del calcio. Uno dei tanti motivi per cui, c’è questa diatriba tra i due governi è (girovagando sui vari siti internet) è il pagamento degli straordinari compiuti, eseguiti dalla polizia, dalle forze dell’ordine  durante eventi sportivi che devono essere pagate, così ha deciso il parlamento dalle stesse società. Ciò, il nostro sistema giuridico si è impantanato su questo piccolo, insieme agli altri,  “cavillo oneroso”. Si cari, Inglesi, francesi, spagnoli, tedeschi, questa è una bellissima barzelletta, da raccontare ai nostri nipoti nell’immediato futuro. Tutto questo sistema sulla sicurezza negli stadi si inceppa su questi piccoli frammenti di norme giuridiche. Dopo i recenti avvenimenti del derby della mole tra Juve-Toro, tutti i massimi dirigenti sportivi da Malagò a Tavecchio voglio incontrare il ministro dell’interno Alfano. Trovare rapide soluzione per combattere questo male sembra una pura utopia. Non sono bastate le morti di Raciti e Esposito e gli striscioni offensivi negli stadi per accelerare e uscire da questo torpore che questa Italia vive. Non basta la crisi economica, la crisi è nella morale, che sembra aver perso la “diritta via”….

continua…

Non me ne andrò…

Cresciuto in un posto

dove rinascere li in mezzo

alle macerie di scelte

crude e salate

sdraiato

ultime emozioni

non mi porteranno via da qui!

 

(Respiro)

 

Un po’ d’ombra

dalle nuvole sembrano  cotone

ho voglia di sfiorarle con le dita

educare al rispetto

la vita non si risparmia

nessuna partenza

nessuna ricompensa

nessun eroe da ricordare

scelte che scivolano

dalla screpolata pelle

il sole decide colori dell’animo

la povertà del cuore

aspettando l’estate.

 

(Respiro)

 

Il mio nome

rimane steso come me

ad osservare l’infinito che mi rimane

litigare con la mia patria 

in libera scelta

il sangue solletica i miei confini

la carne ha ancora il nemico

cuori limpidi a cui pensare

sfiorare la loro essenza

adagiarsi su di un cielo rosso porpora

la guerra un gioco senza fine

che non capirò mai!

 

(Respiro)

 

Segni divini

orecchini in tasca

sentirsi leggero

ho ancora fame

ero un semplice ragazzo

mangiare gli ultimi resti di speranza…

ha un buon sapore

io c’è la farò…

non me ne andrò!

A.A.A. Comunicazione interna! :D

Vi chiedo scusa per la mia poca presenza nell’ultimo periodo. Sono stato molto impegnato e a volte internet mi prendeva in giro… anche lui era di luna storta! 😀

Nuovo format per il mio blog:

  • Il lunedì inizieremo la settimana con delle poesie e “piccoli frammenti di emozioni”;
  • Il mercoledì, brevi saggi o comunque argomenti che mi hanno attratto, incuriosito sfogliando giornali, riviste o programmi tv;
  • Il venerdì spazio alla musica;
  • La domenica continuerà la rubrica sportiva “I love this game!”

Perdonatemi se non sarò sempre puntuale! Buona serata e buon weekend! 😀

Amaro 🙂

Ciao, come stai?

Ciao sono Raffaele, come stai?  Spero bene. Vorrei poter tornare indietro, ritornare sui miei passi, litigare con il tempo. Ma non si può. Continuo a rispondere dei miei guai. “Forse la vita la capisce chi è più pratico” ed io in fatto di manualità sono sempre rimasto scarso, come il cuore, il mio, che non ha saputo custodirti per bene. Ora sanguina, preferendo l’inferno dei pensieri. Aprire gli occhi la mattina e osservare la vita appesa a un tuo ricordo. Il cielo è ritornato al suo posto, l’ombra è ritornata a seguirmi anche se con poca indulgenza e fedeltà. Ti vedo ancora lontana, al di là di quell’orizzonte blu, irraggiungibile. Aspetto la notte per essere invaso da residui di riflessi e che perdona il silenzio che viaggia solo, parole sospese nell’aria. I nostri ingenui destini su rette parallele tendenti all’infinito, ti tendo la mia mano, ma è troppo tardi. Hai scelto bene, suoni poco udibili. La verde panchina, è rimasta li, non la sfioro nemmeno, ci passo di fianco, la piccola dimora ora miete crudele assenze. Hai fatto bene, tutto qui, il pessimismo non mi ha lasciato. Materialista, mi accartoccio di su ciò che rimane di bianche emozioni. La primavera porta il peso dell’innocenza. Per ora sono solo, nel pieno deserto, inettitudine in bilico, la luna risana sottili rughe. Te no, sei un canto appartenente ad un altro. Imparare a stare in piedi, anche senza di te, è una priorità. Cercare un pensiero ad un prezzo più conveniente. Capire chi sono, scrutare i miei confini. Tutto è sopportabile tranne la tua assenza. Il tempo è un buon amico, ma ho imparato che non gli devi mai voltare le spalle. Mi manchi, spero di rivederci in un’altra vita, e questa volta non combinerò danni, te lo prometto. C’è sempre un motivo per non ritornare. Ciao!