Archivio mensile:luglio 2015

Un addio di foglie morenti

foto tratta dal web
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Oggi non ci sei. Ne ora, ne mai. I colori dell’arcobaleno sviliti dentro un addio di foglie morenti. Visualizzi ma non rispondi. Nessun segnale da decifrare, da capire. Attese finte che diventano banali. La luna cerca un tuo sguardo per capire il perché di questa fuga. Scendi dal paradiso e illuminami, con quel  poco di luce c’è. Il cuore si fa leggero. Bulimia di baci. Mi mancano. La mia pelle è nuda, ore a ricomporla. Sono un puzzle di pezzi inermi, un rimpasto senza sapore, l’odio senza rancore. L’odore rinchiuso all’interno di una mimosa… vola via in un incontro serale senza fisso menu. Senza spine, solo un filo di trucco. Mentire, scrivere una lettera e riconoscere il mio groviglio di illusioni. Cortese in un inchino, succube di modelli romantici sotto vuoto. La verde e arrugginita panchina non parla più il nostro ingombro peso d’amor. La felicità è un passo più lungo della gamba su un percorso di fango e sassi e mi ritrovo a perdere facilmente il ritmo. Ora senza luce vivo, di nascosto mi nutrirò di destini fragili. Dipendente di pittoresche emozioni a cui non posso resistere. Farò pena agli ottimisti che squarciano il sole con il cuore altrui. Oh mio assolato cuore, che ormai dopo di te nulla vive… la mia eternità piange e piangerà tra le pagine di un futuro ironico e disonesto… Cosa vuoi sapere ancora di me? Tentazioni, capire quali parti dell’anima rimangono confuse. Bere gratuitamente dalle fonti della tua bellezza senza capire le dovute conseguenze, rischiare di soffocare. Che si fa ora a mezz’ora da una lacrima?

Sei un miracolo…

“Sei un miracolo mi dai il coraggio

per stare dove sto

sul ciglio di un equilibrio che non ho

questo sono io ma con te ce la farò…”

…2004, iniziavo il triennio di Meccanica all’Industriale del mio paese, 16 anni. In piena fase adolescenziale, tra turbamenti nostalgici, l’equilibro aleggiava tra una partita di calcio, un buon vuoto in storia, e il numero ricevuto in dono da una bella ragazza. “Sei un miracolo” che melodia con i suoi celestiali violini e l’ottimo il testo di Daniel Groff, presentato al Festival di Sanremo di quell’anno. L’ho riascoltata adesso dopo tre anni, e la mia mente, mi sta centrifugando tutte le bellissime sensazioni vissute con i “miracoli dell’altro universo!” Ah l’amore… quanto tempo pervade e attanaglia i riflessi emotivi di un povero ragazzo alle prese con i primi sapori dell’altra dolce metà…. Il “due di picche” era sempre una carta che purtroppo ho avuto modo di conoscere, ma l’amore non ha un fine, non ha un confine, ne un limite da smaltire in fretta e furia. E questa canzone mi sta ispirando a comporre, purtroppo per voi 😀 , un post sul tema (sempre in chiave ironica) dei miei “disastri amorosi” cercando di capire attraverso il pensiero e la funzionalità di ogni singola parola rimedi per uscire da queste sabbie mobili che da un bel pò di tempo mi impediscono di assaggiare il cielo con “l’aiuto di un altro respiro”. La scrittura fa anche questi “miracoli…”

Canzone dedicata, a tutte le donne “amiche del mio blog”!

Buona serata!!!!!

Raffaele 🙂

 

Il calcio è uguale per tutti!

 

“Dio creò maschio e femmina a sua immagine e somiglianza.” 

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Peccato che in uno paese pieno di cattolici l’ affermazione biblica trova ancora poco riscontro nel mondo politico-istituzionale, sociale, e sportivo specie nel mondo del calcio. Eh si ancora oggi, nel 2015 abbiamo a che fare, in Italia, con una marcata discriminazione tra il calcio maschile e quello femminile. Il calcio è e deve essere uguale per tutti… bisogna abbattere questo muro di stampo conservatore e guardare verso nuovi e limpidi orizzonti. Nella pallavolo, lo sport più praticato tra le donne non esiste in maniera totalitaria questa sofferenza morale. Il volley maschile ha una propria lega come d’altro canto quella femminile, come in alcuni altri sport. Perché guardare una ragazza divertirsi con un pallone, fare un dribbling e un bel gol, o una ragazza che compie una bella parata, fa ancora e suscita una “strana sensazione emotiva” ai maschietti. Ci deve ancora essere tra di noi una forte radice conservatrice. Ho chiesto, prima di scrivere questo articolo per il mio blog, ai miei amici cosa ne pensassero del calcio femminile, e nessuno, e ribadisco nessuno si è permesso di fare battute, accogliendo con gioia l’idea di una loro maggiore visibilità. Non facciamo ora di “tutta un’erba un fascio” ma non possiamo nascondere sotto il letto queste problematiche. Le donne in Italia e in buona parte del mondo tranne in buona parte dei paesi mussulmani le donne possono praticare liberamente il loro proprio sport. Questo è una conquista di diritti umani che non possiamo mai dimenticato di aver adempiuto con successo.

Il football femminile esiste in Italia, con i propri campionati, le proprie squadre, e i loro pubblico. Peccato che dal 1986 l’universo del calcio femminile perda la sua autonomia ed entra nell’orbita FIGC e inserita nell’ambito della Lega Nazionale Dilettanti. Le atlete, che giocano ai livelli più alti, anche in serie A  sono ancora considerate non professionistiche. E non sbagliandomi sono pochi tra gli sport di elite che esiste questa neo. C’è stato anche un “declassamento” di questo sport con meno autonomia economica e sociale. Il problema è anche strutturale e funzionale. I progetti e frammenti di speranze ci sono e sono vive e vegete. Rossella Sensi, ex presidente della Roma (squadra maschile)  è diventata coordinatrice della commissione per “lo sviluppo del calcio femminile”; Katia Serra ex giocatrice di buon livello della nazionale italiana donne è responsabile del “settore calcio femminile” dell’Associazione italiana calciatori.

La FIGC ha approvato quest’anno un piccolo ma incisivo cambiamento. Infatti le squadre maschili di  Seria A e B sono obbligate da quest’anno ad inserire nel loro organigramma societario, squadre under 12 femminili, tesserando almeno 20 atlete e nel 2016 raddoppiare il loro numero. Ogni squadra maschile avrà anche una propria team femminile che nel giro di pochi anni parteciperà nelle varie categorie del settore giovanile per poi arrivare fino in fondo con squadre professionistiche. Se il sogno non verrà infranto avremmo per esempio Inter e Milan maschile e Inter e Milan femminile, con lo stesso stemma e colori sociali. Copiare i modelli tedeschi, inglesi non è reato. Copiare anche il numero delle tesserate non è reato, in Italia sono 25 mila, contro le 250 mila di donne tesserate in Germania all’interno della loro Federazione. Nulla è impossibile. Più attenzione e azioni concrete da parte delle varie istituzioni sociali verso questo calcio malato in tutta la sua anima con guasterebbe.

Un bellissimo video dal titolo “L’era d’oro del calcio femminile. Tranne in Italia” all’ interno di un articolo su Corriere.it del 5 Dicembre dell’anno scorso evidenza la “leggera” differenza di pubblico, di attenzione mediatica tra una partita del nostro campionato italiano femminile e quello Statunitense. Da Firenze a Portland nell’Oregon, due mondi disumanamente differenti. Da 150 spettatori di media per le partite di seria A alle 4.000 unità di tifosi a Portland. Bisogna cambiare mentalità e modo di interpretare anche dal punto di vista televisivo e giornalistico l’universo femminile di calcio. Certo le risorse sono quelle che sono ma dedicare anche un piccolo spazio, anche all’interno di una rubrica sportiva, come propone il sottoscritto, o dedicare anche mezza pagina sui quotidiani sportivi su alcuni avvenimenti… cosa vi costerebbe?

Il campionato mondiale femminile, svoltosi in Canada in questo mese di Luglio, con il successo finale degli U.S.A ha avuto un successo planetario. Negli States il soccer femminile ha più visibilità della Major League maschile. A fine giugno di quest’anno è stata istituita la nazionale di calcio a 5 o come si dice ora “futsal” con la prima storica partita ufficiale giocata al foro Italico davanti a 4.000 spettatori contro l’Ungheria. 5-0 per le nostre giocatrici, per la cronaca. Partita trasmessa in tv che ho visto, con interesse ed entusiasmo. Bisogna seminare sin dalle piccole campagne sogni per una sempre più e ben visibile uguaglianza tra uomo e donna. Stessi diritti, stesse speranze. Quel bellissimo prato verde, le porte, e il pallone, non c’è lo dimentichiamo hanno le stesse misure e dimensioni, o sbaglio?

Ps: Ah per chi non lo sapesse una piccola vittoria del mondo femminile è stata ottenuta anche nel mondo dei videogames. Infatti Fifa 2016 ha inserito nel suo contenuto 12 nazionali femminili tra cui l’Italia, che nel mese di Novembre 2014 ha sfiorato l’impresa di qualificarsi per i mondiali in Canada, precedentemente citati.

 

Il calcio professionistico non può essere ancora per molto tempo un’utopia per le donne…

Impossible is nothing!!!!!

Fa caldo!!!!

Ragazzi… fa caldo!!!! “Sta moru de caldu” come diciamo nel nostro dialetto salentino! Gli esperti dicono che non si verificava questa ondata eccessiva di calore da oltre mezzo secolo! E proprio quando sto vivendo io, ora in questa vita, dovevo capitare??? A me che sembro un pinguino, oddio devo riadattare al mio contesto fisico direi…un tricheco di un quintale! Lo avete mai visto questo buffo animale nel Salento?

foto tratta dal web
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Almeno con questa arsura sudo come una bestia, ma perdo un po’ di ciccia! Sudo pure con il climatizzatore acceso, mi è capitato poco fa, prima di scrivere nella mia stanza di letto… ma non è che ho un pò di febbre?!?! Sarebbe il colmo! In ottica stranamente ottimistica, prendo questa estate bollente come un modo ortodosso di snellirmi un po’. Certo, cerco di stare al fresco e di uscire o la mattina presto o la sera tardi con gli amici o per portare a spasso Birillo, il mio cane. Se devo uscire in pieno giorno, per fare delle commissioni o per impegni lavorativi e entro in macchina assaporo sul mio corpo una tenue e meravigliosa sensazione di lava incandescente che brucia la mia pelle. Il volante è fuoco e fiamme, il sedile pure, dovrei chiudermi per due ore in qualche grande congelatore prima di affrontare questa sfida! Mamma mia!!! Sto bevendo litri di acqua, thè o qualunque elemento che sia liquido e fresco. Qualcuno mi può fare una bella granita al limone? Grazie! I condizionatori e i ventilatori sono la nostra salvezza…  i veri protagonisti di questa stagione. Durante la giornata cerco di bagnarmi la faccia e i capelli, a volte sembra di stare a mare! Di giorno mi chiudo dentro la cantina… ovunque ci sia un po’ di venticello… contate su di me!

foto tratta dal web
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Ti stanchi ancor prima di fare un gesto… “nu me coddha”, diciamo noi! Fosse per me, adesso, prenderei un aereo, direzione Groenlandia e mi adagerei sopra un iceberg a contemplare e a scrivere… magari con i miei amici pinguini! Quanto li invidio, anche se ora, con il riscaldamento globale dovranno adeguarsi un po’ anche loro. Maledetto buco dell’ozono!

foto tratta dal web
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Aspettare la sera, sedersi sul terrazzo e godersi un po’ di aria fresca amoreggiando con un poetico cielo stellato!

Non posso che rivolgere un mio pensiero, a conclusione di questo scanzonato post, ai poveri, ai più bisognosi, che più di tutti stanno soffrendo questo maledetto caldo, non avendo magari un riparo adeguato, e che oltre alla fame, e alla loro quotidiana sopravvivenza, devono lottare contro questa problema, non avendo anche quei mezzi e quelle risorse che noi godiamo, fortunatamente,  nella nostre abitazioni… a loro vanno la mia preghiera e il mio pensiero.

 

 

Tre parole…

“Dammi tre parole, Sole, Cuore <3, Amore…” era il 2001 ed la canzone di Valeria Rossi che diventò il tormentone dell’estate di quell’anno. Ma che fine ha fatto la cantante? Mhààà A volte mi chiedo se è stata di sua volontà lasciare il palcoscenico per dedicarsi ad altri progetti di vita. Era il 2001, inizio millennio ed io avevo 13 anni, avevo finito le scuole medie. In quel tempo non c’è era tutta questa tecnologia che c’è adesso. Chiedevo a qualche mio amico di passarmi qualche canzone da mettere nel cd e poi ascoltare la track list con il mio vecchio compact disk. Oppure potevamo aspettare il sabato pomeriggio alle 14 con “Top of the Pops” su Rai Due per ascoltarci la classifica musicale italiana e registrare qualche brano con il cellulare e usarlo come suoneria! AHHHHHHHHHHHHHHHHH bei ricordi!

“Tre parole”, come ricordato prima, è stato il tormentone dell’estate 2001, a volte qualche cantante aspettava l’estate per piazzare la sua canzone più gettonata ed sperare nel miracolo. Mi ricordo che alla radio il pezzo spopolava…. ricordo questo episodio in maniera indelebile: mentre una mattina di luglio andai al mare con i miei genitori nelle macchine che aspettavano un post per parcheggiare, dalle macchine appunto si sentiva questa canzone! E’ quel vespone, stile fidanzato dell’ape Maia che compariva nel video ufficiale… che ridere! Ahahahah 😀

Canzone allegra, gioiosa e spensierata… che mi lascia ancora trasportare con enfasi nei ricordi della mia infanzia!!!

“Con tutti i sentimenti….” buon inizio di settimana!!!!