Archivi giornalieri: 17 luglio 2015

Pallone bucato

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Il pallone che rotola felice tra un immensa distesa di verde all’improvviso, con l’avvento dell’estate, si è bucato. Ed ora cerca un riparo sicuro per vivere le sue ultime ore in pace. Lo sport è in lutto. E francamente non credo, per ora, a una possibile resurrezione terrena adempiuta per volontà divina. In ginocchio, noi adepti di questo sistema dove la ruggine fa da sfondo a questo cielo caduto nell’oblio di parole bruciate nel vento. Il calcio sta perdendo una sua etica vendendo la sua morale a soggetti che sarebbero disposti a donare l’anima al diavolo pur di truccare una partita e intascare cospicue tangenti. “Più si sale in alto, più c’è il rischio di cadere in basso, sprofondare e non risalire più su”. Con che coraggio, io, burattino di questa farsa teatrale, posso insegnare valori e virtù ai miei ragazzi, se loro stessi in primis rimangono spaventati e frastornati dalle continue ferite e ustioni del loro sport preferito? Il “foot-ball” è solo uno dei malanni che sta colpendo la nostra Italia da un bel po’ di anni. Per ora cure significative e efficaci nemmeno l’ombra. Dobbiamo varcare i nostri confini per chiedere aiuto a qualche buona nazione samaritana. Sono personalmente arrabbiato e ormai rassegnato, un corpo senza anima che muore sotto i miei occhi. Il male vince ancora, anche se in fuorigioco. Una volta toccato il fondo, non c’è alcun rischio di cadere più giù. Oddio, ora che ci penso, piccole medicine ci sono per attenuare i dolori del nostro sport e sono le “Riforme” ma al momento sono conservati dentro cassetti di chi gioca a fare dio con noi che nutriamo il “pallone bucato” con sogni e speranze. Il pallone, attenzione, non è sgonfio, ma appunto bucato che è diverso. Bisogna comprare uno nuovo, di buona marca e qualità, ma con quali soldi se questi ultimi servono ai signori per cambiare il flusso di partite e campionati? Ogni maledetta estate, stagione il procuratore federale e i vari magistrati subiscono le luci della ribalta. Lottare contro il tempo, perché la “messa in scena” deve partire il prima possibile contando vittime e superstiti.
“Il calcio è diventando un credo che viene recitato, senza un minimo di fede, nel cuore di noi poveri amanti di questa scaltra illusione…”