Archivio mensile:novembre 2015

Caro Basket…

foto tratta dal web
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Pubblico, la bellissima lettera di addio al basket giocato di uno dei più grandi giocatori, insieme a Micheal Jordan della pallacanestro mondiale: Kobe Bryant! Bellissima, unica, essenziale, intima e confidenziale. Lo sport è vita!

Caro basket,
dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzini di mio padre
e a lanciare immaginari tiri della vittoria nel Great Western Forum
ho saputo che una cosa era reale:
mi ero innamorato di te.
Un amore così profondo che ti ho dato tutto
dalla mia mente al mio corpo
dal mio spirito alla mia anima.
Da bambino di 6 anni
profondamente innamorato di te
non ho mai visto la fine del tunnel.
Vedevo solo me stesso
correre fuori da uno.
E quindi ho corso.
Ho corso su e giù per ogni parquet
dietro ad ogni palla persa per te.
Hai chiesto il mio impegno
ti ho dato il mio cuore
perché c’era tanto altro dietro.
Ho giocato nonostante il sudore e il dolore
non per vincere una sfida
ma perché TU mi avevi chiamato.
Ho fatto tutto per TE
perché è quello che fai
quando qualcuno ti fa sentire vivo
come tu mi hai fatto sentire.
Hai fatto vivere a un bambino di 6 anni il suo sogno di essere un Laker
e per questo ti amerò per sempre.
Ma non posso amarti più con la stessa ossessione.
Questa stagione è tutto quello che mi resta.
Il mio cuore può sopportare la battaglia
la mia mente può gestire la fatica
ma il mio corpo sa che è ora di dire addio.
E va bene.
Sono pronto a lasciarti andare.
E voglio che tu lo sappia
così entrambi possiamo assaporare ogni momento che ci rimane insieme.
I momenti buoni e quelli meno buoni.
Ci siamo dati entrambi tutto quello che avevamo.
E sappiamo entrambi, indipendentemente da cosa farò,
che rimarrò per sempre quel bambino
con i calzini arrotolati
bidone della spazzatura nell’angolo
5 secondi da giocare.
Palla tra le mie mani.
5… 4… 3… 2… 1…
Ti amerò per sempre,
Kobe
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L’ultimo bacio

 

L’ultimo bacio

sfiorare un’anima

e contare gli angeli volati via

capire ciò che ci lascia sfuggire

il cielo si apre e si tinge di rosso

l’inferno ha il sapore di lacrime amare

Dio buono e Misericordioso dove sei?

La verità non conta interessi a rendere

un giorno perso nel vuoto

il destino che trema

foglia appassita

testa tra le mani

aspettare un momento

un fiore nuovo nascerà

stringiamoci forte

scacciamo con un gesto

sangue e cenere

voglia infinita

aggrapparsi a una speranza

il meccanismo è guasto.

Un gioco

che non ha più senso

io non gioco più alla guerra

butto via le istruzioni

un cumolo di polvere da rispolverare.

la vita non può morire

in una follia perversa.

Un secondo,

un silenzio assordante

cuori che parlano

dentro un vento caldo.

E’ solo un brutto sogno…

 

L’eterno riposo

foto tratta dal web
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Basta un secondo, attimi interminabili, imprevisti, non voluti, non pianificati, la ragione pietrificata, e la vita cambia, cambia verso, apre una porta ed entra il male. Tutto si ferma, nessuna parola, sangue che scorre. Il demonio racchiusa in una acre ideologia con un fine ben preciso. Non siamo burattini, abbiamo un anima e un cuore, entrambi parzialmente ossidate di rabbia e rancore dopo il 13 Novembre o comunque dopo una tragedia, violenze o atti contro l’umanità, che si stringe, cerca una carezza, una parola di conforto, una Croce da affidarsi e non stagnarsi dei propri peccati. Attimi e “l’amore qui non passa”. Intrappolati dentro un vortice di paura, paura come l’immobilismo dei capi di governo relegati ai loro interessi. Giù le maschere e con le lacrime che lasciano una scia sui nostri corpi inerti sconfiggiamo questo male venuto da Oriente. Giorni di riflessioni esistenziali, di risposte inesaudite sul fato, sul destino. Inginocchiarsi e pregare. “L’eterno riposo…” Pregare per lasciarsi inondare dalla pace di un Dio Misericordioso. Affidarsi a Lui, per liberare la pace nel mondo, accecare l’odio dei terroristi. Il cielo piange. Signore aiutaci a respirare aria nuova che ispira la libertà. La libertà di non aver paura della paura, questa vita che è piena da ostacoli da affrontare. Pregare vicino a una candela, la candela della speranza stando attenti a proteggere la sua fiammella.

Ditemi che era solo un incubo

Credevo, fosse solo un incubo, un brutto sogno da cancellare immediatamente con un dolce pensiero. L’inferno che ha deciso di abitare per un pò sulla nostra terra e quella di Parigi. “La preghiera non aiuta contro i colpi di AK47”, almeno rivolgiamo una invocazione al nostro Dio Misericordioso di accogliere lassù nell’infinito cielo tutti i poveri innocenti che hanno salutato il nostro mondo. Il male non può vincere, l’odio e il rancore dietro una scaltra ideologia religiosa non può avere la meglio. Spero nella giustizia divina. Tutto qui.

No, no. Svegliatemi e ditemi che era solo un incubo…

Fiore smarrito

 

foto tratta dal web
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Io nel mio piccolo, un fiore smarrito

tra emozioni che non colorerò.

Sarà difficile amarsi lontano

e non toccare con mano i campi di grano,

debito accumulato sognando

nei tuoi occhi, nuvole che si addensano

pioggia a grappoli…

ho perso l’abitudine

io sconosciuto dell’amor proprio

di restare visibile per la primavera

stagione febbrile per indire

nuove nozze con l’amata creatura.

Protesto per il tempo

che non discerne dalle tue labbra,

gioco pericoloso per chi

non conosce la vertigine di un eterno bacio.

Grattacieli sospesi che prendono il sole

nel bel mezzo di un traffico

di parole amare discussione

di anime fragili che sfiorano

le loro tenebrose ombre di cera…

 

Raffaele