Archivio mensile:dicembre 2015

L’anno che verrà

Spero non sia una minestra riscaldata il nuovo anno. Il 2016 che bussa alle porte del mio presente. Sono inerte di fronte all’avvenire. E rimanere il classico immigrato del suo tardo tempo andato. E’ stato un attimo. Uno schiaffo inatteso, questo 2015. Non me la sento di prendere un raccoglitore e classificare le gioie e amarezze. Non me la sento perché domani è il 31 e devo guardare il nuovo orizzonte che mi si protende davanti. Non rifarei niente di quello che ho adempiuto in questo anno. Il cuore continua a battere promesse e sogni ancorati dentro un cassetto. Vorrei che nel 2016 le mie parole prendessero fuoco, gli occhi ghiotti di speranze e utili a cestinare le lacrime. Vorrei che il mio stomaco la smetta di accumulare dentro se rospi dal mondo esterno. Vorrei mangiare sano evitando vizi e virtù balorde. Vorrei leggere fino allo sfinimento. Entrare da visitatore non pagante dentro variopinte storie di cristallo e farle mie. Vorrei scrivere fino alla sfinimento. Fino al mal di testa. Inventare storie di cristallo e contare gli attimi che mi separano da un innocente sorriso. Vorrei osservare il mondo altrui, non con visioni notturne e di invidia. Disinnescare quel meccanismo che mi rende inferiore anche ad una particella estremamente piccola e innocua di questo mondo. Questo mondo che ancora non sentito l’odore della mia pelle, che ancora mi intravede dal lato oscuro della luna. Trovare un accordo con il bianco buio interiore. Saper comprendere le multietniche indicazioni stradali che mi troverò di fronte. Saper accendere una candela e inseguire la mia sequela senza la silente paura di pensare che non sono degno di questa vita. Illuminare la scia delle persone a cui il mio cuore donerò. Dare senza ricevere. Amare nella sofferenza. Come miele per addolcire pensieri freddi e opachi della vecchia gioventù.

Un anno è già passato e un altro arriva già.

Buon Anno!

Amaro 🙂

Minestra

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Pasta fatta in casa, cannelloni, girelle, carne… tanta carne, frutta secca e poi dolci… tanti dolci, tra cui ci tengo a menzionare la “pastiera napoletana” che un caro amico di mia sorella ha donato al mondo e anche per il mio stomaco… che ora impreca e chiede, sventolando un fazzoletto bianco, un po’ di tregua. Non riesco a contenermi durante le festività, non riesco a regolare il transito di cibo dalla mia bocca e così che un mese di corsa va buttato nel cestino a scapito dell’aumento di volume della mia bella e rigogliosa pancia. Depurare, depurarmi è un obbligo in questi giorni futuri per la mia buona salute. Oggi c’ho provato a farmi una invitante e gustosa minestra… eh solo che ho esagerato con il sale ed è ne venuta una vera schifezza, immangiabile. Che poi il sale ci stava? Mica ci potevo mettere lo zucchero?! Solo che mi sembrava un po’ insipida e ho esagerato con la dose. Come al solito, ripiegando con un bel piatto di penne al ragù alla bolognese. Stasera una fettina di petto di pollo con tanta insalata. Vedrò di non fare danni domani, quando riproverò (anche nei giorni avvenire) a ripulirmi dalle scorie dei giorni passati. Una bella tisana va anche bene? Ho lo stomaco a pezzi e il senso di fame latita visto che mangio sempre ai “miei orari stabiliti”. Frutta e verdura. Una bella mela rossa e farinosa, un mandarino  al posto del dessert. Ritornare a uno stile di vita sano ed equilibrato che è quello che a volte mi frega. Niente lotte con la coscienza, solo buon senso. La pacchia è finita.

Buona serata!

Amaro 🙂

E’ Natale

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

“E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri…”

Madre Teresa di Calcutta

Diario di viaggio, giorno 2

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

“Delitto e castigo” di Dostoevskij, “Il fu Mattia Pascal”. Sono questi due meravigliosi libri della letteratura i miei regali che mi sono fatto a me stesso per questo natale. Scelti senza ragione, tra le immense scelte dei “miei amici” all’interno di una biblioteca in centro. Ah come vorrei passare la mia esistenza dentro un negozio di libri! Sentire il loro profumo, sfogliare le innumerevoli pagine che tessono una storia, una favola, un tralcio di destino. Girare il mondo intero, conoscere personaggi, relazionarsi con la creatività di scrittori e poeti. Tutto questo mi affascina. Mi dovevate vedere, ero un bambino felice come dentro un negozio di dolci o di giocattoli. E litigare, ora, con il mio pensiero, dura diatriba con me stesso sul fatto che non so da quale libro iniziare ad “amoreggiare con l’incanto e la forza delle parole”. Prima mi finirò di leggere “Lettera a un bambino mai nato” di Orianna Fallaci e poi parallelamente ai “Pilastri della terra” inizierò un nuovo libro, visto la sua “mole di pagine”. Dite che sbaglio a leggere due opere contemporaneamente? E’ meglio focalizzare la mia attenzione solo su una. E’ solo che non vedo l’ora di “assaggiarli” questi miei regali di Natale. Leggere, leggere, leggere… scrivere, scrivere e scrivere… poetare, poetare, poetare… far vivere la mia creatività “sotto l’albero” prima di ritornare alla realtà. Oddio, non è che lo faccio tutto giorno. Al massimo due ore, ma come mi sento bene!
E voi vi siete fatti già fatto il vostro regalo per Natale?
A presto!
Raffaele

Diario di viaggio, giorno 1

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Prima giornata, qui, al Nord. Sono a casa di una della mie sorelle e vi scrivo questo mio personale diario di bordo, diario di un breve soggiorno al Nord. Questa mattina sveglia “presto”, le 8.00 per recarmi in una piccola chiesa qua vicino. Bella e intensa celebrazione eucaristica animata dai bambini del catechismo. “Il Natale si avvicina e impariamo a vivere questi intensi momenti con la preghiera e il silenzio, soprattutto quest’ultimo, un silenzio più che altro interiore per poter contemplare al meglio questa festività. Questa la breve considerazione, questa breve omelia del prete. E accogliere, aggiungerei io con queste mia riflessione, il bambino Gesù nel nostro cuore vergine di incrostazioni e ruggine. Un silenzio pacifico, guardare negli occhi la Fede e amarla di più. Poi al termine della messa ho pranzato con tutta la mia famiglia. Pasta fatta in casa, polpettone, e tanti dolci, questo è stato il menu. Oh no sono a dieta! Se, se… Poi io, mio padre e il ragazzo di mia sorella a vederci le partite alla tv, cercando di gufare un po’ per alcune squadre, ma senza grandi risultati, visto la netta vittoria della squadra parteneopea, sapete sono interista… ahahahah scherzo! 

Adesso in questo momento che vi scrivo, sono le 18.30 e fra poco, una volta terminata questo momento di condivisione del mio Natale mi metterò a leggere, anzi a rileggere un libro di Orianna Fallaci: “Lettera a un bambino mai nato”. Mi sono illuminati gli occhi quando l’ho visto un po’ impolverato nella piccola libreria di  my sister. Poi un giorno di questi, prima del 25 andrò in centro a farmi una passeggiata e a far visita a qualche negozio. L’obiettivo? Comprarmi “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello. OH! Mi sono messo in testa di comprarlo e cascasse il mondo c’è la farò… prima o poi! Anche se ho un “un mattone” come i “Pilastri della terra” di Ken Follett da terminare, sapere quando è una missione impossibile. Ok, io vado. Se non vi scrivo per un po’ non sarà per colpa mia ma della mia Inter!!! A presto! 😀