Archivio mensile:marzo 2016

Ora!!!!

foto tratta dal web
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“La vita è fatta per essere vissuta e non per morire.” Questo è il mio primo pensiero che riecheggia dopo gli attentati di Bruxelles. Fra poco festeggeremo la Pasqua di Resurrezione: Gesù che sconfigge la morte e ci libera dal Male. Il libro della nostra vita è ancora macchiata dal nero, nonostante tutto. La paura che circola nelle vene sperando che il destino non pronunci il nostro nome la prossima volta che il Male tenti di entrare in azione. Sono senza parole. Ogni volta che guardo un film alla tv ho l’ansia che da un momento all’altro tutto si interrompe per un edizione straordinaria del Tg. L’umanità si piega ma non si spezza, non cede ai ricatti e alle tentazioni del Male. Non ora, visto che il mondo ci chiede di non spegnere quella piccola e flebile fiammella di speranza che regna sovrana nei nostri cuori. Troppe date da ricordare, troppe celebrazioni funebri da osservare in rispettoso silenzio, molte preghiere da rivolgere a Dio che da lassù guarda i suoi figli impoverirsi di spirito e fede sempre più. Il sole tra le nuvole riscalda i nostri resti. Il male non può trionfare. Non deve se stiamo uniti. Ma basta propagande, basta eterne domande senza senso. Servono risposte chiare e precise. Individuare una soluzione. Non abbiamo molto tempo. “Come fai sbagli!” No non è vero! Facciamo parlare il nostro cuore e non i nostri pensieri rivolti a lugubri interessi personali. “Siamo nella stessa lacrima” nello stesso sudore dei padri fondatori della democrazia qui in Europa. Guardiamo in faccia la cruda realtà e iniziamo a reagire, non domani… Ora!!!!

 

Amaro

I love this game

foto tratta dal web
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E alla fine fa male vedere la propria nazionale soffrire e patire le pene dell’inferno ad ogni partita ufficiale sui campi di rugby. Il rugby, appunto, lo sport che ammiro per i valori che trasmette e per le emozioni che mi regala ad ogni match. Ed è brutto dirlo e solo pensarlo: le partite dell’Italia del 6 Nazioni (a parte una) non le ho viste. Ho ammirato le mischie scozzesi, le touche inglesi, la dinamicità e la spensieratezza nel gioco dei francesi. A parte la prima partita persa di un soffio allo “Stade de France” di Parigi contro i nostri cugini francesi, le restanti  4 partite del torneo sono state un calvario. Perdere in casa, davanti ad un “Olimpico” strapieno, contro una rediviva Scozia fa male, brucia nelle vene, come l’ennesimo “Cucchiaio di legno” e l’ennesimo ultimo posto nel prestigioso torneo continentale. Non sono un codardo o un fifone o peggio ancora un anti-nazionalista, ma alla fine ti stanchi di perdere e di illuderti per una partita (quella contro la Francia) sperando in qualche miracolo. Non so e non ho ancora capito se questa nazione non è fatta per il rugby e viceversa. Anche se il pubblico ad ogni partita degli azzurri mi fa pensare l’incontrario, ovvero che questo sport crudo e di contatto possa entrare nel cuore anche di noi tutti sportivi anche quelli più “calciofili”. Perché risulta un po’ strano vedere una palla da una strana forma che non sia “rotonda” rotolare, anzi, rimbalzare sui dei campi verdi “quasi simili” a quelli del calcio. In Italia il rugby è ancora uno sport semi dilettantistico come lo è il nostro campionato di Eccellenza con le sue 10 squadre partecipanti. Dei passi in avanti all’intero movimento è stato fatto con la creazione, da alcuni anni, di due franchigie come le Zebre di Parma e la Benetton Treviso che partecipano in pianta stabile nel torneo “celtico” della Pro12. Ma tutto questo ancora non basta visto i scarsi risultati delle nostre squadre italiane. C’è solo da migliorare. Non mi permetto di fare altre considerazioni perché sono si un appassionato di questa disciplina ma purtroppo non lo seguo a 360° gradi. Mi piacerebbe, questo si. Per fortuna che c’è una adeguata copertura televisiva, e questa è un fattore da non trascurare, per le partite della Nazionale (grazie a Dmax) e di quelle delle nostre squadre impegnate nel Pro12 ed Eccellenza (grazie a Raisport). Il dato confortante e che, a piccoli passi, c’è un graduale avvicinamento degli italiani a questo sport dal punto di vista televisivo, con buone percentuali di share specie nel 6 Nazioni. Ma ancora il numero di tesserati e quelli che praticano questo sport è misero rispetto pure alla Scozia che conta circa 5 milioni di abitanti. E la Nazionale fa quel che può con quelle poche risorse che ha ad disposizioni. “Non possiamo credere che i nostri giovani facciano esperienza Solo in campo internazionale lanciati senza timore a realtà che nono conoscono” se poi non c’è un adeguato sistema di crescita la livello territoriale italiano. Ripartire da zero, ancora una volta, con un progetto serio e a lunga durata, senza esasperazione sui risultati non arrivino subito come è capitato anche ai grandi Team come la Francia che è ripartita dai suoi giovani dopo l’ultimo deludente Mondiale. E non serve cambiare ogni 2 anni il C.t. se poi non c’è nulla sotto i nostri sogni o facciamo i furbi nascondendo sotto il tappeto i vari problemi che ci sono in questo sport specie quando i nostri azzurri “compiono dei miracoli sportivi” battendo squadre di calibri ben maggiore al nostro potenziale.

Sogno sempre, ma è strano, che nel verde spiazzale del Castello della mio piccolo paese, ci sia una partita di rugby anche con le “H” ed io che da pilone o al massimo da mediano di mischia che corro, corro verso la meta. E’ un pensiero frequente, non so il perché. Di certo nel mio paese del sud Italia gli appassionati della “palla ovale” si contano sulle dita di una mano. “Pochi ma buoni”!!!!

Qui

 

foto tratta dal web
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Qui, tra schegge

di cose e di nulla, viviamo

ai margini dell’eternità.

 

Giochiamo a scacchi, a volte,

incuranti dei destini dietro la porta. Siamo

ancora qua

a costruire da macerie

colombaie lunari.

 

Conosciamo il passato senza essere passati

e senza trascorrere notti d’estate in cerca

del dorato eroismo che fu.

 

Siamo chi siamo, senza farci questa domanda,

così siamo ancora qua

a rammendare l’abito dell’eternità….

 

Mahmud Darwish

?

Riformista o conservatore?

Amante o traditore?

Pace o guerra… con me stesso?

Bene o male… con me stesso?

Passato o futuro?

Politica o anti-politica?

Sole o pioggia?

Primavera o inverno?

….

 

E’ un periodo, il mio, agli albori della primavera, pieno di riflessioni e di dubbi esistenziali. Di solito ignoro me stesso e le mie problematiche. Un narcisista anomale e controcorrente. A volte mi capitano situazioni inattese e inusuale che mi fanno rimanere spiazzato, senza nemmeno un parole da proferire. A volte mi chiudo in me stesso, come un riccio senza i suoi poderosi aculei e aspetto che la tempesta passi, sperando che la mia nuda pelle abbia subito meno danni possibili. A parte la Fede con continui “pit-stop” e ri-partenze il resto della mia esistenza è impregnata (come tutti noi) di cadute e sali-scendi, di imprevisti, di spiragli di felicità che non vengono assopiti dal mio fragile cuore di cera. L’indecisione regna sovrana intorno a me, e la coscienza è sottoposta a dure diatribe perenni e stancanti con il tempo. Partigiano di una vita manipolata da cure e farmaci scaduti. Sono sempre fuori moda, sempre fuori gli schemi, anti-convenzionale, ma adesso in questa fase cruciale della mia permanenza in questo pianeta, ho l’obbligo morale di fare delle scelte che la mia natura mi invita (non mi impone, per carità) di esigere immediatamente. Ho solo timore di vedere il sangue che gocciola dalle ferite del passato e che si condensa in una futile emozione. Ho paura di ingabbiarmi, di incatenarmi e di monopolizzare la mia vita dentro continui si\no, bene\male, torto\ragione. Grazie al cielo, non siamo manichini ma persone in grado di costruire, passo dopo passo, la nostra sequela, non siamo inetti come le pietre ma vitali come i germoglio a primavera. Non posso rimanere seduto nel dubbio di decidere il da farsi circa il titolo da dare a ogni capitolo della mia storia. Prendere delle decisioni, senza chiedermi se ho paura di cadere o volare. Essere presuntuoso ma curioso allo stremo e pormi domande all’infinito. Scegliere e sbagliare, scegliere e amare ogni mia presa di coscienza. Perché abbiamo noi, comuni mortali il privilegio divino di scegliere secondo schemi già prestabiliti?

Amaro