Archivi giornalieri: 3 marzo 2016

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Riformista o conservatore?

Amante o traditore?

Pace o guerra… con me stesso?

Bene o male… con me stesso?

Passato o futuro?

Politica o anti-politica?

Sole o pioggia?

Primavera o inverno?

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E’ un periodo, il mio, agli albori della primavera, pieno di riflessioni e di dubbi esistenziali. Di solito ignoro me stesso e le mie problematiche. Un narcisista anomale e controcorrente. A volte mi capitano situazioni inattese e inusuale che mi fanno rimanere spiazzato, senza nemmeno un parole da proferire. A volte mi chiudo in me stesso, come un riccio senza i suoi poderosi aculei e aspetto che la tempesta passi, sperando che la mia nuda pelle abbia subito meno danni possibili. A parte la Fede con continui “pit-stop” e ri-partenze il resto della mia esistenza è impregnata (come tutti noi) di cadute e sali-scendi, di imprevisti, di spiragli di felicità che non vengono assopiti dal mio fragile cuore di cera. L’indecisione regna sovrana intorno a me, e la coscienza è sottoposta a dure diatribe perenni e stancanti con il tempo. Partigiano di una vita manipolata da cure e farmaci scaduti. Sono sempre fuori moda, sempre fuori gli schemi, anti-convenzionale, ma adesso in questa fase cruciale della mia permanenza in questo pianeta, ho l’obbligo morale di fare delle scelte che la mia natura mi invita (non mi impone, per carità) di esigere immediatamente. Ho solo timore di vedere il sangue che gocciola dalle ferite del passato e che si condensa in una futile emozione. Ho paura di ingabbiarmi, di incatenarmi e di monopolizzare la mia vita dentro continui si\no, bene\male, torto\ragione. Grazie al cielo, non siamo manichini ma persone in grado di costruire, passo dopo passo, la nostra sequela, non siamo inetti come le pietre ma vitali come i germoglio a primavera. Non posso rimanere seduto nel dubbio di decidere il da farsi circa il titolo da dare a ogni capitolo della mia storia. Prendere delle decisioni, senza chiedermi se ho paura di cadere o volare. Essere presuntuoso ma curioso allo stremo e pormi domande all’infinito. Scegliere e sbagliare, scegliere e amare ogni mia presa di coscienza. Perché abbiamo noi, comuni mortali il privilegio divino di scegliere secondo schemi già prestabiliti?

Amaro