Archivio mensile:luglio 2016

Si viene e si va…

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

 

Si viene e si va
comunque ballando

eh si ballando, ridendo e scherzando…

pensando “una vita forse non basterà”

si una vita non mi basta anche per cancellare tutti i miei nei…

si viene e si va
allora tenendo la vita per la coda
nel caso che Dio non sia in sede

Dio ha avuto così tanta pazienza per una povera anima desolata come me…

si viene e si va tenendoci stretti
tenendoci dritti che così si fa

si, sempre in piedi e a testa alta, niente di cui vergognarmi, sono io e mi basto così…

si viene e si va per sempre
fra gusto e dolore più o meno

sono il sale della mia vita, devo dosarli in maniera efficace, non esagerare di felicità e non spaventarmi di fronte al dolore…

venendo nel mondo più o meno
vai, vieni e vai, come vuoi
nasci solo e solo andrai

si, ma non sempre saremo soli, basta circondarsi di persone che sappiano usare bene i vocaboli dell’amore e dormirò sogni tranquilli, almeno per un pò…

è in mezzo che hai
quel gran bel traffico
il traffico che puoi

eh si, c’è un bel traffico davanti ai miei occhi e prima di arrivare in fondo e di raggiungere la destinazione scelta da Lui, dovrò ponderare bene l’utilizzo del mio navigatore, ovvero il cuore, la mia sequela è ancora tutta da seguire…

si viene e si va
cercandoci un senso
che poi alla fine
il senso è tutto qua

no, il senso non è tutto qua, dovrò lottare e impegnarmi grazie anche alla Fede per rendere il mio senso ben visibile e unico agli occhi del Cielo, non avere fretta, non essere impaziente di trovarlo, forse è dietro la mia ombra ma non me ne sono ancora accorto…

 

Interpretazione variopinta, intima e personale di una parte di una gran bella opera di Ligabue “Si viene e si va…” Questa volta, nell’augurarvi una piacevole Domenica ho preferito far suonare i miei pensieri…

Ciaoooo

Raffaele

Sporca e democratica piuma

 

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

E adesso che il sole è fuggito 

e adesso che mi sento labile e disinvolto, storia

di un corpo che trascina la sua vita

di un lauto splendore incandescente.

Rimpiango i miei voli pindarici sotto

l’arsura di una estate che sembrava non finire mai

ed ora che la vertigine sia amica mia, corpulenti

e graffianti nidi materni a cui aggrappare il mio pensiero

contingente… la mia mente vaga vagamente vagabonda 

del suo mistero ad indicarmi un mondo austero troppo rude

per parole stanche come voi che in volo

osservano una sporca e democratica piuma,

vergine del mio orizzonte che forse si depositerà…

 

Essere per la gente un sentimento dissonante tra

le note di un caldo istante, uno scorcio di un ombra

che oscura un cartello stradale: “Divieto di transito per

i cospiratori di fame e abominevoli sognatori”.

Grumi acidi si notano sul mio sorriso

che a stento si fa bello e dal sapor di pioggia

che da la mia di felicità. Tutto è per me

vanità e limpida agonia nel trovare

con forzata frenesia la mia di nostalgia.

Un posto nel mondo,

ed è subito sera,

far rifiatare quel pizzico di gentile follia

rimasta via tra ubriachi e disinvolti pensieri

che si arrampicano nudi su questa

mia sporca e democratica piuma…

 

Raffaele

Libri, libri, libri :)

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Ultimamente, sarà l’estate che mi invoglia, ho un parziale aumento di desiderio di leggere ma in particolar modo di comprare libri. Un impulso culturale per me che amo aumentare il volume della mia libreria per la gioia di mio padre. Ho comprato di recente due libri e ne comprerò altri due domani con la paghetta di domenica 🙂 Tramite consiglio di un mio amico, ho iniziato a leggere, anzi a provare a leggere “Delitto e Castigo” per dar via ad una mia fase della mia vita in mezzo ai libri… ovvero leggere i grandi classici con più insistenza. Purtroppo non ho avuto una grande base scolastica alle spalle che mi permetta di amare fin da subito e con un minimo di studio questi “grandi e intramontabili libri”, ma non credo che sia uno ostacolo. Ho letto Hemingway e Victor Hugo senza grossi patemi, sto avendo difficoltà con Dostoevskij. Le prime 50 pagine del libro “Delitto e Castigo” le ho lette un pò affannosamente, arrancando in un alcune parti della trama. Ma sono un testardo e di certo non mollerò 🙂 Ho già tre libri lasciati a metà e non mi và di lasciare anche questo… una piccola sfida personale, sono sicuro che più in là mi piacerà… tutti me lo hanno consigliato… e il protagonista Raskol’nikov è ben descritto e mi incuriosisce nella sua descrizione che lo scrittore fa di lui…

Non ho un genere letterario ben preciso e questo credo sia un bene, mi permette di spaziare senza troppi timori e pregiudizi su ogni libro, anche se il “Noir” e il “Giallo” mi affascinano di più… 🙂

Continua…

Raffaele

Ciaoooo

Salsa di pomodoro

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

We, we e ri-we! Come avete passato il weekend? Spero bene! Io nzomma… domenica, il giorno dedicato al riposo, non all’ozio che è diverso, l’ho passato facendo con i miei genitori la salsa di pomodoro. 8 ore di lavoro, dalle 5 del mattino fino alle 13 di una afosa giornata estiva. La soddisfazione di aver collaborato in maniera moooolto attiva a produrre 50 bottiglie di salsa di pomodori della propria campagna, della propria terra ha un prezzo in termini di soddisfazione personale. All’inizio, lo ammetto, è stato un lieve trauma quando ho saputo da mio padre in primis che avremmo dovuto farla e poi il giorno di domenicaaaa. Eh si io purtroppo vivo di pre-concetti e definizioni esistenziali inventati e progrediti solo da me… quindi la domenica… non si fa nulla!!! E’ la natura che mi chiama!!! Raffaele rispondi!!! La notte di sabato ho dormito poco… sovrabbondanza di pensieri… nun me coddha… non mi va… e farla di lunedi che è giorno lavorativo??? Anzi ero addirittura disposto a lavorare di notte! Che idiota che sono stato! Ecco me lo dico pure da solo! Sono pigro da morire! Alla fine devo ammettere che è ne valsa la pena… sapere che ho collaborato attivamente a fare una attività che noi meridionali svolgiamo ogni estate… ora quando mangerò la pasta mi godrò di più il sapore, il meraviglioso sapore del sugo, della passata di pomodoro fatta in casa! Tra una pausa e l’altra ho anche letto un libro: “Delitto e Castigo”… eh che devo fare anche il tempo e l’attesa deve avere un profondo senso per me! Mi sono guadagnato pure la paghetta, così un gesto simbolico di mio padre per ringraziarmi della mia paziente collaborazione da figlio non proprio perfetto, non proprio modello. Adesso ci sarà solo da andare in questi giorni nella mia terra, anzi specifico… quella di mio papà e raccogliere gli ultimi pomodori che con ritardo sono fioriti e sono diventati belli maturi…Rifarla e ripetere il lavoro anche domenica prossima? Perchè no! Aspèèè ma proprio questa domenica, quella che deve arrivare? Non si potrebbe farla l’altra domenica… mi devo ri-preparare psicologicamente!

Ciauuuuuuuuuuuuu

Raffaele 🙂

Padre

Cuore duro
foto tratta dal web

 

 

Treno Espresso Notte Milano-Lecce. Io, mio padre e mia madre saliamo con i nostri pesanti bagagli dalla stazione di Modena, ultima fermata Lecce. Carrozza 6, un classico. Arriviamo al nostro scompartimento, come al solito tutto pieno. Sono le 23, abbiamo voglia di sederci dopo aver sistemato le valigie e affrontare le 10 ore di viaggio. C’è qualcosa che non va, io e mio padre lo notiamo subito. Una anziana signora, avrò avuto ottanta anni all’incirca, aveva occupato uno dei nostri tre posti. Non aveva la prenotazione. Le altre tre persone, ferme immobili e indaffarate, chi a leggere un libro e chi a smanettare sul cellulare, non fanno nulla. La Signora capisce che si dovrà alzare e cercarsi un altro posto, in altro scompartimento, nomade solitaria alla ricerca di un piccolo e rassicurante posto libero. Io avido e duro di cuore, mi siedo e aspetto che mio padre faccia lo stesso. Invece no. Mio padre con sguardo gentile e servile invita l’anziana signora a rimanere seduta. “Non si preoccupi, ho un pò di mal di schiena, resti li seduta, non si preoccupi!” Senza clamori da “santo subito” si avvicina su di un sedile ribaltabile di quelli che ci sono lungo i corridori del treno e si siede. Avrebbe potuto rivendicare il suo legittimo posto, chiamare il controllore…Nelle future 6 ore rimane li, muto ma comunque vigile su me e mia madre. Ogni tanto si sgranchiva le gambe andando in bagno o guardando il paesaggio dalla finestra del treno. Solo dopo arrivati a Foggia la gente del nostro scompartimento inizia a scendere e ad andarsene indifferenti, senza neanche salutare. Ognuno con la sua propria vita. Solo dopo arrivati a Foggia mio padre socchiude il suo piccolo posto e si siede vicino a me e mamma. La Signora scenderà poco dopo a Bari non smettendo mai di ringraziare mio padre, eroe per un giorno. In quel giorno capì la grandezza umana di mio padre, della sua profondità d’animo, del suo infinito amore verso il prossimo. Ha ceduto il posto ad un altra persona senza avere nulla in cambio, un gesto istintivo ma di grande bontà. Ed io che a 20 anni compiuti, educatore di azione cattolica, credente e praticante avevo fallito, vittima della durezza del cuore o forse non avevo capito nulla della Vita, di come si ama. In questo mondo tendiamo sempre a pubblicizzare i nostri segni d’affetto, immortalarli con una foto o con un post. Mio padre lo ha fatto in silenzio. E’ un uomo orgoglioso mio padre, come buona parte dei uomini del sud. Ha preferito spaccarsi la schiena in quelle 6 ore di viaggio, nonostante io e mia mamma gli volevamo cedere il posto. Nulla testardo fino in fondo ma con un cuore grande cosi. Un gesto che può valere infinite parole vuote.

E’ un racconto di una piccola situazione familiare che mi è venuto in mente di condividerlo pochi istanti fa perchè è da un giorno che mi pesa un piccolo dubbio, i miei dubbi esistenziali di un acerbo pensatore della vita mi è venuto in mente: meglio una dolce e sorprendete parola o un rassicurante gesto d’amore? Ci penserò un pò…

Buona giornata amici 🙂

Raffaele