Archivio mensile:luglio 2016

Gestire

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

 

Pretendere sempre qualcosa in più da me stesso, nello sport come un qualsiasi ambito della mia vita, che a volte va a ostacolarsi isolati schizzi di pigrizia. Il caldo è insopportabile, potrei restare ibernato nella mia stanza da letto con il climatizzatore che tende a svolgere il suo buon mestiere stagionale ma… non mi va… una bella tazza di caffè e via sul mio blog a condividere questo mio piccolo e flebile pensiero con voi, cari amici. Sono molto esigente con me stesso, a volte può essere un vantaggio perchè tendo a mettere dei piccoli limiti, superare ostacoli insidiosi, ridurre il gap con i miei difetti e i miei limiti, mi permette di essere sempre sul pezzo, in perenne mobilità girando intorno alla vita, alla mia enigmatica esistenza cerco risposte girandole intorno ponendo dei ritmi veloci, nessuna pausa, poche riflessivi. Ma questo alla lunga paga. A volte tendo a crollare mentalmente, più che dal punto di vista fisico. A volte sono costretto a rinchiudermi in me stesso e andare in letargo con me stesso. A volte le mie pause sono più lunghe delle mie azioni veloci. E il mio mondo si destabilizza. E’ successo pure con il blog: periodi che scrivevo ogni giorno con poesie e saggi brevi e periodi in qui colorare una pagina vuota nemmeno a parlarne. Ho imparato col tempo a gestirmi di più, e questo fa parte della mia crescita, non giudico troppo severamente il mio operato, anzi. E’ un pò come un corridore che deve gestire bene le sue fatiche all’interno di un grande giro, di una grande corsa a tappe. 21 tappe e più di 3.000 chilometri da fare. Che sia uno scalatore o un velocista, la fatica è la stessa. Ecco gestire, non si può spendere tutte le energie nelle prime frazioni, altrimenti il ritiro è un atto certo. Non per niente al mondo esistono le vacanze. Ecco, gestire il mio pensiero e la mia felicità… tutto qui!

Dal deserto del Sahara è tutto!

Buon pomeriggio!!!! 😀

Raffaele

Buon weekend! :)

 

Canzone trovata per caso, spulciando tra le canzoni di Chiara Dello Iacovo, una artista emergente e che sto seguendo con profondo interesse dopo la bellissima performance canora a Sanremo. Da scoprire anche la band de “Le larve” 🙂 Vi riporto anche il testo, perchè lo trovo molto interessante 🙂 Spero che vi piaccia! Un forte abbraccio amici! 😀

Raffaele

Io arancione e l’etere,
sono come un satellite,
ne scrivo una ogni morte però sogno forte.
Io sono luce oscura che viaggia e si colora
di tutti quei sorrisi di chi non vede l’ora
che qualcosa cambia e basta,
senza troppi perché.
Che domani il mondo faccia festa,
che si svegli con un’altra testa.

Io sono matta e immagino,
è anche certo che
se il mondo dove vivo
lo sguardo mi ha incupito,
è perché chi ho incontrato
nei mari e nelle stelle,
di colorato aveva soltanto la pelle.
Nel mondo dove vivo,
nel mentre tutti dormono,
ora vi racconto cosa c’è;
quello che non vedono
e che troppi ostentano, è un gioco da bambini,
si tratta solo che:

Il rosso, come il sangue, non deve far paura;
è rosso pure il cuore mio padre la premura
Il giallo chi è bloccato sulla spiaggia
illumina dal cielo come il sole e la luna.
Il nero è il più garbato, ma sempre mi ha scansato
con l’odio e col razzismo non ci ho mai azzeccato.
E il viola è magia pura,
che poi diventa rosa, il fiore dell’amore,
che non ha colore,
che non ha colore.

Il verde la speranza e la natura,
levate le angosce della morte, diventa energia pura.
Azzurro come il cielo e come il mare,
azzurro come il vento, come chi sa volare.
Marrone come un tronco ben piantato,
radici nella terra e nel cemento che hanno scavato.
E il grigio che dimostra non c’è solo il bianco e il nero,
ma mille sfumature se abbatti le paure.
E tu,
tu dimmi come mi vuoi.
Si tu,
dimmi come mi vuoi.

Negli occhi ho l’universo, nell’universo ho occhi.
C’è occhi di calore e di carte di tarocchi.
Sono troppi colori, l’incroci che puoi fare;
per convenienza, dicono è meglio arrotondare.
Ma certo non è male addentrarsi nel colore,
io che sono arancione, un gatto vagabondo,
ma è solo un bel vestito
di tanti in cui ho investito,
forse perché è il tuo preferito.
Si, perché è il tuo preferito.

 

 

scrittura :)

foto tratta dal web
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“Che mi importa se nessuno legge quello che scrivo? Lo scrivo per distrarmi dal vivere e lo pubblico perchè il gioco ha questa regola. Se domani si perdessero tutti i miei scritti, soffrirei, ma, sono convinto, non con dolore violento e folle come si potrebbe supporre, visto che tutta la mia vita era li. Sicuramente no, poichè la madre pochi mesi dopo la morte del figlio, ride di nuovo e torna ad essere la stessa. La grande terra che serve il morto servirebbe, meno maternamente, questi scritti. Niente è importante, e sono sicuro che sia esistito chi ha considerato la vita, senza possedere molta pazienza con quel bambino sveglio, e abbia desiderato molto la quiete di quando il piccolo, alla fine è andato a dormire.”

tratto da “Il libro dell’Inquietudine” di Fernando Pessoa

Questo lungo aforisma tratto da un libro che sto scoprendo giorno dopo giorno, frammento dopo frammento, sta tribolando molto i miei pensieri. Non soffocandoli, certo che no, ma ponendoli in una lunga fase di introspezione. E questo sasso lanciato nel mio mondo dal Poeta Pessoa, mi sta permettendo di ragionare delicatamente sul vero scopo per cui scrivo, per cui ho questa passione della scrittura.

  • Perchè scrivo?
  • Hanno una  profonda valenza esistenziale l’uso artistico delle parole?
  • Cos’è questo fuoco vivo che arde nel cuore ogni volta che vengo colpito da un’emozione?
  • Scrivo per me stesso o per la gente?
  • Quali scenari, nel caso ci fossero, con l’avanzare dell’età sempre lontana dalla gioventù si prospetteranno?”
  • Esisterà un fine eterno alla mia voglia di comporre poesie e brevi saggi?

Proverò, un giorno, a darmi queste risposte… intanto contemplo…

Buona serata 🙂

Raffaele 🙂

L’ultimo bacio

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

 

 

 

Cerchi riparo fraterno conforto
tendi le braccia allo specchio
ti muovi a stento e con sguardo severo
biascichi un malinconico Modugno
Di quei violini suonati dal vento
l’ultimo bacio mia dolce bambina
brucia sul viso come gocce di limone
l’eroico coraggio di un feroce addio
ma sono lacrime mentre piove
piove
mentre piove
piove
mentre piove
piove
Magica quiete velata indulgenza
dopo l’ingrata tempesta
riprendi fiato e con intenso trasporto
celebri un mite e insolito risveglio
Mille violini suonati dal vento
l’ultimo abbraccio mia amata bambina
nel tenue ricordo di una pioggia d’argento
il senso spietato di un non ritorno
Di quei violini suonati dal vento
l’ultimo bacio mia dolce bambina
brucia sul viso come gocce di limone
l’eroico coraggio di un feroce addio
ma sono lacrime
mentre piove
piove
mentre piove
piove
mentre piove
piove…

L’ultimo bacio, Carmen consoli

Giornata mondiale del bacio

Raffaele

Volo stroncato

foto tratta dal web
foto tratta dal web
Il fisico stenta
a delineare i miei passi frenetici,
un tuffo,
un volo stroncato, un urlo
mai amato, l’essenza della vertigine,
giorni vagabondi distesi su un verde
prato di piume consumate.
Dai contorni incerti questa vita
che evapora ad ogni lacrima consumata.
Le mani si piegano
per attrarre su di se la magica forma di un oggetto
sferico ben delineato.
A miei occhi l’ardua sentenza
nel giudicare vivo un sogno ancora
non del tutto emancipato…
E’ tutto così complicato…

 

Raffaele