Archivio mensile:ottobre 2016

La terra trema…

La terra trema, amore mio
i figli van tenuti in braccio
ognuno con le sue domande da fare a Dio

che sembra un impeto d’inferno
chi non vuol stare più coperto
venuto su a mangiarsi tutto
a bocca aperta

tu guarda nei miei occhi
e trovaci un domani
e appena avrai finito
prova a raccontarmelo se puoi
tu passa fra i miei occhi
fra polvere e rottami
e se mi trovi ancora
vieni a salutarmi come sai

i nostri passi fino a qui
i solchi fatti in questo posto
se pure trema c’è qualcosa che riconosco

ma quanto trema amore mio
si deve togliere un capriccio
non sta a guardare a scuole e chiese
non guarda in faccia

tu guarda nei miei occhi
e trovaci un domani
e appena avrai finito
prova a raccontarmelo se puoi
tu passa fra i miei occhi
fra polvere e rottami
e se mi trovi ancora
vieni a salutarmi come sai

la terra trema amore mio
staremo sempre un po’ più svegli
se stiamo stretti stiamo in piedi
un poco meglio

tu che hai bisogno di me
che ho bisogno di te
ognuno con le sue risposte
date da Dio…

“La terra trema amore mio”, Ligabue
Preghiere, e il pensiero rivolto verso chi soffre. Una preghiera, per quanto possa servire affinchè quella piccola fiammella di speranza non si spenga. Silenzio e polvere e ciò che io vedo dalla televisione, sono vicino con il mio animo triste a tutte queste persone che vivono da un bel pò di tempo questo drammatico incubo. Vivo nel Salento, e fino adesso, nella mia breve vita non ho avuto questo genere di drammatiche esperienze. Ogni mia parola, anche quella di conforto può sembrare stonata o inopportuna. Da cristiano cattolico e praticante faccio molte a Dio, tanti “Perchè” destinati in un buio più profondo. Eppure vedo negli occhi di chi soffre la voglia di ricominciare e di rialzarsi, e qui la Fede può servire.
Vicino con tutto il mio cuore,
Raffaele

Nuvole

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

 

 

Ecco li, mio nonno, all’interno di un mondo ovattato e soffice. Nuvole, solo bianche e candide nuvole di seta. Sta seduto sopra una scrivania al centro di una stanza senza pareti. Una lavagna pulita alla sua destra, sembra pronta per macchiarla di gesso scrivendoci sopra tutti i miei difetti o forse quel poco di buono che ho commesso qui nella vita terrena. Io ci sono, sono artefice di questo sogno che mi accompagna tra le “braccia di Morfeo” per diverse notti. Tre file di piccoli tavolini rettangolari verdi con le loro sedie separano me da mio nonno. Rimane in silenzio e osserva attentamente il suo nipotino. “Mi manchi tanto nonno Raffaele” lo vorrei abbracciare, diverse lacrime bagnano il mio cuore dove ora soggiorna dopo la sua scomparsa. Scomparsa? Macchè è qui vicino a me! Vorrei muovermi, ma sono impossibilitato nel farlo, non so il motivo, e questo mi turba non poco. Lui che rimane impassibile, come una statua che mi osserva seduto sopra la scrivania. Non capisco se ha uno sguardo che tradisce un pò di serietà o e guardingo nell’osservarmi per bene. “Perchè non parli? Di qualcosa! Non capisco! Forse vuoi dirmi che dovrei riprendere a studiare? Magari per diventare un maestro, visto questa stanza che sembra un aula? Visto il mio passato di educatore? Forse nel tuo silenzio vuoi indicarmi questa strada? No, non posso, lo sai pure te che non fanno per me i libri. Non ho costanza e tenacia, vedi il disastro con Giurisprudenza!” Immobile e muto mentre un filo di luce copre il suo volto.

Mi alzo dal letto, confuso e scombussolato. Ho la sensazione di aver fatto un tuffo nel vuoto. Spaesato… Cosa cerchi di dirmi nonno mio?

Raffaele 🙂

Sognando…

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

 

Pochi giorni fa mi è capitato di guardare in tv a “Geo e Geo” su rai 3 un’ intervista ad un Neurologo, l’argomento era quello dei sogni. Il dottore ha riferito che secondo recenti studi “noi ci ricordiamo un sogno se ci svegliamo entro 8 minuti dalla fine di esso”. E questa notizia mi ha colpito, perchè purtroppo, il 70% delle volte non ricordo cosa ho sognato la notte appena trascorsa. E’ successo che tra la notte di sabato e domenica io ricordi cosa ho sognato, ma come spesso mi accade, sogni piuttosto particolari ed enigmatici.

“Mio padre che invita a casa nostra l’allenatore dell’Inter Frank de Boer! Mi ha voluto fare un piccolo regalo… diciamo.Giornata uggiosa, primo pomeriggio, filtra poca luce dalla stanza. L’allenatore entra in casa e lo facciamo accomodare nel salotto. Lo vedo un pò cupo e pensieroso, si siede, e appoggia sul tavolo un piccolo computer portatile. Io ancora incredulo mi siedo alla sua destra e inizio, un pò emozionato balbettando un pò, a farli mille domande. Domande su tutto, non ricordo bene di preciso, forse sui moduli con cui fa giocare la squadra, ai metodi che usa in allenamento, al tipo di approccio che usa con i giocatori. Lo vedo distratto, quasi assente e mi sbuffa. Ed io che ci rimango un pò male.”

Fine del sogno. Che razza di sogno. Ho chiesto ad una mia amica cosa volesse significare tutto ciò. “Forse era pensieroso per la partita successiva, era preoccupato… tutto qui…”. Non capisco, se c’è, un senso a questo piccolo e breve sogno che ricordo, stranamente, in maniera nitida e lucida. Purtroppo l’Inter e De Boer in particolare non vivono un pò momento: 4 sconfitte in campionato consecutive e la sua panchina che traballa sempre più. Eppure lo difenderò da tifoso, credo nel suo lavoro e nella sua filosofia di calcio anche se a volte un pò “estrema”. Lo ritengo una persona capace e ben preparato, la mia è solo una superflua opinione di un tifoso che soffre che matti per la squadra ogni santa domenica.

I sogni ci comunicano sempre qualcosa, ci mandano dei segnali, degli input emotivi come quando sogno mio nonno e ricordi di scuola superiori. Ma questo sogno non riesco proprio a decifrarlo… mhà….

Buon inizio di settimana! 😀

Raffaele

Si viene e si va…

 

Si viene e si va
comunque ballando
pensando “una vita forse non basterà”

eh… A me? ne servono 7 come i gatti, consumo fino allo sfinimento la mia Vita

si viene e si va
allora tenendo la vita per la coda
nel caso che Dio non sia in sede
si viene e si va tenendoci stretti
tenendoci dritti che così si fa

eh si spalla dritta… come dicono i miei genitori, testa alta, orgoglio in circolo…
si viene e si va per sempre
fra gusto e dolore più o meno
venendo nel mondo più o meno
vai, vieni e vai, come vuoi
nasci solo e solo andrai
è in mezzo che hai
quel gran bel traffico
il traffico che puoi

eh si questa vita è un gran bel traffico… di divieti ne ho beccati parecchi in giro e quante multe ancora dovrò prendere…

si viene e si va
cercandoci un senso
che poi alla fine
il senso è tutto qua

eh si… il senso del mio vagare muto in questo divenire…
si viene e si va
di umana commedia
che c’è chi la spiega
e c’è chi vive e va
si viene e si va
comunque, fischiando,
cantando il motivo
ci serve comunque un motivo

passo metà della mia esistenza a pormi domande su di Essa finendo distrutto la sera, senza forse chiedo conforto nel letto sperando che il sogno sia meglio della attuale realtà di cera…

vai, vieni e vai, come vuoi
nasci solo e solo andrai
è in mezzo che hai
quel gran bel traffico
il traffico
il traffico
il traffico
il traffico
che puoi

vai, vieni e vai, come vuoi
nasci solo e solo andrai
è in mezzo che hai
quel gran bel traffico
il traffico
il traffico
il traffico
il traffico
che puoi…

Buona Vita e Buon weekend amici! 😀

Raffaele!

Eppure non è così difficile…

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Finalmente, ieri pomeriggio, ho ripreso ad allenare i miei ragazzi di calcetto al campetto della nostra parrocchia. Finalmente, tanta attesa! Ricomincio da zero, da capo. Ritorno ad allenare la categoria “Aspiranti” 1° e 2° media. Nuovi piccoli campioni, nuova squadra da plasmare in vista del campionato provinciale dei nostri oratori che scatterà, molto probabilmente, a Marzo. E’ il terzo anno da allenatore dei portieri e della difesa, insieme ad altri miei due amici abbiamo il dono di poter allenare questi meravigliosi ragazzi. 10 anni di educatore all’Azione Cattolica più 3 anni con il calcetto… un bel pò di esperienza e di gavetta me la sono pure fatta! Insegnare e far conoscere il tuo pensiero, mettersi al servizio, totalmente, dei piccoli e futuri campioni è un qualcosa di meraviglioso. Condividere vittorie e sconfitte, gioire per una partita andata bene, non esiste la parola sconfitta nel nostro vocabolario. La parola che deve predominare è “Divertimento”. I ragazzi devono giocare con il sorrisi sulle labbra, devono essere felici quando entrano in campo. E imparano pian piano anche ad accettare le piccole sconfitte, piccoli ostacoli che la vita a loro pone. Insegniamo a loro, ci proviamo, la cultura del rispetto, dell’umiltà ingrediente fondamentale per un essere umano. Questa è la nostra prima missione per tutti noi educatori, solo dopo vengano gli aspetti tecnico-tattici. Tutte le vittorie, trofei conquistati tra campionato regionale e provinciale sono il frutto oltre che della bravura del singolo, ma in particolar modo del collettivo, della Squadra vera, unita. “Vogliamo bene, l’un con l’altro, noi siamo una famiglia” queste sono state le mie parole ai miei giocatori.

Lavorare con i giovani, per tornare anche io giovane… Mha Raffaele hai ancora 28 anni… che dici? Eh si ma invidio tanto la mia adolescenza… ma questo è un altro capitolo 😀

La vita non è un video-game, non è una merce di scambio, non solo puro interesse.

Invidio tanto la loro innocenza, la loro apparente spensieratezza.

L’unico piccolo problema è che la mia memoria è più pigra di un orso in letargo… ehm ci metterò un secolo ad imparare tutti i nomi dei ragazzi senza confondermi! Ahi! ahahahahah

BUONA VITA A TUTTI!!!!

Raffaele