Archivi giornalieri: 25 Maggio 2018

Capire dove va il bene…

Capire dove va il bene, il nostro bene. E quali destinazioni può prendere, quali vie e percorsi si addentrerà e quanta dose di coraggio, il nostro, servirà per non lasciarlo camminare solo.

Non so se state seguendo la serie tv in onda su Rai Uno “La mafia uccide solo d’estate”. Nella puntata di ieri, la penultima della fiction da me molto amata, è successo che Lorenzo Giammaresi ha dovuto piegarsi e soccombere al proprio orgoglio e alla dinamiche reali del presente per cercare vendetta. Vendetta al suo ex capo nei palazzi della Regione Sicilia. Infatti Lorenzo insieme alla sua collega Marina avevo avviato un’inchiesta sugli appalti e sul malaffare della proprio terra e il suo capo è stato detronizzato dal suo trono coinvolto anche con la mafia. Lorenzo riceve una “sgradita promozione” in quanto al posto di migliorare la sua attuale situazione di burocrate viene spedito all’ufficio del cerimoniale e scopre tramite una cartolina recapitata proprio a lui scopre che il suo ex capo è stato l’autore del suo nuovo lavoro. Lorenzo non gli va giù, ritiene di aver ricevuto un ingiustizia e chiede aiuto a Massimo, il fratello di sua moglie, che vive in ambienti poco graditi allo stesso Lorenzo pur di farla pagare al suo datore di lavoro.

Lorenzo il paladino della Giustizia e la moralità si piega alle leggi di sopravvivenza del suo tempo. Dopo aver criticato ferocemente sua moglie Pia che si è fatta raccomandare per aver avuto una cattedra alle scuole elementari dopo aver vissuto nel limbo dell precariato, dopo aver sempre nella sua famiglia e ai suoi figli fatto prediche sulla santità del bene, pure lui forse si trova e si troverà a fronteggiare con una nuova situazione, insolita per lui…

Ecco a volte mi domando, trovando spunto da questo episodio di questa serie tv, “Quanto costa fronteggiare sempre e comunque il bene? Quanto siamo disposti a non cedere e cadere in tentazione del male, di intraprendere vendendoci l’anima per avere il nostro guadagno in questa vita? Quale prezzo siamo disposti a pagare pur di preservare la nostra dignità predicando sempre il vangelo della legalità?”

Sono un cattolico, prego, vado in chiesa, nutro amore profondo verso Dio senza fare troppa pubblicità ma poi cado nella fossa del male comportandomi non adeguatamente con i miei ragazzi dell’oratorio come scritto nell’ultimo post. Cerco il nutrimento del bene ad ogni preghiera ma mi accorgo quanto sia troppo difficile essere lineari e coerenti, in ogni istante della mia esistenza, con il proprio credo…

Raffaele