Archivio mensile:settembre 2018

Vittoria

Ho assistito con molto entusiasmo e con uno spirito da curiosone alla partita delle nostre ragazze della squadra calcio del nostro territorio che hanno battuto 15-0 le loro rivali. Incontro valido per la prima giornata del campionato di terza serie. Partita disputata alle ore 15 presso il campo sportivo del mio paese. E’ la prima volta che vedo le donne giocare e non credo che sarà la prima e l’ultima volta… sono tornato a casa felice perchè ho vissuto un bel pomeriggio. Tifo sano e partita all’insegna della correttezza tra le giocatrici. Ho parlato un pò con le persone. Tifosi locali ma anche quelli ospiti che incoraggiavano le proprie beniamine che hanno perso solo nel risultato. Per me oggi ha vinto lo Sport e il Calcio. Quella disciplina che amo ma che vorrei tanto avesse anche una valenza per la parte femminile ignorata dai media e che non vuole proprio conoscere il diritto sacrosanto di una ragazza di inseguire il suo sogno giocando a pallone. Perchè vedere giocare le donne a calcio è ancora una sorpresa, qualcosa di insolito. Ma dovrebbe essere la normalità. Dovrebbe essere normale che a certi livelli a queste campionesse gli si riconosca certi diritti che ancora latitano come il professionismo e tutti i suoi benefici sportivi e di carattere sociale che ahimè stanno ancora conservati in qualche angolo buio del nostro presente e influenzato Sport. Perchè dare un futuro al calcio femminile in Italia non deve essere un sacrifico o un impegno gravoso. Non deve essere un peso o una sofferenza. Perchè le ragazze come gli uomini compiono gli stessi sacrifici, vivono delle stesse emozioni, vivono la sconfitta o il successo allo stesso modo. Si nutrono della stessa felicità. In Italia siamo Uguali ma ancora non c’è ne accorgiamo… Ho ascoltato storie di ragazze che come tutti tra studio e lavoro dedicano anima e corpo al loro sogno di giocare a calcio… Un sogno che non può essere stroncato dal superficialismo che viviamo nel seno della nostra civiltà. Vedere la felicità delle atlete mi ha riempito il cuore…

Siamo tutti Uguali, ma ancora non c’è ne siamo resi conto…

Raffaele

Ci provo

Ci provo… provo ad affrontare le mie paure, a consumare per bene le mie vertigini, il senso di soffocamento, il mio senso di mancato equilibrio e quella mancata fame di Vita che proprio non osserva i miei orizzonti nel morire i miei giorni. Ci provo ad accarezzare la felicità, a litigare con piccoli intarsi di mia fragilità che scivolano via in un ipotetico e febbricitante domani, mentre devo iniziare a coprirmi per questo piccola dose di freschezza che si fa largo nel mio cuore che ancora non sa della fine dell’estate e si appresta a vivere vicino ad un caminetto come un anziano signore. Ci provo a riempire i miei vuoti a perdere, a riempire quel pozzo con cui ho assaggiato il suo fondo dopo un tuffo che sfiora una cicatrizzante lacrima rossa…

Ci provo…

Raffaele

Scoprendo De Gregori

foto tratta dal web

 

E così scopro De Gregori, il “Principe” della musica italiana, ripartendo da “Rimmel” considerato uno degli album più belli della nostra storia italiana… e lo sto scoprendo proprio ora, stando attento al massimo anche alle parole del poeta…

Inizio questo mio viaggio musicale verso i nostri Cantautori Italiani. Dalla, De Andrè, Battisti…

Io di De Gregori conoscevo solo Rimmel e Pezzi di vetro. Mi sono concentrato nell’ultimo periodo all’ascolto degli nuovi artisti del Pop e del Rock, ma vorrei ora ripartire dal “principio” per apprezzare ancor meglio la musica di oggi. La musica che è sempre stata per me un grande abbraccio di forti e intense emozioni che hanno scandito la mia vita sin da adolescente…

Non so perchè inizio da De Gregori. Non ho progettato così attentamente questo mio viaggio. E’ stato un impulso scaturito fortemente nel mio cuore… poi vedremo chissà… sperando che lui mi possa di più amare anche l’uso della parola… dai vediamo…

E voi vi piace De Gregori?

Quale suo album vi è piaciuto di più?

Quale artista amate di più?

Sono proprio curioso 😀

Raffaele

Di chi è la colpa?

foto tratta dal web

 

Se poi tutto si dissolve nell’ombra di chi è la colpa? Se questo vento caldo del sud immobilizza i pensieri ed economizza l’attività dei nostri immaginari cuori, di chi è la colpa?

Se l’Unione non fa più la forza, se un singolo componente vale più di questo deterrente che avvelena la democrazia relegandola ad una offesa di questo secolo poco fecondo di fotografie eroiche ma solo di selfie fatti in bagno, di chi è la colpa?

Raffaele