Archivi giornalieri: 26 novembre 2018

Lingua straniera

“C’è una lingua straniera

che si accende dentro me

una chiazza oscura

colora il mio cuore…

è l’amore!

Sento questa insolita frenesia

di dare animo

alla mia violenta Vita!”

 

Non so baciare, non so che sapere e che forma hanno le labbra degli angeli, non so cosa vuol dire fare l’amore con persone lontane da noi, ragazze che desidero girano l’angolo, adesso, al mio passaggio. Allontanami da me, Vita disordinata e maldestra, additata a controllare e a far sobbalzare i ritmi fraudolenti del mio cuore. E’ inutile, credo sia difficile cambiare il modo di invecchiare. Le sfumature del mio volto non l’ho scelte io per caso. E’ stupido, non è abbastanza non andare nel panico per un messaggio ignorato o declamato nel cestino. Un lumino di speranza solo dalle mie parole di carta. Non so ancora captare i segnali di un possibile allunaggio dei miei desideri. Le emozioni si scaldano per scia di povere stelle a targhe alternate.

 

“E tu Vita mia,

mi porti fuori città.

Segnali di pericolo,

l’età avanza e il tramonto

è più sbiadito che mai.

E tu Vita mia,

che tralasci le congruenze

del mio passato, passato

di echeggianti silenzi

nutrono spazi scoperti dalla mia finestra…”

 

Nessuno sa come finirà questo amore scoperchiato di perchè verso te, nudo e indifeso ma pur sempre amore verso te…

Raffaele, 2006

Illogica Ragione di Vita

foto tratta dal web

 

Quella finale di ritorno di Coppa Libertadores tra Boca Juniors e River Plate che chissà quando si giocherà e a quali condizioni, dopo i violenti scontri tra la tifoseria del River contro il pullman del Boca con alcuni giocatori che hanno riportato delle conseguenze fisiche notevoli… perchè quando il Calcio e lo Sport da metafora di Vita diventa una massacrante e illogica ragione di Vita allora qualcosa nell’ingranaggio sociale sportivo è andato storto. Penso anche ai tifosi inglesi quando per una partita di Coppa Campioni hanno devastato il centro storico di Roma e penso agli scontri nei vari derby di Italia… penso alle varie violenze nei Balcani quando una partita tra Partizan e Stella Rossa diventa un teatro di guerra come anche in Grecia quando si sfidano Olympiacos e Panathinaikos sia che si tratti di calcio o di basket la storia è sempre la stessa… tifosi mossi da un odio esasperato che si trasformano in soldati per chissà quale guerra. Sfogare la loro insana rabbia nelle strutture sportive… Il loro pensiero sportivo che diventa il senso unico per cui vale la pena di vivere. Un pensiero da attenuare con politiche educative volte non solo a condannare questi brutti e indecorosi gesti ma ad lenire e a scartavetrare questa forma quasi parassita di trasformare lo Sport in una lesione della libertà nel tifare per la propria squadra del cuore senza rischiare la propria esistenza. E come se gli sfottò che tanto divertenti possono sembrare non bastino più… dalle parole si passa ai fatti, alla violenza appunto… mostrare i muscoli per difendere la propria identità sportiva… poveri noi!!!! Pene severe e carcere per i delinquenti a volte non bastano… insisto nel ribadire che serve una profonda e attenta fase educativa che parta dai più piccoli e coinvolga ogni aspetto sociale comprese le famiglie che hanno un ruolo fondamentale per la sopravvivenza per quei valori di cui questa società non può dimenticare o perdere… stiamo lasciando ai nostri figli un mondo che ha contratto una grave infezione e non serve lavarci ora adeguatamente la nostra coscienza per prevenire il verificarsi di sintomi di una malattia che spero non diventi incurabile… dove è finita la Felicità?

Raffaele