Chiamenti

“Chiamenti” dal dialetto leccese gli spazi di cemento che ci sono tra i mattoni lungo la superficie di un terrazzo, nella mia fattispecie. Ogni hanno bisogna ripulirli e ridipingerli per evitare dannose filtrazioni di acqua o umidità, specie nei periodi invernali. Con della spazzola o con l’idropulitrice si da una bella sciaqquata e poi con molta pazienza, appena che tutto il pavimento sia ben asciugato, la mattina successiva con bel tocco dell’artista (mio padre) si finisce l’opera. Cerco di aiutare per quanto possibile mio padre e mi fa tenerezza quando alcune volte se ne esce con espressioni del tipo “Propriu nun me coddha osci…” Proprio non mi va oggi… eh ancora devo mettere in chiaro che il mio babbo sta diventando vecchio, anche se per me rimane sempre la mia ancora, il mio punto di riferimento e forse a volte credo di averlo deluso in molte cose della mia vita. Vorrei ripagare tutta la fiducia non ricambiata negli ultimi anni e dell’amore grande e incondizionato riversato sul mio cuore che a volte si rivela assente e freddo come roccia…

con pazienza ri-dipengere gli spazi interdigitali del mio pensiero e ripagarlo di future promesse… perchè il tempo per chi soffre sembra essere eterno e infinito ma per chi vive di felicità esso diventa improvviso come un battito di ciglia…

Raffaele

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