Archivi giornalieri: 24 ottobre 2019

Sembra strano

Sembra strano, ma ci sono momenti che vorrei chiudere nella cantina o nel sottoscala il mio tempo. Chiuderlo ermeticamente e farli prendere l’aria solo quando sono colto da una improvvisa emozione;

sembra strano, ma ci sono momenti che vorrei che il mio tempo fosse anche il tuo, il vostro e di chi con premura ascolta i miei battiti di una vita ancora tutta da auscultare con dovizia di particolari e a volte vorrei che tutto rimanesse così: fermo, immobile, diventare assente nella mia ombra mangiando una pizza di nascosto o cantando storie che nessuna ascolterà in questa vita;

sembra strano o forse lo sono già… capire le dinamiche del destino per vedere se domani pioverà e con la scusa rimanere a pensare alle mie vertigini e alle mie parole che spero possano diventare persone umile in un imminente tempo…

Raffaele

Senza titolo…

foto tratta dal web

 

Sapete qual è il colmo per un professore di matematica?

Risposta: vivere in una frazione!….

Stop, ok, me ne posso anche andare! C’è l’avevo sul gargarozzo da un pò di giorni! E niente… tutto bene? Qui nel Salento fa un tempo bellissimo e c’è chi va ancora a farsi una nuotata o si prende un bel gelato… mi sembra tutto strano… questo tempo che muta in maniera veloce. Si passa dai bermuda alla golfino di lana in un amen… siamo a ridosso di Novembre e ancora mi faccio la doccia con l’acqua gelata e ancora sudo se porto il cane a spasso nel primo pomeriggio… secondo me il Natale lo festeggeremo in spiaggia! e pure mi ricordo gli altri anni che già in questo periodo usavo i “calzini de pezza” e la sera per uscire il giubbino di pelle con mia madre che iniziava ad accendere i termosifoni…

anche il mio umore è strano come il tempo. Faccio fatica a studiare, sono molto irascibile, non vedo l’ora che arrivi la sera perchè nel mentre non trovo i giusti stimoli per andare a avanti… sperando nella telefonata di qualche mio amico per una partitella di calcetto… a volte mi sento un ragazzo viziato e che vuole tutte le caramelle del cesto della nonna…

anche se ancora non ho ben capito io chi sia e quale meta dovrò raggiungere, mi sento comunque fortunato…

non lo so… non saprei… almeno la voglia di scrivere di certo non mi passa 🙂 

che qualcuno mi prenda a calci nel sedere, please 😛

puoi…

Puoi mancarmi di rispetto, sul mio volto compare la neve dell’inverno e la muscolatura diventa rigida e anche far nascere un sorriso diventa una guerra e una lotta tutta da vincere,

puoi credere che il mio specchio dica falsità, che la mia immagine riflessa sia solo un passo eterno verso nuovi lineamenti ancora incompresi dal mio pensiero inquieto e che aspetta il suo turno per ritornare bambino e sporcarsi di quella innocenza a cui ora non so dare un codice identificativo, un nome o un punto di partenza…

puoi anche pensare che io sia del tutto marginale con questa esistenza che ha le sembianze di un quadro di Picasso e la ricerca di sentimenti e lineamenti morbidi diventa un lavoro solo per pochi, quelli che ancora conoscono le serrature del mio cuore, la mia porta rimane socchiusa non serve certo molta forza per entrarci dentro… questo vento di vetro mi fa perdere l’orientamento, ho il cemento sotto i miei piedi… dovrò camminare solo con l’immaginazione… buona fortuna…

Raffaele