Archivio mensile:luglio 2020

Pensiero…

“La Fede è missionaria o non è Fede. La Fede ti porta sempre ad uscire da te. La Fede va trasmessa. Non per convincere, ma per offrire un tesoro. Preghiamo il Signore che ci aiuti a vivere la nostra Fede così: una Fede a porte aperte, una Fede trasparente.” Papa Francesco

Una Fede che ci viene direttamente dal cuore: uno scrigno magico dove far dimorare quel senso di Pace che solo con la sua amichevole Presenza ci rende custodi di questo dono. Sin dal battesimo ogni cristiano è in perenne cammino, lungo una luminosa strada. Senza sosta. Solo il tempo di dissetarci ammirando un pregevole panorama… che sia un abbraccio o una carezza di un nostro caro oppure dissetarci attraverso il pensiero di una “Lieta Notizia” cercando di incuriosirci sempre di più di ogni sua sfumatura. Siamo in cammino perché le mura delle nostre abitazioni, luogo di perenne protezione, non ci bastano più. Vogliamo sfidare le intemperie ed ogni imprevisto del tempo, consci che sin ogni nostro respiro non sarà e risulterà mai vano. Passo dopo passo, nonostante le nostre fragilità e le increspature dell’anima ci avviciniamo sempre di più all’orizzonte promesso e sognato nei giorni di innocente felicità. Sentiamo il vento che leviga le onde del mare, sentiamo il profumo di un fiore appena sbocciato anche nel cuore dell’autunno dopo tutto sempre, apparentemente, spegnersi o morire. Una Fede trasparente come piccole gocce di rugiada o i fasci di Luce che illuminano i nostri sogni appena vissuti al mattino e che mai termineranno con il suono della sveglia.

Raffaele

foto tratta dal web

 

Se poi. Se il resto. Dimmelo solo tu. A volte mi sento perso e vuoto che solo il tuo pensiero mi rende ancora un attimo, seppur effimero, delle tue parole.

Dimenticarsi. Ritrovarsi. Dimmelo ancora tu. Ho ancora il sapore dell’acqua di mare nella parafrasi di questa emozione. Il tempo ha i suoi lenti respiri…

“giuro è l’ultima volta che ti dimentico…”

prima o poi nel ricordo di questa poesia ci salveremo.

Raffaele

Questa mattina…

Questa mattina mi sono svegliato (semmai uscito dal letargo) intorno alle 8.20 e ho scritto di impulso questa poesia poi da pubblicata nelle “stories” su Instagram…

Ognuno di noi è un pezzo unico. Ma a volte vorrei prendere da voi piccoli intarsi che compongono la vostra essenza,

vi strapperei il senso devoto di Felicità che immortala i vostri futuri passi avvenire,

coltiverei nella mia più totale frenesia quella vostra docilità che elargite quando il cuore fa fatica a donare perle d’amore e di saggezza,

vi ruberei quel senso di leggerezza dopo avervi sfiorato una sdrucciola emozione d’incanto fiabesco con una mia pesante carezza… il sudore di una lacrima che prima di evaporare, dissolversi chiede aiuto nei vostri estivi sogni autunnali…

Sono le 11. Mi ritrovo nella mia stanza da letto, adagiato sulla scrivania con un leggero venticello che mi fa stare un pò soave mentre vi dedico questo post…

dopo proverò a rileggere “Un uomo” di Oriana Fallaci, spero di riuscire a finirlo… l’estate può durare altri due mesi come può durare per sempre… dipende dalle prospettive e dalle aspettative che ognuno di noi ha in serbo nel suo lungo cammino…

io per ora osservo, bevo molta acqua, mi faccio continuamente la doccia come se la mia pelle eviti il sudore di un pensiero ancora non ben accolto tra le mie parole che cercano disperatamente ristoro in un tuo messaggio, nell’invito di un amico o tra le melodie di una canzone di Battisti…

Non voglio ricominciare da zero, mi tengo il peso delle mie ossa…

Raffaele