Archivio mensile:settembre 2020

Disobbedienza

La Poesia come atto di disobbedienza. La Poesia come atto di Rivoluzione. Certo la disobbedienza e la rivoluzione civile in alcuni casi chi ha portato ad avere quella libertà di cui oggi ne godiamo pienamente ogni suo diritto. La Poesia e il pensiero come strumento di lotta contro l’oblio e la paura… non del futuro ma del ritorno di schegge infette del passato. Cero non sarei d’accordo se la disobbedienza e la rivoluzione implicano una sorta di anarchia mistica. Anche la disobbedienza deve seguire delle norme, delle traiettorie giuridiche per adempiere al proprio senso di vita. Anche la rivoluzione implica uno schema e un ordine. L’Irrazionalità ci permette di vivere una felicità intensa ma non duratura in fondo… tra le parole di ogni verso di una Poesia noi ci sentiamo ribelli ma fragili… alla ricerca di un sogno che scardini l’immobilismo del nostro Tempo…

Raffaele

Che male c’è?

Si è vero… “Poesia” fa rima con nostalgia ma anche con malinconia. La nostalgia di un attimo perduto e che forse più non vivrà o la malinconia di una Felicità eclissata in una lacrima selvaggia… ma se queste sensazioni hanno il potere di creare in noi un disordine ordinato dei nostri battiti del cuore, un nuovo modo di vedere un temporale o di provare una disinibita gioia per l’arrivo dell’autunno…

io mi chiedo… in fondo, che male c’è?

Raffaele

 

Giochi del Destino…

Proprio ieri vi ho raccontato del mio sogno che ritraeva un mio ricordo di quando ho frequentato le scuole medie… e niente questa mattina mentre attendevo in sala d’attesa dal mio medico curante ho riconosciuto Totò il mio professore di Educazione Tecnica e Disegno proprio delle medie! Ovviamente lui non mi ha riconosciuto per via dei numerosissimi studenti che lui ha avuto nella sua vita da maestro ma è stato bello incontrarlo dopo più di 17 anni… praticamente una vita… ora lui è in pensione e stava aiutando un suo amico disabile ad effettuare un controllo medico…

Nonostante stesse con la mascherina ho riconosciuto subito la sua voce. Mi sono presentato e abbiamo parlato un pò prima che arrivasse il suo turno. Sempre allegro e simpaticissimo il mio prof. Totò, buona Vita!

Strani giochi del destino, non credete?

Raffaele

Un lungo sogno….

Ieri mi è capitato di dormire nel pomeriggio per ben tre ore dalle 13 alle 16. Non ho fatto in tempo a digerire il pranzo a dovere. Una forte esigenza, la mia, di chiudere gli occhi per lunghi istanti e lasciarmi andare alle leggi del tempo. Ho sognato. Ho fatto un sonno molto ricorrente nell’ultimo periodo ovvero quella della mia esperienza da scolaro alle scuole medie del mio paese. Ho fatto un sogno intenso che riguardava molti aspetti di quei tre anni non certo rimasti tra i miei ricordi più dolci e pacati… anzi per tutta la durata della scuola sono stato preso di mira da un compagno di classe che si faceva beffe di me davanti a tutti anche per via del mio carattere troppo fragile per difendermi da lui e dal suo carattere sopra le righe. Ero in parte lo zimbello della classe e poco serviva vantarmi di essere il portiere titolare di una famosa squadra di calcio locale. Non sono stati momenti per me indimenticabili ma nonostante ciò continuano costantemente a raffiorare nei miei ricordi. A volte sogno in quel medesimo sogno di essere il portiere della squadra di calcio della scuola nei campionati studenteschi e di fare sempre una grande prestazione e in parte riscattarmi come bambino. Ma ciò non avvenne perchè non potei svolgere attività agonistica per dei presunti problemi al cuore poi con il tempo passati… e vabbè già capivo in fondo come sarebbe stata una fetta della mia vita… sempre fuori fase e stonato con il mio destino…

Ma siccome tra le mie innumerevoli illusioni credo che tutto abbia un senso, credo che anche quel sogno ricorrente abbia in realtà celato un senso preciso…

l’unica spiegazione che mi dò è il senso e la voglia di riscatto di questa vita che ora mi appare vuota e spoglia di ogni connessione con la mia realtà…

è tempo di pensarci sù…

Raffaele

 

E’ stato un piacere Papi

E’ stato un piacere Papà aiutarti questa mattina a caricare sul camion di mio zio i “Gibboni” ovvero le ramificazioni delle vigne… legna utile da ardere per l’inverno. Certo è stata dura. Per tre ore, un lavoro duro che sembrava non volgere mai al termine.

Come sai a me non è che mi interessava molto ma era un tuo desiderio ed io come un buon figlio ti sono corso in aiuto.

Ti ho deluso nell’ultimo periodo e mi sono promesso a me stesso che non ti avrei fatto più pesare il peso della mia ipocrisia, della mia pigrizia… nonostante tu per me sei sempre stato un supereroe, sin da bambino.

Non siamo simili, io e te. Per niente. Ho preso poco da te. Forse la passione per il calcio e per l’Inter e forse il senso di simpatia che infondi alle persone che ti stanno accanto anche nei tuoi momenti difficili.

Alla fine, come al solito, io mi sono stancato per primo… tu invece hai continuato con quella forza di volontà che ti ha sempre contraddistinto a con la quale a volte sono andato in conflitto. Non sei uno che rinvia le cose all’infinito come me. Se bisogna fare un lavoro anche faticoso bisogna farlo, dopo si tireranno le conseguenze.

Alla fine mi sento felice perchè mi sono reso utile in qualche modo a te… non sono un modello di figliolo anzi tutt’altro… non so come mi fai a sopportarmi nonostante tutte le mie lamentele quotidiane ma ti tappi le orecchie e mi stringi forte a me…

perchè ho bisogno ancora dei tuoi abbracci, vecchio mio…

Raffaele