E’ stato un piacere Papi

E’ stato un piacere Papà aiutarti questa mattina a caricare sul camion di mio zio i “Gibboni” ovvero le ramificazioni delle vigne… legna utile da ardere per l’inverno. Certo è stata dura. Per tre ore, un lavoro duro che sembrava non volgere mai al termine.

Come sai a me non è che mi interessava molto ma era un tuo desiderio ed io come un buon figlio ti sono corso in aiuto.

Ti ho deluso nell’ultimo periodo e mi sono promesso a me stesso che non ti avrei fatto più pesare il peso della mia ipocrisia, della mia pigrizia… nonostante tu per me sei sempre stato un supereroe, sin da bambino.

Non siamo simili, io e te. Per niente. Ho preso poco da te. Forse la passione per il calcio e per l’Inter e forse il senso di simpatia che infondi alle persone che ti stanno accanto anche nei tuoi momenti difficili.

Alla fine, come al solito, io mi sono stancato per primo… tu invece hai continuato con quella forza di volontà che ti ha sempre contraddistinto a con la quale a volte sono andato in conflitto. Non sei uno che rinvia le cose all’infinito come me. Se bisogna fare un lavoro anche faticoso bisogna farlo, dopo si tireranno le conseguenze.

Alla fine mi sento felice perchè mi sono reso utile in qualche modo a te… non sono un modello di figliolo anzi tutt’altro… non so come mi fai a sopportarmi nonostante tutte le mie lamentele quotidiane ma ti tappi le orecchie e mi stringi forte a me…

perchè ho bisogno ancora dei tuoi abbracci, vecchio mio…

Raffaele

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