Archivio mensile:gennaio 2021

Indigestione di Sport alla tv….

Si è proprio vero, per me si tratta proprio di una vera e propria indigestione di Sport davanti alla tv. Il mio tempo è quello che è e gli eventi sportivi che mi piacerebbe seguire sono tanti. Per esempio stasera semifinale di Coppa Italia di Volley Maschile poi a seguire Inter-Benevento di calcio. Poi domani, eh la domenica ogni maledetta domenica… partita del Campionato Primavera, poi la gara del Campionato del Mondo di Ciclocross, alle 18 la finale della Coppa Italia di Volley e infine il posticipo del Campionato di Basket Pesaro-Venezia. Ovviamente a qualche evento dovrò pure rinunciare e a volte mi cervello per trovare le giuste combinazioni, i giusti incastri per godere comunque e sempre del mio blog, della scrittura, un pò di musica e il libro di Chiara Gamberale che ho appena iniziato a leggere. Non sono mai stato un calciofilo ma semmai un attento osservatore delle altre discipline sportive. Durante il corso della settimana, specie nei suoi primi giorni, vorrei che il tempo scorresse velocemente poi vorrei godermi appieno il weekend non solo per vedermi insieme a mio padre le partite di calcio ma di godermi anche di alcune sfumature molto piacevoli. Anzi prima, fino a due anni fa stavo letteralmente incollato davanti alla televisione quando non avevo impegni con l’oratorio… e ora giusto per complicarmi la Vita la prossima settimana inizia anche il Sei Nazioni di Rugby! Dalla serie vorrei ma non posso e questo periodo in parte mi aiuta visto che dobbiamo stare quasi segregati in casa…

Ho sempre vissuto la mia vita come se fosse una gara, un match sportivo ma questo mio pensiero sarà fonte di Ispirazione per un mio prossimo post…

E voi, come passate il vostro fine settimana? 🙂

Buon weekend!

Buona Vita

Raffaele

Invenzione

Non ho ancora ben capito se il Dolore sia una invenzione dell’uomo così creativo e distruttivo da divertirsi a crepapelle mentre sorseggia un liquore davanti a un tramonto immaginario oppure sia una invenzione del nostro tempo che cataloga e seduce i nostri ricordi con quell’ardore di un profumo mistico e seducente. Non ho capito se ha tutto ciò ne dobbiamo ricavare sin dai tessuti intimi e inaccessibili del nostro cuore una longeva logica dottrinale se bisogna essere fieri di aver inventato il gioco del carnevale dopo che la nostra pelle ha annusato l’odore della morte e di una speranza che ha perso il suo orizzonte oramai privo della sua elegante immaginazione proletaria…

Non ho capito se ci sia una disfunzione algebrica dei battiti del nostro cuore che non riconoscono più l’ombra schiva e impermeabile del nostro dolore che si arrampica fin su alberi secolari di ulivo pur di non farsi riconoscere e farsi possedere dai vocaboli nuovi e lussureggianti del nostro distratto pensiero che nella sua distrazione ha preso freddo e polvere intorno a questa primavera che fa fatica a generare echi di pace e di quella tranquillità racchiusa dentro una lacrima dolce e zuccherata di una bambina che ha perso la sua bambola nel tentativo di afferrare una nuvola blu di cotone così leggere e innocente nella sua frenesia che non vuole per ora innescare e infiammarci di nuove emozioni…

Raffaele

Altrui Esempio…

Risse, scontri fisici e verbali, insulti, bestemmie, blasfemie. Dai campetti dell’oratorio fino al grande palcoscenico della Serie A. Sembra Utopia ma è la pura realtà. Agli Sportivi sembra essere concesso di tutto. Un privilegio da svilire nella più antica retorica. L’arte di essere Soggetti privilegiati fin dentro la più antica morale scombussolata e messa soqquadro. E i giovani, i bambini li incollati davanti alla televisione a guardare questo bel spettacolo in prima serata. Come se fosse uno Sport nello Sport insultare l’arbitro (reo di aver commesso degli imperdonabili errori e aver assunto uno scarso metro arbitrale), sfidarsi partita dopo partita in una resa dei conti stile duello western o proferire parole “dolci come il miele” durante una prestazione sportiva, liti e incomprensioni tra allenatori e giocatori… insomma il menù calcistico italiano è sempre ricco di succulenti e appetibili idee… e i bambini che stanno a guardare un pò come mi successe quando con l’Azione Cattolica portammo i nostri ragazzi a vedere una partita allo stadio e quest’ultimi attratti da “piacevoli conversazioni” provenire dagli spalti…

Serve che i protagonisti del nostro Sport rivedano un pò i propri “codici deontologici” perchè forse si attua un abuso dei propri poteri e si sfocia in maniera irreversibile dentro un mondo che forse è meglio non pagare il biglietto… Come il rispetto della divisa, il rispetto delle istituzioni, ognuno nel proprio lavoro deve portare una sacra osservanza della sua vocazione.

L’agonismo non può e non deve essere una scusa per scatenare nel proprio lavori i relativi lati oscuri. “Per mia colpa, mia colpa mia mi grandissima colpa” anche io nel ruolo di educatore ho fatto fatica per quasi 15 anni ad essere un esempio per i miei ragazzi ma nelle mie fragilità ho cercato di comportarmi bene per il bene loro ma io sono un semplice volontario molti in realtà vengono pagati e non sempre la autodisciplina segue binari lineari.

Non è un post di condanna verso il mondo del calcio che tanto continuo ad amare ma in virtù del mio amore smisurato nei suoi confronti ma quando vedo questa debolezza dell’animo venire fuori quasi come se tutto fosse ormai lecito, come se inveire tra giocatori è qualcosa del tutto accomodante… Che esempio diamo noi educatori, sportivi e anche genitori se in primis non accettiamo che ogni nostri piccolo gesto è sotto la lente di ingrandimento dei nostri piccoli fanciulli e che basta una piccola scintilla per scatenare l’inferno? Ormai i gesti che fanno del calcio uno sport favoloso sono diventati rari e quasi, quasi li trascuriamo perchè la polemica di un esonero o di un rigore non visto e non concesso fa più share del previsto. Che il Calcio ritorni a essere una disciplina nella sua povertà spirituale… non è mai troppo tardi per cambiare in fondo…

Raffaele

foto tratta dal web

In fin dei conti la Vita…

Cosa mi importa tirare a campare 100 anni se non ho fede, speranza nella mia Vita? Se non l’ho vissuta nella sua fragilità, nella sua unicità di essermi fedele amica anche nei momenti più bui, quei momenti in cui essere e risultare un ragazzo felice sembra essere un evento mistico o un evento “utopico”. Se Qualcuno li sù nel cielo un giorno di questi mi dicesse:” Stop Raffaele, hai fatto fin troppi danni su questa terra è ora di un nuovo viaggio, prepara la tua valigia” io non cadrei in un bagno di depressione. Accetterò le sentenze del mio Destino, con educazione e con la consapevolezza di essere stato comunque me stesso in fondo, sempre, senza bisogno di maschere, truccarmi o rispecchiarmi in un altra ombra. Mi correggo leggermente, facciamo di provare a respirare questa mia Primavera inoltrata ancora per un altro anno. Mi manca ancora il sapore fruttato delle labbra di un angelo, mi manca ancora la gioia di un incontro con i miei ragazzi dell’oratorio o la pazzia di una serata con i miei amici. A volte ho paura di non aver goduto veramente di ogni istante, di ogni frammento che mi è stato donato o che forse ho profanato per le mie insicurezze e la mia solita pigrizia mattutina. Vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. L’ultimo dei miei guai, dei miei sorrisi, dei miei tormenti. Vivere ogni giorno facendo il comico. Regalare un sorriso fin dove il mio pensiero ancora resiste e non vuole ancora morire…

Raffaele