Archivio mensile:marzo 2021

L’abitudine

L’abitudine alla stanchezza fisica e spirituale, l’abitudine del Tg delle 20 sperando in qualche notizia che non ci destabilizza ulteriormente. Tutti questi dati, notizie e informazioni su questo Virus ormai è entrato nei nostri pensieri. Viviamo di smarrimento e di rancore, viviamo di attese e di promesse. Ma nonostante tutto la primavera è appena arrivata e il cuore è pronto a sbocciare dentro il nostro destino. L’inverno e la sua mite paura ormai è alle porte, coraggio non perdiamo più neanche un secondo di questa bellezza che sta per arrivare. Le farfalle e le rondini iniziano a colorare il nostro cielo, la felicità che non sembra più un utopia, la malinconia che ancora divora e disseta i nostri ricordi. Il tempo che fu e quello che ora sarà. Stelle nel cielo espressioni di una nuova poesia. Il tempo ci dice che è ora di svegliarci, manca poco per riscoprire che in fondo non siamo mai stati leggeri come questo aquilone che vola lassù, oltre le nostre preghiere…

Raffaele

Mi manchi Vita mia,

Mi manchi Vita mia,

tra le arsure barocche nelle mie primaverili gioie, tra una sonorità di un cielo che risente di questa pesantezza che ogni tanto mi assale quando tra la tempesta e il mite vagare cerco una risoluta nitidezza nei limiti della legge. Piccole dosi di veleno nel brulicare di questa aristocratica malinconia, veleno sulla pelle, sulla superfice ossea delle incombenze del mio destino. Lo so che il richiamo della passione è più forte di un eco di un corpo che mi aspetta nel crepitio di una voce che resta assorta all’improvviso, tra fuochi di bengala e risate fragorose agli occhi materni della morte…

Raffaele

Resistere- La Rappresentante di Lista

Con le mie mani ho toccato la fine
Senza sapere chi c’era con me
Ho attraversato tutte le mie paure
E poi ho commesso gli stessi sbagli
Non sono più riuscita a dire quello che pensavo
Non sono più riuscita a fare quello che ti ho detto
A ricordare il male che ho provato
A confessare quello che sognavo
Non riesco a leggere quello che avevo scritto
Mmh, non so più ripetere le cose che ho imparato
Sarà per sempre come la prima volta
Voglio raccontarti il mio strano sogno
Eravate in tanti, eravamo in tanti
Tutti lì

Voglio provare ad esistere
La mia natura è resistere
E non mi importa di perdere
Quello che mi serve adesso è vivere

Confrontarmi con la società non mi spaventa
Essenza senza limite
La meraviglia dei miei occhi non si sgretolerà
Mi accarezzerei e mi farei a pezzi
Ancora queste mani non riescono a credere
L’immensità dei cieli azzurri
Senza la paura di cadere, di sbagliare
Senza limiti, senza regole
No, no, no, no, no, no

Voglio provare ad esistere
La mia natura è resistere
E non mi importa di perdere
Quello che mi serve adesso è vivere

Padre, mi hai detto: “Proteggi tua madre”
Ma chi rimane a proteggere me?
E mi sentivo colpevole
Tutte quelle volte che ero debole
Vita mia incantevole
Scaccia via le mie paure
E non mi importa di perdere
Quello che mi serve adesso è vivere

Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza

Non vorrei che questa storia si scrivesse da sola
E penso a quando smetteremo anche di piangere
Cosa vuoi che ti dica?
Sono a pezzi ma vado avanti
Ti prego non pensare mai che puoi bastare a te stessa, a te stesso
Io mi sono persa nel bosco lasciandomi alle spalle I rumori che inquina
Ricordo solo che qualcuno diceva
“Domani sarà un giorno da ricordare, non da dimenticare”

Voglio provare ad esistere
La mia natura è resistere
E non mi importa di perdere
Quello che mi serve adesso è vivere

Non mi resta che piangere

Non mi resta che piangere… parafrasando il titolo di un noto film di Massimo Troisi , il mio attore comico preferito.

Non mi resta che piangere nel vento polveroso dei miei anni lunari che mi hanno lasciato un peso suadente che nemmeno la leggerezza della mia anima pellegrina sa evadere nel silenzio, un orchestrale ballo, di petali di ginepro.

Non mi resta che piangere nella speranza che la mia anima insegua una illusione nel tormento di ore braccate dalla nebbia e viaggiare solitario tra le onde dei miei colori rappresi, secchi dal sole e inamidati nel volo gonfio di tempesta di una farfalla appena nata e che tra dolci semi di uva e antiche suppliche mi congeda nell’intreccio venoso di un sorriso.

Non mi resta che piangere tra treni che non hanno una loro certa partenza e tramonti nel segreto della sera, giungo da Oriente, ramificazioni di un battito dormiente, ragno solitario che con pazienza ricama la sua tela con la propria pelle che profuma ancora di ciliegio, vento, privilegio della primavera…

Raffaele

Papà…

Hai fatto della mia povera felicità un ritratto vero e autentico per rendere questa Vita un lungo, originale e intenso componimento poetico di cui per ogni suo verso conserverò per sempre la sua ricca e articolata emozione. Non so se diventerò mai un padre, se avrò l’onore di esserlo, forse il mio destino scriverà altri finali ma alla fine per quanto esso potrà impegnarsi nulla mi allontanerà da te…

Raffaele