Abituarsi a questa luce

Cosa ci importa, dopo aver fatto l’amore, ci siamo solo noi con il nostro dolore, cuori maneggevoli come gocce di vapore, cumuli di sassi, vestirci di nero, cassetti pieni di cemento, truccati dello stesso calore di una carezza mancata, piene le tasche di spine dove riponiamo il nostro destino, di spalle, risveglio prossimo nella lontananza di una morte di una risata…

abituati a questa nuova luce ora che tutto passerà in fretta, ad altre latitudini troveremo incustodita una celibe voce che vagheggia oltre quelle ramificazioni delle tue labbra e non ci penso più…

niente panico. Fa freddo. Uscire fuori di noi, bacio in mezzo alla strada, fette biscottate, mattina oltre le nuvole, ore di silenzio schive, ci serviamo ancora nello stesso piatto… ricordati di apparecchiarmi per bene… niente panico!

Raffaele

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