Tutto a posto.

Calmati, non dare tutto per scontato, vedi che la primavera è ancora timida. Non è la prima volta. Capita non far parte del primo passato. Ascoltami ora, ancora, non fingere, non indurire l’ultima volta che ci siamo tenuti per mano. Due tessuti muscolari da cicatrizzare, da enfatizzare, da provare a inabissare. Non rimango fermo, non provo a restare fermo mentre l’universo dei tuoi occhi al reparto dei superalcolici scompare e non implorare, non provare a edificare questa sensazione sub-linguale. Nella mistica ragione nel silenzio starò a distillare, declinare armoniche e egocentriche illusioni.

Oggi è ancora tutto a posto.

Focalizziamoci sui dettagli, siamo vinto santo imbevuto di sbagli, stringiamoci le spalle, intratteniamoci oltre questo intervallo, teniamoci le nostre cose inutili. Distrazioni all’interno di un VHS.

Oggi è ancora tutto a posto, al posto giusto.

Raffaele

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