In un’altra Vita…

In un’altra Vita mi sarebbe piaciuto diventare sacerdote. Dedicare la propria esistenza per un senso più profondo e autentico. Professare la propria fede nella sua totalità, in ogni suo orizzonte ed a ogni sua latitudine. Ma essa a me risulta ancora povera e contadina con continui sbalzi d’umore e una certa instabilità che non mi consente di progredire in maniera sincera ad accarezzare quella Croce con l’innocenza di un bambino. Ma credo che in fondo per instaurare la propria missione evocativa non bisogna soltanto indossare una tunica e dire Messa. Ogni battezzato ha la sua missione, ha la sua storia cristiana da effondere dall’alba al tramonto dei propri giorni…

Raffaele

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