Archivio mensile:luglio 2021

Quando perdo Dio…

Quando perdo Dio nella schiavitù riflessa nella povertà del mio cuore, nell’ipocrisia delle mie convinzioni e in ogni presunzione che scavalca la poesia di una emozione. Stare fermi, con coraggio, a declinare le varianti algebriche di un profumo di una margherita, quando l’Amore mi scivola in maniera oliosa tra le mie dita, quando avverto l’inconsistenza della mia anima. Il dolce ritmo di un battito, un volo di rondine tra i prefabbricati della città dove perfino il mio pensiero risulta essere un ammasso di lamiere e cemento, quando non riscopro la limpidezza di una lacrima di un bambino, quando il sole non illumina più il proprio figlio, quando perdo Dio…

Raffaele

Bel dilemma!

Oddio, io ho 33 anni e mi sento un pò in una linea di confine tra il mondo adulto e l’innocenza giovanile e mi sto portando indietro ancora quel fardello di ricordi di quando ero adolescente… eh si lo ammetto “Ho paura di diventare grande e non voglio anche dimenticare i miei ultimi anni estivi”. A volte tendo ad invidiare il dinamismo dei mie coetani che si divertono tra viaggi, concerti ed ogni tipo di eventi che non sempre rappresentano una vera e autentica Felicità, dipende dal senso che si da ai propri passi e alla conformazione di un nuovo pensiero. Vorrei vivere queste nuove stagioni come un’opportuna di riscoprirmi e di intraprendere sempre una nuova prospettiva non rinnegando mai il giorno appena passato… Io mi sento ancora Giovane o mi sto abbandonando alle logiche del mio tempo?

Questione di stile

Hanno fischiato l’inno italiano, hanno fischiato costantemente i giocatori italiani durante tutta la Finale, nessuno dei componenti della squadra inglese che ha partecipato alle premiazione, insulti razzisti ai loro stessi giocatori di colori rei di aver sbagliato dagli undici metri, i disordini prima del match… allora mi chiedo e vi chiedo dove si è insinuato questo “Stile British”?

Da che mondo è paese mi verrebbe da dire. Il razzismo una piaga che l’intera umanità fa fatica a debellare ad ogni latitudine del pianeta, la mancanza di rispetto e di fairplay che si nota sui campi di calcio, a tutte le categorie, la partita vista come un match dove sfogare i propri istinti animaleschi. Da che mondo è paese, tutto il mondo è paese in fondo.

L’uomo negli ultimi millenni si è evoluto. La cultura, la tecnologica hanno fatto passi da gigante… anche se mi chiedo se la stupidità umana appartiene a tutti o appartiene solo a una elite specifica degli uomini. L’uomo che si evolve ma il cuore che rimane ancora un pezzo grezzo tutto da lavorare.

Eppure gli inglesi sono gli inventori di molti Sport che dovrebbe essere quell’unico e grande abbraccio dove accogliere quei principi e quei valori che ci rendono persone con una “dignità dignitosa…”

Se devo essere severo spero che gli sport meno famosi come la Pallavolo e il Rugby non vengono contaminati dalla prepotenza del Calcio. Il Calcio è Vita se rispecchia i criteri di una buona convivenza, se si rispetta quella leggerezza e quella innocenza di un bambino che rincorre un pallone per la prima volta…

Il Calcio è diventato prepotente e un pò viziato. Il Calcio ha bisogno di una bella e sana depurazione che coinvolga tutta la società che non può mai piegarsi a questo male che affliggendo i valori sacri di questa disciplina. Vogliamo, tutti quanti, un’aria più pulita e non più inquinata da parole violente.

Il Calcio è bello se parte dal cuore… ricordiamocelo!

Raffaele

Poche parole

Avrei voluto fare un lungo post per celebrare l’eroica impresa dell’Italia ieri a Wembley, parlare del bel gioco espresso dagli azzurri per tutto il torneo o del fantastico gruppo che ci ha fatti emozionare per tutta questa estate. Ma credo che tutta la Vittoria dell’Italia all’Europeo di calcio sia racchiusa in questa foto. Un abbraccio che unisce una Nazione, il destino che disegna orizzonti unici con delle sfumature barocche. L’abbraccio tra due amici, con i propri genitori o tra innamorati… un unico grande abbraccio… è questa l’Italia che vorremmo sempre vedere!

Una immagine che vale molto più di mille parole.

Silenzio!

Ascoltiamo i nostri cuori 🙂

Raffaele

(foto tratta dal web)

In un’altra Vita…

In un’altra Vita mi sarebbe piaciuto diventare sacerdote. Dedicare la propria esistenza per un senso più profondo e autentico. Professare la propria fede nella sua totalità, in ogni suo orizzonte ed a ogni sua latitudine. Ma essa a me risulta ancora povera e contadina con continui sbalzi d’umore e una certa instabilità che non mi consente di progredire in maniera sincera ad accarezzare quella Croce con l’innocenza di un bambino. Ma credo che in fondo per instaurare la propria missione evocativa non bisogna soltanto indossare una tunica e dire Messa. Ogni battezzato ha la sua missione, ha la sua storia cristiana da effondere dall’alba al tramonto dei propri giorni…

Raffaele