Premesso…

Premesso: sono soltanto l’allenatore dei portieri di due squadre dell’Oratorio, i pre-adolescenti e gli adolescenti. Cerco di dare una mano agli allenatori delle due squadre. Questo pomeriggio ho avuto un confronto di opinioni con il mister della squadra dei grandi perchè durante la partitella tre contro tre all’improvviso la interrotta e ha voluto mandare via i ragazzi perchè non si stava impegnando adeguatamente. Ho cercato all’inizio di convincerlo ma lui, un educatore un pò avanti con l’età non ne ha voluto sapere cercando di mettere in risalto il suo compito di educare i ragazzi. Loro si sono intristi e un pò sconcertati non capendo bene la situazione. Ci siamo incontrati pochi istanti dopo negli spogliatoi e mi sono permesso di dire che secondo me sbagliava a mandarli via, che sono ragazzi dell’oratorio e non di una squadra professionista e che a mio avviso dovrebbe rivedere i suoi metodi educativi. Lui se ne è subito andato mentre io ho cercato di parlare con i miei giovani e dopo aver parlato con il nostro parroco ho ripreso e ho concluso l’allenamento… forse sbagliando e non rispettando il mio reale ruolo di semplice preparatore dei portieri. Ma questo Mister ha dei metodi molto antichi e i ragazzi fanno molta fatica a seguirlo. Improvvisa, non sa spiegarsi bene con loro. Lo rispetto però perchè di calcio ne sa molto più di me ma dovrebbe rivedere l’approccio con questi ragazzi che chiedono di passare due ore in allegria. Non credo che mandarli via sia una soluzione. Credo che con loro è opportuno un dialogo, un patto tra amici… anche perchè quando gli ho marcato i suoi metodi un pò aggressivi e sottolineando che così non verranno più lui mi ha risposto:” Qual’è il problema?”

Anche se è lui il mister mi sono impegnato in questi due mesi di attività a raccogliere le iscrizioni, i soldi, i vari certificati medici ricordandovi che lui non ha Whatsapp e che ha un cellulare di vent’anni fa e che quindi quando bisogna organizzare le partite di campionato dovrà pensarci qualcun’altro.

Cerco di essere educato e disponibile ma più passa il tempo e più mi trovo a disagio nel rilazionarmi con lui. Non vorrei lasciare la squadra anche perchè alcuni ragazzi li ho visti crescere all’Azione Cattolica… ma diciamo che lui ha un’altra mentalità e non ha una apertura mentale che credo serva con questi ragazzi di questa nuova generazione…

Questi giovani sono molto più sfrontati, hanno un carattere forte e bisogna sapere interprerarli a volte come se fossere un romanzo storico ma non sono maleducati, quello no solo che fanno fatica a riconoscere e a rispetttare i vari ruoli… un pò come succede oggi a scuola.

Il tempo dell’adolescenza mi rendo conto che è un bel groviglio ma bisogna avere molta pazienza e amore… il metodo “bastone e carota” non sempre funziona se non vi sono dei principi a cui aggrapparsi.

Forse ho sbagliato a dirli il mio pensiero ma non sono riuscito a stare zitto, ho voluto difendere i miei ragazzi anche se si erano un pò comportati male…

Io e lui abbiamo due modi di intendere il ruolo di educatori un pò diversi e faccio fatica a trovare una sintesi, un punto in comune.

Raffaele

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