Archivi giornalieri: 10 novembre 2021

Non sarà mai abbastanza…

Fra poco andrò in Chiesa per vedermi la Santa Messa e partecipare all’Adorazione Eucaristica animata dal Gruppo Famiglia.

Ho deciso di andarci. Di evadere dalla solita routine che mi avrebbe visto incollato davanti a una scrivania a leggere un giornale o scrivere un post sul blog.

Forse vado per spezzare un’ora della mia Vita. Tornerò all’incirca alle 19.15. Non so come tornerò: forse stanco o forse rigenerato da un timido incontro.

Eppure al mattino e alla sera mi ritaglio un piccolo momento per la preghiera. Provo a capire se Lui mi scorge attraverso le mie parole, se è deluso o felice della mia ipocondriaca Felicità, eppure non so se questa mia direzione sia quella giusta. Di fronte alla sofferenza il mio credo si lacera improvvisamente, la mia anima ribolle di dubbi, il mio pensiero cerca un vento, un sentimento che gli cambi prospettiva.

Ma sono ancora qua. Sono pigro e la mia fede ne risente di questa contrattura del mio cuore.

Buona Serata

Raffaele

“Zero Tituli”

Essere Interista e lodare un allenatore artefice del “Triplete”, di colui che ti ha fatto sognare ad occhi aperti e aperto le strade ad una squadra vincente invincibile. I nostri nonni con la “Grande Inter” di Herrera e l’armata dell’Inter di Jose Mourinho, detto da lui stesso “Lo Special One”.

In quei due anni in Italia “ha dato da mangiare” ai giornalisti sportivi e a tutta l’opinione pubblica.

“Prostituzione intellettuale” o “Il rumore dei nemici” oppure il gesto delle manette. Il portoghese oltre che un abile stratega si è rivelato in Italia e non solo un genio della comunicazione. Lo dovrebbero studiare quelli che frequentano “Scienze della comunicazione”.

La sua retorica e il suo raffinato ma allo stesso tempo pungente linguaggio lasciano un segno anche ora che dopo un decennio è ritornato in Italia alla corte degli Americani nella Capitale giallo-rossa. Mourinho non è un personaggio, un prodotto industriale ma semmai un pezzo grezzo degno del miglior artigiano che con pazienza e grazia cesella il suo ego per andare in battaglia contro il resto del mondo.

Arbitri, giornalisti, direttori sportivi, giocatori dal piede poco educato… no mi dispiace ma non potete entrare, per ora, nel suo regno.

Vince anche quando perde, la matematica di una verità che solo lui conosce appieno, in maniera clandestina e dai tratti purificatori di un anima che cerca il suo volto tra le grinfie di un rigore non concesso o di un giocatore non ben allenato.

Forse l’umiltà è un vanto per pochi…

“Capire tu non puoi… ciao Josè!”

Una volta ti capivo, una volta eri una verità calcistica, una bellissima ispirazione… ora “sei solo la copia di mille riassunti…”

Raffaele

La Bellezza del grazie

La bellezza del grazie. Di quel lebbroso Samaritano guarito da Gesù che ritorna da lui per ringraziare e lodare il Padre. L’unico degli altri nove guariti da Cristo, l’unico che ottiene la Salvezza mediante la Fede.

Ecco, spesso invochiamo Dio solo a nostro piacimento: o soltanto nei momenti tristi o nei momenti di pura felicità. Il Signore va lodato e ringraziato sempre, in maniera continua e con quella fiducia che non può venire meno anche quando il nostro cuore non si educa più al Suo Mistero.

A volte mi sento come gli altri nove lebbrosi che dopo aver ottenuto la grazia si dimenticando di Gesù per poi supplicarlo quando la Vita sfugge dalle mie mani.

Non può esistere un Dio convenienza e a prezzi scontati. Non si può incontrare Dio solo per appuntamento. Non ricordiamoci di Lui solo quando il nostro cuore va in black-out. Ogni istante della nostra Vita, attraverso anche piccoli gesti di carità, possono spingerci verso un modello di Santità di cui siamo chiamati sin dal nostro battesimo.

Impariamo a dire Grazie senza essere parsimoniosi o matematici…

Troviamo un senso al nostro Ringraziamento.

Raffaele