“Zero Tituli”

Essere Interista e lodare un allenatore artefice del “Triplete”, di colui che ti ha fatto sognare ad occhi aperti e aperto le strade ad una squadra vincente invincibile. I nostri nonni con la “Grande Inter” di Herrera e l’armata dell’Inter di Jose Mourinho, detto da lui stesso “Lo Special One”.

In quei due anni in Italia “ha dato da mangiare” ai giornalisti sportivi e a tutta l’opinione pubblica.

“Prostituzione intellettuale” o “Il rumore dei nemici” oppure il gesto delle manette. Il portoghese oltre che un abile stratega si è rivelato in Italia e non solo un genio della comunicazione. Lo dovrebbero studiare quelli che frequentano “Scienze della comunicazione”.

La sua retorica e il suo raffinato ma allo stesso tempo pungente linguaggio lasciano un segno anche ora che dopo un decennio è ritornato in Italia alla corte degli Americani nella Capitale giallo-rossa. Mourinho non è un personaggio, un prodotto industriale ma semmai un pezzo grezzo degno del miglior artigiano che con pazienza e grazia cesella il suo ego per andare in battaglia contro il resto del mondo.

Arbitri, giornalisti, direttori sportivi, giocatori dal piede poco educato… no mi dispiace ma non potete entrare, per ora, nel suo regno.

Vince anche quando perde, la matematica di una verità che solo lui conosce appieno, in maniera clandestina e dai tratti purificatori di un anima che cerca il suo volto tra le grinfie di un rigore non concesso o di un giocatore non ben allenato.

Forse l’umiltà è un vanto per pochi…

“Capire tu non puoi… ciao Josè!”

Una volta ti capivo, una volta eri una verità calcistica, una bellissima ispirazione… ora “sei solo la copia di mille riassunti…”

Raffaele

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8 pensieri su ““Zero Tituli”

      1. Stefano Sensi è peggiore di Cristiano Zanetti. Sia tecnicamente che fisicamente (e ce ne vuole per avere un fisico più fragile e distrutto di quello di Cristiano Zanetti). Non a caso, quando quest’Estate l’Inter ha cercato di appiopparci il giocatore in questione, ho sperato con tutte le mie forze che l’affare non andasse in porto. Per fortuna poi Maleh non è tornato al Venezia, e quindi non si è liberato lo slot necessario per inserire Sensi: non che Maleh sia un fenomeno, ma in confronto a Sensi è oro (anche in questo caso sia tecnicamente sia, soprattutto, fisicamente). Grazie mille per i complimenti e per la risposta! 🙂

  1. sono interista anch’io, anche Herrera dopo i trionfi con l’Inter andò ad allenare la Roma non cavando il classico ragno dal buco, la storia si sta ripetendo, con l’aggravante che quello stronzo di Mourinho, mentre tutti festeggiavano il Triplete già stava tradendo l’Inter

    1. si in effetti hai ragione e poi tendenzialmente mi affascinano quei allenatori che sono miti di carattere come Pioli, Inzaghi o Spalletti che chiedono poco alle società e non creano problemi… non credo che essere “aziendalista” sia un difetto… Mourinho ormai ha fatto il suo Tempo, non ha voluto aggiornarsi come avviene in qualunque professione… criticare apertamente i giocatori e la società mi è sembrata una caduta di stile

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