Archivi giornalieri: 7 giugno 2022

Ma che colpa abbiamo noi…

“Ma che colpa abbiamo noi…”

Questa canzone dei Rokes di quasi 60 anni fa sembra fare da eco e da manifesto alla situazione che stanno attraversando i nostri giovani qui nel Bel Paese.

E i riflettori vanno di diritto alla Nazionale di Calcio di Roberto Mancini che complice la mancata qualificazione ai Mondiali ha aperto un nuovo ciclo dando spazio ai nostri giovani calciatori bistrattati e non considerati dai Club di Serie A.

Un campionato, il nostro, in cui oltre il 60% degli atleti sono di Nazionalità straniera e quei pochi italiani che giocano negli undici titolari di certo non appena usciti dai nostri Vivai.

Ed ecco che la mossa di Mancini sembra più quella della disperazione. Purtroppo il movimento calcistico italiano è in crisi e questo lo sappiamo benissimo.

Non soltanto nel calcio ma anche nella nostra Società ci si accorge di “Loro” solo nei momenti disperati. Dall’Istruzione fino al mondo del Lavoro si investono poche energie sul futuro della nuova generazione per chiedere e pretendere da loro la massima collaborazione e un proficuo impegno solo nel momento del bisogno.

No così non va.

Noi Italiani siamo un popolo che ama nascondere la “polvere sotto il tappeto” pur di non affrontare, nell’immediato quei problemi tipici di una identità culturale ancora troppo conservatrice e antica.

Lungi da me da esprimere giudizi, io che ormai sono “un giovane adulto” ma sono stanco di vedere le nostre nuove generazioni portate al macello per una ideologia priva di senso e meccanismi arrugginiti dalla nostra ipocrisia.

Negli ultimi anni nella nostra società, anche quella sportiva, si sono proclamate nuove bandiere, respirando un nuovo clima, un nuovo vento rinfrescante ma poi,noi tutti, partendo dai politici, quello che manca è il coraggio di cambiare. Il coraggio di intraprendere una nuova via, anche quella più impervia e rischiosa.

Purtroppo il nostro tempo non sembra avere poi così tanto tempo e a 18 anni, quando si è ancora adolescenziale, gli si chiede ad un individuo di essere già pronto e pronto per essere sacrificato nel mondo del lavoro.

Chi sbaglia a percorre una strada, o anche solo un pensiero, è perduto.

“Chi ha tempo non aspetti tempo…”

Ecco ci voleva proprio questo detto.

Perdonatemi per il mio puerile pensiero.

Buona giornata

Raffaele

“non scrivi più poesie…”

Nel mio malessere diffuso sulla mia Vita che mi sta attanagliando da qualche giorno mio padre, al termine di una franca discussione, mi ha fatto notare che nella mia più totale rassegnazione ha notato che io non scrivo più poesie.

E questa cosa mi ha un pò spiazzato, a dire il vero.

Si è vero non scrivo più pensieri poetici a raffica o in maniera costante come un tempo. Quel briciolo di Felicità che mi è rimasta non mi consente di far nascere nuove e leggiadre parole, il mio cuore sembra avere esaurito la sua funzione primordiale di conservatore della mia gioia e spensieratezza.

Mio padre, all’interno di una discussione, mi ha rinfacciato questo piccolo aspetto. Poteva farmi notare molte cose che di me non vanno in questo periodo eppure ha sottolineato la mia “astinenza” di parole.

Non me l’aspettavo. Ci sono giorni in cui riesco a produrre qualche pensiero ma via via essi si fanno sempre più rari. Adesso per tradurre in lettere una folle emozione ho bisogno di essere investito da una violento temporale in cui la mia anima si scuote quasi a stento.

Raffaele