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Luce

Ho intravisto uno spiraglio di Luce molte volte durante le mie assenze in questa Vita. Mi è bastato accarezzare una croce, una piccola croce di legno custodita nel mobiletto della stanza in cui dormo per capire che in fondo io non sono così solo. Giro e rigiro le mie parole, lontano dal terrore e dai miei errori che vivono ancora sulla mia seconda pelle. Le ferite sono tante, tatuate anche suoi miei sogni che non si permettono ancora di prendere a schiaffi la mia felicità, di infettare i miei giorni che cercano ancora uno spiraglio di Luce in fondo ad un salto nel buio. Sentirmi libero fin dentro l’anima quando sento la Tua Voce nel dolore di un cielo che ancora coraggiosamente custodisce gelosamente nuove emozioni nel vento di questi schivi ricordi. Ascoltare la musica del tuo cuore mentre dipingo la mia stanchezza e cercare di scappare dalla quotidianità che mi rende schiavo nella monogamia dei miei pensieri che ancora si rendono folli perchè non comprendono la freschezza della Tua umile ma eterna eredità, una promessa mantenuta nel Tuo sangue, nel perdono dei nostri e dei miei peccati. Perchè sai colmare il tempo in una notte d’estate e cerco ancora riparo sotto la Tua croce… scusami il disturbo…

Raffaele

Volo

“Quando l’Amicizia ti attraversa il cuore, lascia una emozione che non se ne va, non so dirti dove ma succede solo quando due persone fanno insieme un volo”… il volo di una piccola farfalla, germoglio del destino, e che cerca riparo all’interno del nostro cuore clandestino…

L’ Amicizia come un atto di coraggio verso l’immensità di un ricongiungimento, di un abbraccio dopo un lungo addio…

Raffaele

Come una foglia…

Come una foglia e il sottile strato di brina ad renderla magica, spensierata, glorificata nel suo ultimo atto di Vita. E quel freddo che ti fa perdere ogni colore, che entra nelle membra e ti rende partecipe del suo dolore. Dopo un pò, dopo un attimo di titubanza e di lontananza dagli occhi del cielo ci si fa l’abitudine ad ogni latitudine del proprio corpo che come una esile foglia cerca solo nei passanti un ricordo, un velo di malinconia per non calpestarla nella fretta di una Vita che a volte si dimentica della bellezza della fragilità. E lo strato lunare di brina ci ricorda che spesso la malinconia è un luogo privilegiato dove far riposare la nostra felicità, tralasciare schegge infette di ipocrisia e capirsi all’interno di una lussureggiante aritmia di ricordi che profuma come la sabbia nel cuore mattino. “Ciò che siamo forse non lo saremo mai” per giunta allo scoccare del rintocco dell’ultima preghiera di mezzanotte, orfani di un universo che ci ha visti figli di una gioia smisurata ma a tratti consumata dal rancore di non aver vissuto le nostre lacrime. Ma andiamo avanti, aspetteremo il bacio improvviso della primavera quando vorrà accarezzarci, aspetteremo una promessa non mantenuta o quella poesia non ancora compresa in ogni suo lieve e immacolato verso tardivo… aspetteremo di essere spettatori, anche nel gelo invidioso e scontroso dell’inverno, della nostra timida e silenziosa bellezza.

Raffaele

Monologo interiore

Questo è un limite

sensazione astratta

libero

astinenza

vado in scena

monologo interiore

solitario

intimo bacio

il mistero di anni inconfessabili

mettersi al servizio della fanciullezza

canto

recito

e piango

una commedia nostalgica

va in scena

una penna per disegnare

il mio spazio privato…

“Venite, siete i benvenuti”

fluiscono le mie gioie

fluiscono giorni sani

nel cuor latente

un cartellone con scritto

“Oggi comicità seria”

vanno in scena il mio sentimento

realizzato in luoghi

privi di godimento

spirituale

vado in scena

non sono ammesse interruzioni

ne eventuali repliche.

Raffaele