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Piacevoli imprevisti

Per questo pomeriggio avevo programmato di vedermi su Sportitalia la finale del campionato giovanile tra Atalanta e Empoli ma poi poco fa un ragazzo dell’oratorio mi ha inviato un messaggio dove mi chiedeva se ero disponibile per una partita di calcetto…

certo! Certo che mi va! Certo oramai sono un portiere che si appresta alle pensione ma il desiderio di passare un’ora con alcuni miei ragazzi dell’oratorio mi riempie il cuore di felicità…

A vogliaaaa a farmi goal!

Piacevoli imprevisti… mai programmare troppo la propria esistenza!

Raffaele

Torno subito… ma anche no!

Sono un pò vecchietto e credo di avere un pò di esperienza qui sul blog e so che in questo periodo molti di noi vanno in vacanza e mettono e metteranno in stand-by per un mese o due il proprio spazio virtuale annunciando per il loro ritorno alla quotidianità grandi cambiamenti… io francamente a queste pause e prospettive di grandi cambiamenti non ci credo molto, per me non sarebbe salutare per la mia ispirazione staccare la spina per un periodo così lungo con il mio blog. In nove anni di “Lascia Vivere il Pensiero” mi sarà capitato forse una volta. Non lo so ma non credo molto a queste pause, mi mettono un pò d’ansia anche perchè se ho qualcosa da dire o da comunicarvi non posso rispettare le mie vacanze. Ho provato in passato anche qui sul blog di digiunare per un pò ma è stato deleterio. Certo ci sono periodi che vi scrivo quasi tutti giorni e periodi in qui mi faccio sentire più di rado ma dipende dal mio grado di alta ispirazione. Forse sbaglio ma la penso così. Per me la poesia non va mai in ferie magari il caldo può ostacolare il flusso delle mie parole ma l’arte non conosce periodi di pause, non conosce e non ha particolari stagioni…

E voi, la pensate come me?

Ci sentiamo… oh non mi lasciate solo in questo periodo estivo eh?! 😛

Buon lunedi e buona vita 🙂

I lati più fragili della mia Felicità.

Dopo nove anni credo di essere uscito da un lungo tunnel che ha coinvolto i lati più fragili della mia Felicità. E’ come se io fossi vissuto all’interno di una stanza priva di finestre. Con pareti che avevano strane sembianze di cieli notturni e privi di stelle e poi niente. Mancanza di aria e tanto senso di soffocamento. Questa è la sensazione che ho provato per nove anni. Ora sono comparse all’interno di queste quattro mura delle piccole fessure dove intravedo un tenue orizzonte. Posso contemplare l’estate e posso respirare con la mia stessa aria e non quella non filtrata da universi paralleli: un’aria pulita, priva di scorie radioattive, un’aria incontaminata e che viene direttamente dai prati appena curati del mio cuore che per lungo tempo è stato incatenato dalle leggi autunnali del mio pensiero. La mia anima può ascoltare l’eco fecondo del mio presente senza troppo disturbarsi a sentire i rimbrotti del mio passato, senza essere assillato dall’organigramma empirico del mio futuro, senza assillarmi se per ogni mio battito di ciglia tutto ha un senso, senza testare sotto un sole cocente l’elasticità emotiva delle mie parole, senza dettare clausole vessatorie alla mia imminente ispirazione.

Il tempo in parte mi ha aspettato, a volte mi ha illuso, a volte mi ha giudicato ma è stato paziente mentre provavo a scavare nelle profondità argillose delle mia felicità.

“Ormai sei guarito Raffaele, il peggio è passato…” eppure piccole gocce di solitudine sono rimaste nella mia vita, come se alla fine dovrei comprendere piccole zone d’ombra ancora rimaste nella mia nuova stanza, tra poster di Sport, frammenti di poesia, quadri impressionistici e la musica di Battisti come sottofondo a svegliarmi di primo mattino… come se queste piccole superfici ombrose mi volessero accompagnare nel mio ultimo viaggio non più in terra straniera ma in un luogo dove le mie paure altro non sono che un atto di coraggio per scrivere una nuova sceneggiatura del mio destino.

Non lo so, forse non guarirò mai del tutto o forse non me la sento ancora di guarire perchè la mia anima si sta abituando con fatica alla mia nuova libertà, a nuove forme geometriche della mia fragilità a sentirsi corsivo dentro un racconto alla ricerca di un lieto fine, di un confine che mi separi dall’altra metà di una parola.

Ritornare ad essere un fiore prima che la primavera decide di abbandonarmi dentro altri versi, prima che si inabissi nelle profondità mistiche del mio silenzio…

conservare quella libertà mentre osservo un tramonto lungo una scogliera, mentre cerco di profetizzarmi nei miei lati più fragili della mia felicità…

e poco importa se “Cio che sono, forse non lo sarò mai…” un ultimo ballo prima di mezzanotte.

Raffaele

Evaporazione

Ed io che ieri pomeriggio mi perdo “volontariamente” la finale del Campionato Italiano di Rugby vinta da Rovigo la squadra di cui per altro faccio il tifo… con tanto di rammarico successivamente e imprecando circa la mia costante pigrizia che mi affligge da un bel pò di tempo. Sono sempre stato un amante dello Sport a 360 grado ma nell’ultimo anno ho perso un pò di grinta e costanza. Non ho seguito più il Volley femminile e poco sono stato attento alle dinamiche interne del mondo della palla ovale e del Futsal. Ho seguito il calcio e la mia squadra del cuore solo il giusto con la speranza di non fare scherzi con gli Europei che sono alle porte. Anche qui con il blog e con la scrittura in generale ho perso la mia brillantezza ma mai voltando le spalle al fascino per le parole. Diciamo che la costanza in ogni settore della mia Vita non è mai stato il mio piatto forte. Come nella Spiritualità, nell’Amicizia, nello Sport ho avuto dei costanti “up e down” consapevole che dovevo sfruttare tutto me stesso quando stavo in vetta alla mia più sublime ispirazione. Non sono mai stato bravo a sufficienza nel pormi un obiettivo anche se di natura strategica e portarlo fino in fondo. Basta che mi mancano un pò di stimoli ed ecco che tutto ciò che ho costruito si sgretola come con un castello di sabbia…

Non so se pure voi vi trovate alcune volte nella mia stessa condizione. A volte non riesco mai a gustarmi nessun sogno perchè so che ad un certo punto tutto in me evapora. Forse dovrei affinare ancor meglio la mia forza di volontà o forse il mio tempo mi presuppone un radicale cambiamento di stile di vita di cui forse non ho ancora ravvisato la sua forte presenza…

Non saprei… oggi per esempio fosse per me passerei tutta la giornata a letto…

Che palle… quando faccio così non mi sopporto…

Sono un caso disperato? 😛

Raffaele