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Piccole Confidenze- Una scelta per la Vita…

Era un pomeriggio di fine Agosto dello scorso anno. Mi stavo preparando per uscire con gli amici per andare in pizzeria in un paese vicino al mio. Una serata di allegria e spensieratezza. All’improvviso mentre stavo ritornando a casa dopo una passeggiata con il mio cane mi ha colto un senso di agitazione poche volte capitato in vita mia. Uno strano nervosismo mi ha destabilizzato e colto alla sprovvista… piano piano riecchieggiava in me uno strano desiderio che così senza bussare alle porte del mio tempo mi obbligava ad erigere questa azione: andare dal tabacchino e comprarmi un pacco di sigarette. Le classiche, quelle che mi facevano compagnia sin dai tempi del quinto anno di scuola superiore. Una volta comprate, cerco un modo di nasconderle bene nella mia borsa e non lasciarle allo scoperto magari sul tavolo della cucina. Di colpo inizio a sudare, ad agitarmi. Dentro di me pensieri tempestosi si accumulavano nella mia testa “Ma che diamine stai combinando Raffaele”. Bho forse era il mio senso di colpa o la mia coscienza che provava ad evocare in me un messaggio netto e deciso. Mi accorsi che stavo facendo tardi all’appuntamento con i miei amici ed io ero bloccato, cementificato nel salotto con questo pacchetto di sigarette nella mia mano appena comprate. Avevo appena fatto in tempo ad aprire la confezione e a sentire il profumo del tabacco. Stavo cercando un accendino da portare con me fuori a cena. Non ricordo bene gli attimi successivi a questa tempesta emotiva. So soltanto che presi la pattumiera del cane e buttai con rabbia quel pacchetto, pentendomi anche di aver sprecato 5 euro che mi sarebbero serviti anche per la serata. Rimasi fermo e immobile per alcuni minuti ad osservare la spazzatura e a capire cosa diavolo fosse successo in me ma un velo di gioia mi travolse. Forse dopo 12 anni avevo deciso di chiudere con i miei scheletri nell’armadio, di recidere quella piccola parte di me che non mi piaceva. Eppure non sono mai stato un grande fumatore, non avevo un reale vizio. Gustavo una sigaretta solo per un intenso momento di piacere che ora non comprendo più. Quando si è giovani certi vizi li prendiamo per il desiderio di sentirci grandi o di apparire magari dei fighi non conoscendo poi il virtuoso e concreto motivo della nostra scelta. Fumavo di nascosto ai miei specie quando non ero in casa e a volte me le offrivano ed io non rifiutavo. Poi nell’ultimo periodo al loro utilizzo mi tendeva a pizzicarmi e a bruciarmi la gola e così in quel giorno folle di agosto decisi di non continuare più a bruciare la mia Vita…

Una scelta per la Vita

Raffaele

Disintossicarmi

Ho bisogno di disintossicarmi, di ripulirmi, nel rimanere solo con la mia ombra: apprezzarla e amarla. Ho bisogno di tagliare le doppie punte dei miei pensieri, di fare una parafrasi completa e dettagliata della mia felicità che cerca consenso in questo mio mondo di illusione e mite contraddizione. Ho bisogno di un bicchiere di vino e di brindare alla mia nuova solitudine, di capire come posso star bene da solo insieme alla mia poesia ad ogni latitudine e non sentire più l’altra metà di me stesso. Aneddoti e contro indicazione, arriva il treno ma cerco un viaggio più comodo per le mie amnesie notturne. Cerco un sentimento che mi rinfreschi il cuore dentro un frigo bar, come vorrei non andarmi via visto che mancano ancora 359 giorni a Capodanno, perchè il resto della quiete sarà il perenne divincolarsi da questa realtà, perchè alla fine le stelle sono sempre le stesse e non mi basta truccarmi per accendere la televisione e trovare le trasmissioni che parlano soltanto dei miei ricordi. La bocca brucia. Il suono del passato che si fa più denso. Finestrini appannati. La vista che latita specie da vicino. Non vedo i miei passi che seppur incerto ridisegnano un nuovo percorso, un segreto cammino, mettermi a nudo, respiro profondo. Capolettera. Scrittura in corsivo… E aspettare che questa nebbia si dirada e guardarmi non più solo in mezzo a questa strada…

Raffaele

Riscatto

Questo post e la sua ispirazione mi è nata questa mattina quasi per caso, mentre mettevo a posto, in cantina, alcuni vecchi e ammuffiti libri. E tra questi ho trovato uno di Danielle Steel: “La lunga strada verso casa”. E’ un romanzo che avevo iniziato ad assaporarlo alcuni anni fa e chissà per quale motivo ne ho smesso la sua “degustazione”. E’ una storia di perdono e di riscatto di una tribolata esistenza di una esile fanciulla. E appena potrò questa mattina lo inizierò a leggere spero con più entusiasmo e fiducia della prima volta. Questo libro apparteneva alla mie sorelle in realtà ma diciamo che l’ho preso in prestito da loro per il semplice fatto che le storie di coraggio e di rivalsa umana di voi donne mi ha sempre affascinato. Infatti ho un altro libro di questa autrice (famosa nel mondo per aver venduto oltre 550 milione di copie delle sue opere) :”Il cerchio della Vita”.

Nella mia modesta e umile raccolta di libri ho le opere di Orianna Fallaci, “La passione di Artemisia (Gentileschi)” di Susan Vreeland, la raccolta di poesie di Emily Dickinson, “Una stanza tutta per sè” e “Crociera” di Virginia Woolf, alcuni capolavori di Margaret Mazzantini tra cui “Non ti muovere” e “Venuto al mondo” (il mio preferito) e infine due romanzi di Isabel Allende.

Insomma quasi il 40% delle opere che ho a disposizione nella mia libreria sono di autrici femminili proprio per la voglia di conoscere e approfondire l’universo femminile visto che l’uomo tende ad essere molto autoreferenziale e quasi “monocromatico”, non sempre per fortuna.

Non so se è stata una mia scelta oculata ma quando entro in un negozio vengo sempre colpito da un libro di una autrice famosa o semi sconosciuta che sia. Proprio adesso ho dato un occhiata e mi sono accorto di averne di opere vostre nella mia stanza… forse ho un mio piccolo lato femminile che ha bisogno di più attenzione, non saprei 😛

Buona Giornata Amiche ed Amici! 🙂

Buona Vita 🙂

Raffaele

Ripartenza, il mio blog

Questa mattina ho lasciato, dopo due anni, Instagram. Mi sono congedato per dedicarmi alla mia piccola bottega del pensiero. E lo faccio dopo che il mio settimo anno di attività ha portato con sè un pò di carenza di stimoli. Eh… la vecchiaia si fa sentire pure per me!

Ho lasciato i social perchè vorrei in questo anno da me tanto invocato con ardore rilanciarmi. In questo ultimo periodo di pausa con il blog ahimè ho perso un bel pò di amici. In questi sette anni di scrittura non ho mai cercato alcun tipo di visibilità o consensi. Ripartirò con quella povertà di spirito che spero mi contraddistinguerà nella mia prossima esistenza. Vi seguirò con più attenzione, anche dal mio i-phone. Insomma… preparatevi, vi romperò le scatole! 😛

Scoprirete più piano le mie rubriche, le mie intenzioni future. Non sarà facile ma ci proverò, anche con il vostro aiuto, certamente.

E’ vero che anche qui è pur sempre uno spazio virtuale ma nella parole trovo il volto del mio cielo. Ed ho capito, spero non troppo tardi, che questo è il mio luogo, la mia poesia più intima e riservata dove esprimermi e sperimentarmi.

Non sarà facile, ma almeno ci proverò…

Una nuova ripartenza.

Buona Vita 😀

Raffaele

Ripartenza

Sembra proprio che il termine “RIPARTIRE” sia quello più usato qui tra gli articoli del blog. Un pò perchè sempre il Capodanno ci permette di fare un inventario di ciò che ci è andato storto negli ultimi 365 giorni e un pò perchè quest’anno lo ricorderemo per sempre nella nostra Vita.

Personalmente è stato un anno ibrido, incolore, avaro di sentimenti cercando a tutti i costi l’innamoramento o quella botta di sedere finale per dare un senso alle mie ultime fasi della mia giovinezza. E’ stato come leggermi dentro un lungo romanzo e non capire alla fine la morale, perdermi in lunghi capitoli ed aspettare con ansia la fine della trama importandomi poco di come andrà a finire. In questi momenti non mi sto caricando troppo di aspettative e di progetti che rischiano di essere ancora fuori dal mio perimetro. Ripartirò certamente dalle mie ansie e dalle mie paure vedendole da un’altra prospettiva e magari affrontando la vita con un pizzico di strafottenza, quella sana e non duratura, con quella testardaggine nel credere ancora nei miei sogni sigillati e murati nel mio cassetto e che ancora non hanno visto la luce… per il resto spero di cavarmela e di dare nuove note alla mia esistenza…

“…l’han chiamato vivere!”

Raffaele