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Dove sei finita? parte seconda

foto tratta dal web

 

Tra i libri di scuola sembravi un’opera mitologica. Una eroina che ci ha salvati da ogni forma barbara e corrosiva della dittatura, da graffi umilianti a questa docile e indifesa nostra umanità. Sembravi essere scultorea e invincibile e ogni goccia del tuo principio fondatore diventava un oceano in cui spiaggiarsi dolcemente mentre accarezzavamo con cura le onde melodiche del tuo credo. Sembravi essere premurosa ai dolori di questo tempo azzoppato dalla troppa voglia di scalare pensieri ancora impervi, perchè la bellezza del bene comune è avere un ventaglio di opinioni da baciare delicatamente con quell’aroma da caffè appena svegli e sorseggiare anche le diversità adagiate come marmellata su questi pensieri croccanti ma troppo friabili…

ma ultimamente abbiamo bisogno di digiunare, di avere la mente occupata da spiragli di venti gelidi e polverosi… troppo zucchero ci ha fatto male

perchè ahimè il rischio è forte ed è quello di strapparci di dosso questo vessillo di libertà e vedere solo gli stessi tramonti autunnali come un colpa netto allo stomaco all’improvviso…

senza fiato…

abbiamo ancora tanta fame…

Raffaele

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Destino

Noi riusciamo ad avere una conoscenza soltanto parziale anche di quei fatti che influenzano concretamente il corso della nostra vita ed il nostro destino finale. Ci accadono poi altri innumerevoli avvenimenti, così si possono chiamare, che tuttavia senza neppure tradire il loro avvicinarsi ci sfiorano e trascorrono senza produrre alcun risultato e proiettare luci e ombre nella nostra mente. Se potessimo conoscere tutte le vicissitudini  nel nostro destino, la vita sarebbe troppo piena di speranza e timore, di esultanza e di disappunto e tale da non permetterci anche una sola ora di vera serenità.

Racconti narrati due volte, Hawthorne

Stanotte guardiamo le stelle…

foto tratta dal web

 

“Allora le dico che un giorno, a otto anni, sono tornato da scuola giocando con dei sassolini, che era il mio modo di passare il tempo visto che dovevamo camminare più di mezz’ora a piedi da solo. Ma quel giorno, quando sono arrivato a casa, la casa non c’era più. Non mi sono strappato i capelli, non mi sono messo a urlare. Tutto quello che ho fatto è stato sedermi su un muretto e mettermi ad aspettare che qualcuno mi venisse a prendere… Non ero nè triste nè felice, giocavo con i miei sassi e mi chiedevo chissà perchè quel giorno la strada di casa proprio non me la ricordavo…”

Stanotte guardiamo le stelle, Ali Ehsani

Un capolavoro, ve lo consiglio assolutamente di leggerlo!

Intarsi di pensiero

foto tratta dal web

 

”. E così tutti i giorni, cerco una risposta tra una assolata e fresca canzone rock del Liga e i sorsi di veleno quando spalanco la mia comicità stravagante di un mondo che nonostante tutto non affonda nel centro di una primavera che prima o poi ci farò amicizia. Quanti treni sono stati puntuali con le mie vite e quanti ho preferito ignorarli credendo in una unica sfumatura della luna che a braccia conserte mi fissa dall’alto del suo inferno, mentre la notte cala ed io scrivo bugie, nonostante tutte le mie vite appese in diversi secondi di un tempo pallido e troppo istintivo. Istintivo, non cerco l’attesa del compimento, non cerco l’inarcamento di una nota che cita me anche se non sono presente con il piacere non sentendo l’onda che sbatte contro le mie fragilità, un urlo che sente bene la sua vita. Mi viene bene fare la vittima, l’agnello sacrificale, non so se serve a qualcosa e faccio un bel giro tondo mentre attendo sulle ceneri della mia anima un tuo cenno, una tua risposta e se chiedo l’impossibile un tuo bacio.

Raffaele