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Prigioniero

La prossima settimana il mio blog si vestirà di musica, tra i ricordi più belli della mia adolescenza.

Lo faccio per affrontare il mio passato. Per parlarci un pò. Un dialogo intenso e spero risolutivo per scacciare via quella paura che annebbia ogni battito del mio cuore.

Eppure è una paura che un pò stranamente solletica la mia Felicità mentre la mia malinconia rimane inoperosa e un pò invidiosa.

Ieri sera mi è capitato di ascoltare su Youtube una buona fetta di musica di inizio secolo che mi ha fatto emozionare e che mi accompagnato per tutta la mia gioventù.

Forse ho la sindrome di Peter Pan ma ho tanta paura di diventare grande, di assumermi le mie responsabilità e provare a camminare da solo senza l’aiuto di mio padre o di una ragazza cercata invano per tutto questo tempo.

Forse la Vita in un futuro non troppo lontano mi riserverà un’altra adolescenza o forse mi dovrò aggrappare a questi ricordi affinchè il mio cuore non crei troppo trambusto con il mio destino.

Non lo so…

Raffaele

Invidia

Non saprei che colore dell’arcobaleno rappresenti l’Invidia.

Ma lo ammetto in quest’ultimo periodo sono molto invidioso. Invidioso della Vita degli altri. Non del loro successo ma della loro esistenza, di come la vivono, di come la giocano punto su punto, di come ricamano il loro destino con quella spensieratezza che li contraddistingue anche in un giorno di pioggia.

Tendo ad osservare scrupolosamente la Storia di ogni Vita che sfiora la mia ombra e quello che ne esce è una sorte di tristezza perchè mi rendo conto che a 33 anni ho percorso ed esplorato troppo poco i miei orizzonti. Gli altri per raggiungere la loro meta hanno fatto degli immani sacrifici, si sono feriti, hanno bruciato la stoffa dei loro vestiti e magari conosciuto periodi di siccità emotiva mentre io mi affatico soltanto per aprire di notte le porte ai miei sogni, di conservare e preservare la mia Felicità in un tempo che mai conoscerò perchè troppo pesante per le mie parole… e si perchè la mia mente è solo una cantina dove lascio fermentare antichi pensieri mentre per gli altri essa è il luogo della follia, della spensieratezza, della leggerezza e non di una fermentata sedimentazione di una mia emozione che fa fatica ad uscire dal suo bocciolo e farsi riconoscere dalla sua mite natura.

Non conosco più la mia scrittura, non conosco più le mie domeniche e ogni canzone cantata in ogni giorno di San Lorenzo ad osservare un cielo privato, tutto per me.

Il tempo che si manifesta come tuoni che mi allertano e mi svegliano dal mio letargo.

Dormo troppo, vivo poco. Ho sognato così tanto che potrei ricavarne una opera teatrale ma vivo solo di improvvisazione.

Raffaele

Sveglia

La cosa buffa sapete qual è?
E che spesso mi perdo l’ultimo puntata delle serie tv come “Lost” o “The Bing Bang Theory” rimanendo con un velo di tristezza perchè non so come i destini dei protagonisti si sono evoluti al termine degli episodi.
Ma poi penso nella mia testolina un pò malandata: “E se mi perdessi anche il finale della mia stessa Esistenza?”
Se dopo anni a raccontarmi attraverso la poesia e il pensiero mi perdessi o rinunciassi a percorre gli ultimi tratti, istanti della mia gioventù… quale peccato morente potrei ora commettere?
Dovrei chiedere al Creato di impostare la sveglia quando sarà il momento catartico… pop corn, una bella birra e li pronto a divertirmi a guardare il mio finale… spero il più comico possibile!

Raffaele