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Radici

Sradicare le radici di un albero secolare, sentire sulla pelle il calore di una pietra lavica, la mancanza di aritmie dal cielo… da esso mi giunge una preghiera, un invito a cogliere l’essenza da un petalo giubilante di questo sangue mescolato al mattino. Da oggi sia libertà. Intarso dell’anima. Punto sospeso che trabocca nel deserto mistico della mia infanzia che contrae muscolarmente ogni mio dissidente orizzonte spoglio delle sue origini oniriche…

e rimango sospeso, in attesa…

Raffaele

Mi hanno colpito

Mi hanno colpito le immagini dei vari assembramenti dei giovani vicino ai locali. Alcuni senza mascherina e con il distanziamento andato in malora. Sono un giovane anche io anche se inizio ad intravedere qualche riflesso del mondo adulto e in parte potrei capire qualche esile atteggiamento di questi giovani dopo un anno che ha visto privarsi della loro libertà e in parte capisco il giudizio molto severo dei grandi. Ma noi giovani dobbiamo capire che la libertà tanto evocata di questa tempi va conquistata anche con la forza della disperazione e non solo con l’enfasi di una ostentata ribellione. I giovani devono capire che la felicità la si può scorgere anche tra le piccole cose, quelle esili e che a volte sfuggono da ogni nostra mite attenzione. Io non sono un moralista e non lo farò nemmeno con i miei coetani ma per esempio io stasera sto andando in oratorio con solo 3 amici per passare a malapena una mezzoretta insieme, se ci va bene. Sono forse esagerato o eccessivamente prudente? Non lo so… so soltanto che mi basta solo quel piccolo tempo per divertirmi senza andare per forza a bermi un drink in mezzo a centinaio di persone. E non ci credo quando dicono in giro che i giovani sono prevalenti incoscienti… bisogna stringere soltanto i denti… anche perchè fin quando una persona sarà etichettata come giovane non solo nella sua carta di identità avrà sempre gli occhi addosso, è così purtroppo… riscopriamo il valore di una chiamata, di un messaggio, diamo valore a questo silenzio… è una realtà nuova per tutti, in fin dei conti anche loro stanno diventando maturi prima del dovuto. Ancora un pò di sacrificio anche perchè solo quando ritorneremo ad essere veramente liberi ne capiremo la sua vera essenza. La mancanza di libertà non vuol dire digiunare emotivamente, non vuol dire smettere di innamorarsi, soltanto dobbiamo modellare diversamente la nostra esistenza. Facciamo come i bambini a cui basta un foglio bianco e una matita per iniziare a sognare…

Raffaele

Leggenda metropolitana

Leggenda metropolitana, sfarzosa vita. Campagna elettorale scontrosa e lamentosa, accentuata a conversazioni lentigginose mentre sorseggio dell’alcol acrilico prima di fumarmi un altro tuo giovane segreto. Stivali da cowboy e giacca da uomo su misura per redimere un opinione tagliente, scaltra, brillante, veicolante che seduca la pulizia sofisticata delle mie eleggibili parole pandemiche. Preambolo di un luogo pulito e poco accogliente per farti scomparire nel sarcasmo di queste facoltose parole. Una impronta, un’ombra sterile per attirarti turista delle mie membra. Stimolante ed e elitaria mia insicurezza di proteggerti a ridosso di un compiacente e gemente gioco di sguardi, ortodossi nello specchiarsi e non decifrarsi di fronte a una rapinata memoria… monogamia di complicanze attraenti…

Raffaele

A volte mi chiedo…

A volte mi chiedo,

come sarà il mio futuro respiro,

il mio prossimo battito del cuore,

il sapore di una carezza o l’enfasi di uno schiaffo,

la lettura del mio risveglio dopo una notte insonne

teso a costruire sogni di sabbia e polvere,

la rilegatura di parole scolpite fin dentro il mio silenzio,

la sorpresa di un bacio e la sua freschezza, incandescenza

nel proferirmi schiavo dei miei stessi e addomesticati ricordi…

a volte mi chiedo e mi chiederò se queste mie parole

nella lacrime versate dai tuoi occhi avranno ancora un senso…

Raffaele

Sto bene grazie…

Mi sono messo alla prova ogni giorno della mia Vita. Mi sono umiliato, il destino ha sfregiato il mio volto perchè mi era impossibile vedere l’orizzonte prima che questo freddo prendesse a schiaffi il mio cuore. Sono povero con quei pochi sogni che mi restano appena stirati\planati\ fiore in bocca ammaestrato da una tua voce da un palcoscenico pubblico silente emozione che preme forte il mio cuore ancora una volta transizione\inibizione di un pensiero scarno adagiato su un muretto a fumare il degrado di questo presente che beve spumante dalle mie scarpe ancora consumate. Ma non sono un amante, chiudo gli occhi e corro follemente dentro questo vortice che affoga il mio rancore, ogni sapore, ghigno, sorriso perduto, bevo veleno mi sento felice ancora se mi tuffo dentro un disarticolato diamante donato a te nell’enfasi di un tramonto ombrato. Logoro, logorroico, zona confortevole, felicità amorevole cambio le regole del gioco troppo velocemente, senza troppi particolari… Quale sarà la mia prossima mossa?

Raffaele