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Attenzione… spoiler in corso d’opera…

Attenzione… spoiler del finale del film di Ficarra e Picone “L’ora legale”… anche se è passato un anno dall’uscita ma non si sa mai… una riflessione su questo film che mi ha fatto molto ridere ma anche riflettere sulla reale cultura del pensiero di noi italiani…

Il finale non mi è piaciuto. Non mi ha fatto ridere. Mi ha lasciato con l’amaro in bocca di un dolcetto non gustato a dovere dopo una buona cena. Speravo che alla fine vincesse il giusto nonostante tutto il film sia una enorme parodia delle contraddizioni che viviamo noi in questo paese che spesso perde la sua ragione. Speravo che i cittadini del paese rifiutassero del dimissioni del Sindaco, capissero i loro errori, ma invece il finale ricalca tutto il mood del lungometraggio. Un paese che ritorna nel suo oblio, al suo parziale benessere… perchè la legalità preclude delle scelte dolorose e impegnative a cui spesso noi non siamo pronti. Per niente… perchè chiudere gli occhi e far finta di nulla. Nascondere la polvere sotto il tappeto. Speravo nel lieto fine, e c’ho sperato fino all’ultimo… Un messaggio forte di un film che comunque ha trattato tematiche importanti. Salvare il posto dei dipendenti o chiudere una fabbrica che inquina? Per esempio, tipo caso Ilva. Le mazzette, la corruzione. L’assenteismo nella pubblica amministrazione… il sindaco votato al cambiamento che che nasconde anche lui, come i suoi concittadini, gli scheletri nell’armadio come raccomandare sua figlia al conservatorio…

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra!”

Purtroppo siamo tutti moralisti, prima di giudicare il prossimo un mio amico, un mio parente, il mio vicino di casa dovrei prima spogliarmi della mia ipocrisia e farmi un bel bagno di umiltà…

Raffaele

Battersi il petto

Il pubblicano, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo:” O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, torno a casa giustificato.

Luca 18, 9-18

“Chi si umilia sarà esaltato”. A volte, noi cristiani, ci comportiamo come il fariseo che si fa bello e perfetto davanti al Signore perchè si ritiene un giusto osservando tutte le buone regole, pregando e digiunando assiduamente. A volte crediamo che fare la Sua volontà basta osservare tutti i suoi precetti, un pò come i dieci comandamenti che sono delle linea guida, ma l’errore che fa il fariseo è che non si dimostra umile di cuore nonostante esso si comporti bene e non commetti peccati come il pubblicano. Ecco l’essere umili di cuore, una dote che spesso manca nelle nostre comunità. Appartenere al Signore non vuole padroneggiarsi, vaneggiarsi, riempirsi d’orgoglio, l’essere un cristiano di serie A e denigrare i poveri peccatori. La povertà, la povertà di ognuno di noi che cerchiamo secondo le nostre fragilità di dare un senso profondo alla nostra Vita, un dono non imposto ma che dobbiamo glorificare ogni giorno davanti ai nostri fratelli. Batterci il petto e avere il coraggio di dichiararci peccatori, poveri e umili peccatori… perchè la nostra umanità non ha bisogno di eroi ma gente che nella sua semplicità santifica la vita degli altri, di chi antepone il proprio bene per la salvezza del prossimo… e francamente nella mia modesta fede non credo che Lui ci giudica per quanti errori abbiamo commesso in questo lungo cammino ma semmai per quante lacrime abbiamo versato e a quante lacrime abbiamo dato il giusto sapore…

Raffaele

Diciamo che…

Diciamo che… uno dei motivi per cui non partecipo al Palio del mio paese come anche in giochi vari dell’oratorio è perchè detesto perdere. Detesto perdere nei giochi di carte, di società oppure come bandierina ecc…. ho un sano spirito di competizione che strabocca e diventa esagerato e paradossale quando in gioco c’è qualcosa. Non riesco a prendere la competizione con sano spirito, con quella innocente felicità. Se vinco mi sento invincibile, se perdo anche a briscola mi sento un idiota anche per via della mia eccessiva permalosità. Accetto di “poco grado” le critiche altrui…

Vorrei solo vivere tutto con semplicità…

Raffaele

Il bello è che…

Il bello che noi, umanità dalle sembianze di un’arte barocca, riteniamo di avere poco tempo, dal tempo. Il giorno dura troppo poco e la notte sembra una solo effimera illusione, un solo battito di ciglia… eppure in altri contesti e in altri spazi dal mondo indefinito abbiamo poco tempo per il pensiero, la parola, per una riflessione o una nitida preghiera. Li, in quell’istante tutto tende a bruciarsi il tempo di un piccolo fiammifero… un piccolo boccone con cui nutrirsi prima della grande abbuffata… perchè non capiamo, forse, che noi stessi, in parte, siamo il tempo che cerchiamo…

piccola riflessione…

Raffaele

Evadere

foto tratta dal web

 

Perchè siamo costretti, ogni giorno, dopo una doccia, dopo un caffè, dopo aver fatto l’amore, dopo una sigaretta, dopo una gita fuori porta, dopo l’esultanza per un gol all’ultimo minuto… perchè siamo costretti ad evadere da noi stessi? Cosa è quella forza propulsiva che ci spinge ad uscire dai nostri confini nella speranza, flebile, di scovare nel tempo perduta una vita parallela con cui attingere nuove forze e nuovi sogni? Ed è un pensiero, il mio, che proviene dopo intense riflessioni ad osservare, lenire la mia anima che ancora cerca una risposta dal mio cuore… ma se siamo fatti “dalla stessa sostanza di cui sono fatti i sogni” allora implica che noi stessi siamo una realtà subordinata da essa stessa… ed è bello quando penso che magari la notte trovo riparo nei pensiero di una persona a me cara… a volte penso che ogni mia azione deve essere propedeutica nel sogno che un giorno diventerò… ed è una bella responsabilità, allora, essere elementi cardini per una nuova esistenza che si genera in continua evoluzione ad ogni gesto d’amore che porta il nostro nome… eludere la mia realtà così…

senza troppi pensieri…

Raffaele