Archivi categoria: Riflessioni…

Diciamo che…

Diciamo che… uno dei motivi per cui non partecipo al Palio del mio paese come anche in giochi vari dell’oratorio è perchè detesto perdere. Detesto perdere nei giochi di carte, di società oppure come bandierina ecc…. ho un sano spirito di competizione che strabocca e diventa esagerato e paradossale quando in gioco c’è qualcosa. Non riesco a prendere la competizione con sano spirito, con quella innocente felicità. Se vinco mi sento invincibile, se perdo anche a briscola mi sento un idiota anche per via della mia eccessiva permalosità. Accetto di “poco grado” le critiche altrui…

Vorrei solo vivere tutto con semplicità…

Raffaele

Il bello è che…

Il bello che noi, umanità dalle sembianze di un’arte barocca, riteniamo di avere poco tempo, dal tempo. Il giorno dura troppo poco e la notte sembra una solo effimera illusione, un solo battito di ciglia… eppure in altri contesti e in altri spazi dal mondo indefinito abbiamo poco tempo per il pensiero, la parola, per una riflessione o una nitida preghiera. Li, in quell’istante tutto tende a bruciarsi il tempo di un piccolo fiammifero… un piccolo boccone con cui nutrirsi prima della grande abbuffata… perchè non capiamo, forse, che noi stessi, in parte, siamo il tempo che cerchiamo…

piccola riflessione…

Raffaele

Evadere

foto tratta dal web

 

Perchè siamo costretti, ogni giorno, dopo una doccia, dopo un caffè, dopo aver fatto l’amore, dopo una sigaretta, dopo una gita fuori porta, dopo l’esultanza per un gol all’ultimo minuto… perchè siamo costretti ad evadere da noi stessi? Cosa è quella forza propulsiva che ci spinge ad uscire dai nostri confini nella speranza, flebile, di scovare nel tempo perduta una vita parallela con cui attingere nuove forze e nuovi sogni? Ed è un pensiero, il mio, che proviene dopo intense riflessioni ad osservare, lenire la mia anima che ancora cerca una risposta dal mio cuore… ma se siamo fatti “dalla stessa sostanza di cui sono fatti i sogni” allora implica che noi stessi siamo una realtà subordinata da essa stessa… ed è bello quando penso che magari la notte trovo riparo nei pensiero di una persona a me cara… a volte penso che ogni mia azione deve essere propedeutica nel sogno che un giorno diventerò… ed è una bella responsabilità, allora, essere elementi cardini per una nuova esistenza che si genera in continua evoluzione ad ogni gesto d’amore che porta il nostro nome… eludere la mia realtà così…

senza troppi pensieri…

Raffaele

Non c’ho capito niente…

Non c’ho capito niente di cosa sia l’amore, di cosa sai donarsi per il prossimo senza avere nulla in cambio, senza avere il diritto di ricevere un favore o un corrispettivo economico. Donarsi, fidandosi ciecamente del proprio caro… i nostri occhi e la nostra visione della vita la consacriamo nel cuore puro di questo destino. Donarsi anche prendendoci il rischio di essere delusi, derisi, feriti da chi non vuole seguire questo lungo cammino, da chi si cela in mille maschere, da chi crede che la vita la si gioca sulla furbizia con quello spirito di sopravvivenza legittimo ma non legittimato se ci muriamo vivi nel nostro recinto… come disse mio padre “L’influenza te la puoi prendere anche stando a casa… solo sfidando il freddo e ogni tipo di intemperia che il tuo sistema immunitario si rafforza…” perchè capiterà di rimanere scottati e scorticati nell’animo quando credevamo che lui o lei erano gli individui più fidati in circolazione. La fiducia non è pre-confezionata, non è un farmaco da usare a tempi certi, perchè non “sapremo mai quando il ladro verrà a rubare a casa nostra…” perchè la fiducia, quella vera si rafforza anche dopo aver visto altre prospettive di nuovi e limpidi orizzonti…”

Raffaele

Pensiero

Credo di essere fatto per il 60% di malinconia, il 30% di simpatia e il restante 10% di lunatiche emozioni… Ecco il mio puzzle della mia anima. Il pensiero che feconda un dolore e una lacrima ricopre più giorni rispetto al pensiero che si intenerisce di fronte ad un alba che colora il più vivace giorno primaverile… E’ nella mia natura rimanere in silenzio ad osservare il silenzio stesso, a dimenticarmi di me stesso e lasciare che il fato mi giudichi le mie corrosive lacrime blu… E’ nella mia indole provare ad afferrare un sorriso e donarlo a chi ne ha più bisogno, a chi si tiene più stretta la propria vita con tutto il calore che gli rimane ed io che ancora aspetto l’effetto che fa come fosse un farmaco scaduto … “amare gli altri per amare me stesso” è un’acuta osservazione che nel mio mondo diventa ossimoro, congettura amplificata tenendo in mano una croce o osservando il cielo o litigando aspramente con il mio tempo… tutto è relativo se tutto non è intensamente vissuto con il fardello di una lunga ipocrisia…

Raffaele