Archivi categoria: Riflessioni…

Non c’ho capito niente…

Non c’ho capito niente di cosa sia l’amore, di cosa sai donarsi per il prossimo senza avere nulla in cambio, senza avere il diritto di ricevere un favore o un corrispettivo economico. Donarsi, fidandosi ciecamente del proprio caro… i nostri occhi e la nostra visione della vita la consacriamo nel cuore puro di questo destino. Donarsi anche prendendoci il rischio di essere delusi, derisi, feriti da chi non vuole seguire questo lungo cammino, da chi si cela in mille maschere, da chi crede che la vita la si gioca sulla furbizia con quello spirito di sopravvivenza legittimo ma non legittimato se ci muriamo vivi nel nostro recinto… come disse mio padre “L’influenza te la puoi prendere anche stando a casa… solo sfidando il freddo e ogni tipo di intemperia che il tuo sistema immunitario si rafforza…” perchè capiterà di rimanere scottati e scorticati nell’animo quando credevamo che lui o lei erano gli individui più fidati in circolazione. La fiducia non è pre-confezionata, non è un farmaco da usare a tempi certi, perchè non “sapremo mai quando il ladro verrà a rubare a casa nostra…” perchè la fiducia, quella vera si rafforza anche dopo aver visto altre prospettive di nuovi e limpidi orizzonti…”

Raffaele

Pensiero

Credo di essere fatto per il 60% di malinconia, il 30% di simpatia e il restante 10% di lunatiche emozioni… Ecco il mio puzzle della mia anima. Il pensiero che feconda un dolore e una lacrima ricopre più giorni rispetto al pensiero che si intenerisce di fronte ad un alba che colora il più vivace giorno primaverile… E’ nella mia natura rimanere in silenzio ad osservare il silenzio stesso, a dimenticarmi di me stesso e lasciare che il fato mi giudichi le mie corrosive lacrime blu… E’ nella mia indole provare ad afferrare un sorriso e donarlo a chi ne ha più bisogno, a chi si tiene più stretta la propria vita con tutto il calore che gli rimane ed io che ancora aspetto l’effetto che fa come fosse un farmaco scaduto … “amare gli altri per amare me stesso” è un’acuta osservazione che nel mio mondo diventa ossimoro, congettura amplificata tenendo in mano una croce o osservando il cielo o litigando aspramente con il mio tempo… tutto è relativo se tutto non è intensamente vissuto con il fardello di una lunga ipocrisia…

Raffaele

Racconti narrati due volte

foto tratta dal web

 

L’ho iniziato a leggere pochi giorni fa, quasi per caso, nascosto tra libri molto più ben conosciuti di lui. Ben impolverato e quasi timidamente l’ho preso e ho iniziato a sfogliare le sua pagine tutte ingiallite stando bene attento a non rovinarle. Ho pure l’allergia alla polvere… “Racconti narrati due volte” di Nathalien Hawthorne (1804-1864). Non so come si pronuncia il suo nome e anzi all’inizio credevo fosse una donna e non un uomo. E’ insieme di 23 racconti di piccola-media portata. Ho letto i suoi primi due e ho trovato una scrittura molto raffinata, minuziosa in ogni piccolo dettaglio. Nel racconto ci sono spunti poetici e alla fine del brano c’è sempre una morale che l’autore te ne rende conto. Anche per riflettere e meditare in modo che il tempo non sia solo dedito alla lettura ma anche della riflessione circa l’insegnamento che quel racconto mi vuole donare. E’ un libro in cui la stampa risale al 1974! L’ho comprato per due euro in un piccolo mercatino dell’usato e credevo che avrebbe reso più voluminosa la mia piccola biblioteca e basta. Ma sto scoprendo di avere un piccolo capolavoro tra le mani. Ogni giorno leggo uno dei suoi racconti con un piacere immenso. Sorpreso dal fatto che spesso compriamo libri per la loro fama o perchè quel tipo di libro ha avuto successo e poi non ci accorgiamo che tra le bancarelle di un mercato ci sono piccoli tesori che purtroppo non vedranno la luce…

Addirittura per la mia allergia mi devo mettere i guanti, quelli in lattice perchè mi prudono subito le mani… ma ne vale davvero la pena! Non esistono libri di Serie A o B o Vip o Non Vip, famosi o non… ogni libro è una finestra spalancata verso la propria libertà!

Raffaele

The Good Doctor

Sono andati in onda ieri sera su Rai uno i primi tre episodi della serie tv “The Good Doctor” che ha avuto parecchio successo negli Stati Uniti. Mi ha colpito molto perchè non solo è la classica serie tv sulla medicina ma racconta le diverse sfumature dell’animo umano e delle persone. Il protagonista Shaun Murphy è un giovane chirurgo autistico che ottiene un prestigioso dipartimento di chirurgia del San jose St. Bonaventure Hospital, dopo aver vissuto una infanzia difficile anche per la perdita di suo caro fratello. Shaun è brillante, è un genio della medicina anche se fa fatica all’inizio di essere compreso dai suoi superiori e l’inizio della sua nuova avventura non è stato di certo facile. La trama e ogni sua vicenda e ben articolata, ben sviluppata e sempre sorprendente e mai scontata, ho avuto la stessa sensazione nel leggere un libro avvincente dove speri che la pagina successiva sia sempre la più bella. Non c’è nessun eccesso, non è un americanata… nessuna esagerazione nella serie tv. L’unico piccolo sbaglio, secondo me, è stato quella della Rai di proporre un ottimo prodotto in piena estate e seguire tutte le puntate sarà un pò difficile, anche se comunque c’è Raiplay

Non è E.R e nemmeno Dr House, originale e non troppo sofisticato, detesto storie troppo complesse.

E voi, lo avete visto? 😀

Raffaele

Nell’attesa…

Ha agio l’anima

che riceve un colpo tremendo

la lunghezza della vita

le si stende davanti

senza niente da fare.

Ti implora di darle un lavoro

anche solo mettere degli spilli

o il più umile rattoppo di pezze

da bambini per aiutare le sue mani vuote.

 

Sono i versi di una meravigliosa poesia di Emily Dickinson letta durante l’attesa di una visita dal dottore. Nell’attesa e nel silenzio di una stanza ho iniziato a leggere le sue poesie rimanendo meravigliato, ancora una volta, dalla sua immensa fantasia. Ed un peccato che leggo di rado e non in maniera quotidiana le sue opere del libro comprato con molta gioia un anno fa e forse non credo che io sia in difetto. Le poesie vanno lette quando i nostri sentimenti e i nostri pensieri siano di giusto umore e all’unisono esprimono una vorace voglia di versi, e questa voglia non va chiamata in un momento di silenzio, ma quando il cuore risponde alla vita con una fragorosa felicità… è inutile forzare, ogni lettura ha il suo tempo…

Raffaele