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Perdonaci

La morte del giovane Willy ci insegna che le nostre lacrime sono anime che incarnano la nostra coscienza, che le nostre lacrime hanno il potere lenitivo, come piccole gocce di rugiada del mattino alle porte della primavera, di sbiadire l'ombra corrosiva e persuasiva del male, che le nostre lacrime possono inghiottire quel riflesso di luce bianca, vergine, pulita, spoglia del suo abito elegante che il giovane ragazzo ci ha lasciato in eredità,

che la nostra eternità ci insegni a riconoscere nel solstizio dei nostri pensieri a riconoscere il vero profumo della giustizia...

...perchè nonostante la nostra pietrificata pietà conserviamo piccole lacrime su cui battere violentemente i pugni sul nostro petto...

Raffaele

Tentazione

foto tratta dal web

 

Secondo un sondaggio redatto per uno dei principali quotidiani italiani 1 italiano su 4 è tentato da questo nuovo fenomeno sociale chiamato Sardine. “Indigesto” ai sovranisti e a una buona fetta di populisti. Certo stiamo ancora alla genesi di questo movimento, di questo impeto di orgoglio contro una classe politica sazia di slogan e proclami di ogni genere, e sicuramente riempire così tante piazze in risposta ai venti gelidi del nord fa piuttosto riflettere. Certo non ci nascondiamo che le sardine virano verso sinistra che sembra aver perso la sua rotta, in cerca di un senso per il suo cammino. Scissioni, litigi hanno spinto questi giovani a reclamare un grido di speranza più che di aiuto. Perchè la politica si è fatta piccola non dando più voce alle nuovi generazioni che si sentono escluse da ogni percorso di vita di questa giovane nazione… non mi illudo e rimango con i piedi per terra guardandoli con profonda ammirazione e stima. Purtroppo nell’ultimo ventennio abbiamo visto molti eroi incagliarsi nel proprio ego, partiti che dovevano essere la vera rivoluzione attesa da tempo ma poi sono finiti per rottamarsi da soli nei propri confini non bene recitanti… le sardine dovrebbero scardinare questi limiti ma secondo la mia opinione devono avere e tracciare nell’imminente futuro una loro strada per non diventare la succursale e non un parcheggio per quella sinistra che si appella a loro per una rivitalizzazione di consensi e opinioni. Anzi dovrebbe essere, finalmente, una ricchezza e non un vento caldo nelle ore afose di questa estate sociale. Finalmente i giovani e chi è rimasto deluso da ciò che vedevano sui vari talk show, le varie crisi istituzionali o non si sentivano più rappresentati dai loro politici e rivendicano dei propri principi, senza ambizioni di potere che non ha fatto altro che corrodere gli stessi protagonisti che hanno le redini del nostro governo che cambia colore come dei vestiti usi e getta…

Perchè la Politica è una delle più belle forme d’arte esistenti in natura ma il problema è che i vari artigiani non sembrano più avere cura di questa bellezza sociale…

Siamo tentati, sono tentato… che male c’è?

Raffaele

Di chi è la colpa?

foto tratta dal web

 

Se poi tutto si dissolve nell’ombra di chi è la colpa? Se questo vento caldo del sud immobilizza i pensieri ed economizza l’attività dei nostri immaginari cuori, di chi è la colpa?

Se l’Unione non fa più la forza, se un singolo componente vale più di questo deterrente che avvelena la democrazia relegandola ad una offesa di questo secolo poco fecondo di fotografie eroiche ma solo di selfie fatti in bagno, di chi è la colpa?

Raffaele

Di chi è la colpa?

Se la ostentazione della ricchezza è diventata una viscerale esigenza che prolifera solo figli ciechi, se la pietà è un atto orfano nel teatro dei benpensanti maschere di qualunque animale sociale che spera solo nell’apocalisse illusoria del lamento di una nazione in via di estinzione e tutto ritorna solo polvere da esibire con vergogna sopra i mobili, di chi è la colpa?

Raffaele

11 Settembre

Erano le tre del pomeriggio quel giorno. Avevo appena finito di sistemare il borsone. Mia madre era salita su per cambiarsi e accompagnarmi all’allenamento. Nell’attesa accesi la tv e vidi uno strano film. Ricordo che rimasi subito scosso, io ragazzo di 13 anni. Ero convinto in quegli istanti di vedermi un film dell’orrore. Una torre era in fiamme e l’altra era ancora viva alle sue spalle. Ricordo che il film proiettava immagini di uomini e donne che correvano, urlavano. Immagini di morte e desolazione. Sofferenza. Atrocità. Spaventato spensi subito la televisione e andai piuttosto dubbioso all’allenamento…

“Siamo in guerra con l’oriente… siamo in guerra!”

Ma quale guerra! L’unica guerra che conosco era quella tra Sparta e Atene che avevo studiato in seconda media, era la guerra tra i soldatini, era “Battaglia navale” con il quale passavamo il tempo a scuola nelle ore di supplenza oppure all’intervallo…

Non capivo… e tutt’ora faccio fatica a comprendere quello che ora, noi grandi, facciamo della nostra umanità… morta quel giorno di fine estate…

Fin dove la pazzia dell’uomo si spinge….

Nel ricordo di quel giorno, nel suo ricordo depongo una mia lacrima…

Raffaele