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Questione di stile

Hanno fischiato l’inno italiano, hanno fischiato costantemente i giocatori italiani durante tutta la Finale, nessuno dei componenti della squadra inglese che ha partecipato alle premiazione, insulti razzisti ai loro stessi giocatori di colori rei di aver sbagliato dagli undici metri, i disordini prima del match… allora mi chiedo e vi chiedo dove si è insinuato questo “Stile British”?

Da che mondo è paese mi verrebbe da dire. Il razzismo una piaga che l’intera umanità fa fatica a debellare ad ogni latitudine del pianeta, la mancanza di rispetto e di fairplay che si nota sui campi di calcio, a tutte le categorie, la partita vista come un match dove sfogare i propri istinti animaleschi. Da che mondo è paese, tutto il mondo è paese in fondo.

L’uomo negli ultimi millenni si è evoluto. La cultura, la tecnologica hanno fatto passi da gigante… anche se mi chiedo se la stupidità umana appartiene a tutti o appartiene solo a una elite specifica degli uomini. L’uomo che si evolve ma il cuore che rimane ancora un pezzo grezzo tutto da lavorare.

Eppure gli inglesi sono gli inventori di molti Sport che dovrebbe essere quell’unico e grande abbraccio dove accogliere quei principi e quei valori che ci rendono persone con una “dignità dignitosa…”

Se devo essere severo spero che gli sport meno famosi come la Pallavolo e il Rugby non vengono contaminati dalla prepotenza del Calcio. Il Calcio è Vita se rispecchia i criteri di una buona convivenza, se si rispetta quella leggerezza e quella innocenza di un bambino che rincorre un pallone per la prima volta…

Il Calcio è diventato prepotente e un pò viziato. Il Calcio ha bisogno di una bella e sana depurazione che coinvolga tutta la società che non può mai piegarsi a questo male che affliggendo i valori sacri di questa disciplina. Vogliamo, tutti quanti, un’aria più pulita e non più inquinata da parole violente.

Il Calcio è bello se parte dal cuore… ricordiamocelo!

Raffaele

Poche parole

Avrei voluto fare un lungo post per celebrare l’eroica impresa dell’Italia ieri a Wembley, parlare del bel gioco espresso dagli azzurri per tutto il torneo o del fantastico gruppo che ci ha fatti emozionare per tutta questa estate. Ma credo che tutta la Vittoria dell’Italia all’Europeo di calcio sia racchiusa in questa foto. Un abbraccio che unisce una Nazione, il destino che disegna orizzonti unici con delle sfumature barocche. L’abbraccio tra due amici, con i propri genitori o tra innamorati… un unico grande abbraccio… è questa l’Italia che vorremmo sempre vedere!

Una immagine che vale molto più di mille parole.

Silenzio!

Ascoltiamo i nostri cuori 🙂

Raffaele

(foto tratta dal web)

Lasciateci pure sognare!

Questa Nazionale di calcio ci sta facendo sognare. Uniti in unico abbraccio. Uniti in un unico coro, dal settentrione al meridione “Forza Italia!”

Lotta e sacrificio, umiltà e voglia di mostrare la bellezza del bel gioco. Eh si perchè i ragazzi di Roberto Mancini incantano con le loro prestazioni. Possesso palla in avanzamento e non come quello sterile e poco efficace degli spagnoli, predominio di ogni zona del campo, quando serve delle efficaci e imprevedibili ripartenze e pressing alto… altro che catenaccio all’italiana!

Non facciamo pronostici perchè l’uomo medio italiano è notoriamente molto scaramantico ma Verratti e compagni ci stanno facendo rivivere le vecchie Notte Magici, ci stanno strappando un sorriso, una nuova felicità dopo un lungo periodo di sofferenza e di paura legata alla pandemia, un nemico da sconfiggere ancora. No, questa Nazionale mostra l’orgoglio e la tenacia che contraddistingue il cuore ancora pulsante di un Italiano.

E se la politica a volte divide e crea delle ulteriori divisioni in seno alla nostra società lo Sport quello puro e genuino, a partire dai campetti dell’oratorio fino ad arrivare ai grandi teatri, no quello non ci delude mai. Lo Sport italiano, seppur con i suoi difetti, è sinonimo di amore e di gioia, ci fa essere fieri e non di vergognarci, quello mai, di essere Italiani!

Eppure per alcuni è solo una palla che rotola su di un campo verde e nulla più… eppure per alcuni quella è Vita.

Raffaele

foto tratta dal web

La bellezza del calcio

La bellezza del calcio è racchiusa nella felicità dei ragazzi dell’Empoli Primavera che ieri battendo l’Atalanta in finale hanno vinto lo scudetto giovanile Under 19.

Mi sono innamorato subito del gioco espresso dai ragazzi allenati da Buscè. Un gioco corale, molto possesso palla e un calcio offensivo senza badare troppo al contropiede. Un gioco bello e vivace e spumeggiante. Un calcio espresso a suon risultati sorprendente. Un Empoli che a inizio stagione sembrava arrancare, avere notevoli difficoltà in classifica magari ridimensionando un pò i primi obiettivi stagionali. Poi l’unione e la forza del gruppo ha fatto la differenza. Il blasone di una squadra specie nelle categorie giovanili non sempre è sinonimo di successo e di giovani strapagati e già sulle prime pagine dei giornali. I playoff agguantati all’ultima giornata con la vittoria contro la Spal e poi i successi contro la Juventus e la favoritissima Inter in semifinale e poi ieri il tripudio, il coronamento di un sogno. Lo Sport ha bisogno di queste storie. Non di favole, attenzione. Empoli è una realtà calcistica molto piccola ma è una realtà che ha una società ben preparata con dei obiettivi e dei progetti ben definiti. Dai pulcini fino alla prima squadra tutti gli addetti ai lavori parlano di questo Empoli come una famiglia legata tradizionalmente a un modulo di gioco che a me piace molto: il 4-3-1-2. Un modulo usato dalla “cantera” fino ai professionisti. Un modulo, uno stile di vita e la valorizzazione di ogni singolo atleta. L’Empoli ci insegna che i soldi nel calcio contano poco se non c’è una visione, non c’è un progetto che segni un orizzonte cristallino che rispecchi i colori e la tradizione di questa società. Juventus e Inter si sono dovuti inchinare ai giovani di Buscè per una migliore organizzazione di gioco e per una migliore voglia di affermarsi, di credere nella loro Felicità. Nessuna improvvisazione. Lo lasciamo agli attori di teatro e di cinema. Un grande orchestra che ho composto un unico e grande originale suono…

Complimenti Ragazzi!

Chi Ama il calcio non può non amarli, siete stati una bella poesia da recitare, che il vostro destino diventi uno splendido romanzo tutto da scrivere in questa estate che vi ha visti essere Campioni di Italia!

Raffaele

foto tratta dal web

Il bacio della Vittoria

“Qui io vorrei sottolineare l’atteggiamento davanti alla sconfitta – ha detto il Pontefice -. Mi hanno raccontato che, uno di questi giorni, non so dove, c’è stato un vincitore e uno che è arrivato secondo, che non ce l’ha fatta. E quello che è arrivato secondo ha baciato la medaglia. Di solito, quando si arriva secondo, c’è il muso così, siamo tristi, e anche non dico che si butta la medaglia, ma avremmo la voglia di farlo. Questo ha baciato la medaglia”, ha sottolineato.
“Questo ci insegna – ha proseguito il Pontefice – che anche nella sconfitta ci può essere una vittoria: prendere con maturità le sconfitte, perché questo ti fa crescere. Ti fa capire che nella vita non sempre tutto è dolce, non sempre tutto è vincere, delle volte si fa questa esperienza della sconfitta. E quando uno sportivo, una sportiva, sa vincere la sconfitta così, con dignità, con umanità, col cuore grande – ha concluso -, questo è una vera onorificenza, una vera vittoria umana”.

Le parole del nostro Papa Francesco in riferimento all’allenatore del Manchester City Guardiola che al termine della finale di Champions League persa ha comunque baciato la sua medaglia nonostante la sconfitta mentre vi sono stati episodi nello Sport di atleti che l’hanno rifiutata.
Grazie Pep! Una lezione di Vita da tramandare ai nostri piccoli Campioni…

Raffaele

(foto tratta dal web)