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Diario di viaggio, giorno 2

foto tratta dal web
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“Delitto e castigo” di Dostoevskij, “Il fu Mattia Pascal”. Sono questi due meravigliosi libri della letteratura i miei regali che mi sono fatto a me stesso per questo natale. Scelti senza ragione, tra le immense scelte dei “miei amici” all’interno di una biblioteca in centro. Ah come vorrei passare la mia esistenza dentro un negozio di libri! Sentire il loro profumo, sfogliare le innumerevoli pagine che tessono una storia, una favola, un tralcio di destino. Girare il mondo intero, conoscere personaggi, relazionarsi con la creatività di scrittori e poeti. Tutto questo mi affascina. Mi dovevate vedere, ero un bambino felice come dentro un negozio di dolci o di giocattoli. E litigare, ora, con il mio pensiero, dura diatriba con me stesso sul fatto che non so da quale libro iniziare ad “amoreggiare con l’incanto e la forza delle parole”. Prima mi finirò di leggere “Lettera a un bambino mai nato” di Orianna Fallaci e poi parallelamente ai “Pilastri della terra” inizierò un nuovo libro, visto la sua “mole di pagine”. Dite che sbaglio a leggere due opere contemporaneamente? E’ meglio focalizzare la mia attenzione solo su una. E’ solo che non vedo l’ora di “assaggiarli” questi miei regali di Natale. Leggere, leggere, leggere… scrivere, scrivere e scrivere… poetare, poetare, poetare… far vivere la mia creatività “sotto l’albero” prima di ritornare alla realtà. Oddio, non è che lo faccio tutto giorno. Al massimo due ore, ma come mi sento bene!
E voi vi siete fatti già fatto il vostro regalo per Natale?
A presto!
Raffaele

L’eterno riposo

foto tratta dal web
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Basta un secondo, attimi interminabili, imprevisti, non voluti, non pianificati, la ragione pietrificata, e la vita cambia, cambia verso, apre una porta ed entra il male. Tutto si ferma, nessuna parola, sangue che scorre. Il demonio racchiusa in una acre ideologia con un fine ben preciso. Non siamo burattini, abbiamo un anima e un cuore, entrambi parzialmente ossidate di rabbia e rancore dopo il 13 Novembre o comunque dopo una tragedia, violenze o atti contro l’umanità, che si stringe, cerca una carezza, una parola di conforto, una Croce da affidarsi e non stagnarsi dei propri peccati. Attimi e “l’amore qui non passa”. Intrappolati dentro un vortice di paura, paura come l’immobilismo dei capi di governo relegati ai loro interessi. Giù le maschere e con le lacrime che lasciano una scia sui nostri corpi inerti sconfiggiamo questo male venuto da Oriente. Giorni di riflessioni esistenziali, di risposte inesaudite sul fato, sul destino. Inginocchiarsi e pregare. “L’eterno riposo…” Pregare per lasciarsi inondare dalla pace di un Dio Misericordioso. Affidarsi a Lui, per liberare la pace nel mondo, accecare l’odio dei terroristi. Il cielo piange. Signore aiutaci a respirare aria nuova che ispira la libertà. La libertà di non aver paura della paura, questa vita che è piena da ostacoli da affrontare. Pregare vicino a una candela, la candela della speranza stando attenti a proteggere la sua fiammella.

Don Tonino

foto tratta dal web
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Vite vissute: Don Tonino Bello

Sono molto felice e contento di parlavi oggi, cari amici, all’interno della mia piccola rubrica “Vite vissute” della figura di Don Tonino Bello. Felice perché mi ricorda una parte della mia adolescenza vissuta prevalentemente a contatto con i ragazzi dell’Azione Cattolica. Avevo 17 anni ed ero educatore dei ragazzi della terza elementare. Cercavo un personaggio di Chiesa che mi potesse ispirare ad una lezione di catechismo. Per caso, su internet e tramite qualche consiglio di una mia amica ho conosciuto la storia di  don Tonino, mio conterraneo. La sua storia, le sue limpide frasi, i suoi gesti, mi hanno inevitabilmente colpito. Mi ricordo che feci una lezione, una presentazione al Computer, tramite Power Point, molto bella e originale. Ricordo anche al curiosità, dei miei piccoli pargoli, suscitando loro tanta curiosità sulla figura non solo religiosa di questo grande Uomo.

E’ nato (1935) ed è vissuto nella mia terra, nel salento, prima di essere nominato nel 1982 vescovo di Molfetta.  “La Chiesa del grembiule” una chiesa vicina ai poveri e ai bisognosi, testare non solo con le parole ma anche con piccoli gesti la comunione e l’evangelizzazione della Parola di Dio. Una chiesa che tende la mano verso i sofferenti e non statica intorno alle sue quattro mura. Lo troviamo insieme a chi ha perso il lavoro, insieme ai pacifisti, agli sfrattati che lui stesso ospiterà in episcopio “Io non risolvo il problema degli sfrattati ospitando famiglie in vescovado. Non spetta a me farlo, spetta alle istituzioni: però io ho posto un segno di condivisione che alla gente deve indicare traiettorie nuove(…),insinuare qualche scrupolo come un sassolino nella scarpa…” “Rinuncia si segni di potere e sceglie il potere dei segni”. Crea la casa della Pace, istituisce Apulia una comunità per i tossicodipendenti e anche un centro per gli immigrati. Coerente, da sempre, con le sue idee tanto da creare imbarazzo non solo in certi ambienti ma anche all’interno della curia stessa. Il suo messaggio concreto di amore e Pace si concretizza il 7 Dicembre del 1992, pochi mesi prima della sua morte con la marcia Pacifica a Sarajevo, martoriata dalla guerra dei balcani. Partono in 500 da Ancona, credenti e non :  “Vedete, noi siamo qui , Probabilmente allineati su questa grande idea, quella della nonviolenza attiva (…).Noi qui siamo venuti a portare un germe: un giorno fiorirà(…).Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati”.

Internet è piano di frasi e biografie su Don Tonino, ha lasciato una grande impronta lungo la sequela insieme a Cristo. Riporto alcune sue bellissime frasi tratte dal suo diario. Come, noi tutti, amava scrivere e le sue parole, non lasceranno a noi indifferenti.

“Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche tu abbia un’ala soltanto. L’altra la tieni nascosta: forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me…”

“Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all’ebbrezza del vento. Vivere è assaporare l’avventura della libertà. Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te! Ma non basta saper volare con Te, Signore tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il mio fratello e di aiutarlo a volare…”

 “Amare, voce del verbo morire, significa decentrarsi. Uscire da sé. Dare senza chiedere. Essere discreti al limite del silenzio. Soffrire per far cadere le squame dell’egoismo. Togliersi di mezzo quando si rischia di compromettere la pace di una casa. Desiderare la felicità dell’altro. Rispettare il suo destino. E scomparire, quando ci si accorge di turbare la sua missione…”

 

 

Sorriso strano

Vite vissute: Don Pino Puglisi

Seconda parte

Riporto, cari amici, una intervista fatta a Alessandro D’Avenia all’interno di un programma a Tv2000 che racconta la storia di Don Pino oltre che del suo romanzo “Ciò che inferno non è”. Faccio della buona e sana pubblicità ahahahah 🙂

Buona visione 🙂

“Don Pino sorride. Un sorriso strano, quieto, come emerso dal profondo del mare quando la superficie è in tempesta…”

“La mafia è forte, ma Dio è onnipotente”

Don Pino Puglisi-foto tratta da internet
Don Pino Puglisi-foto tratta da internet

Vite vissute: Don Pino Puglisi

Prima Parte

Prete ucciso dalla mafia il 15 Settembre del 1993 a Palermo nel quartiere di Brancaccio.

Grazie al libro di A. D’Avenia “Ciò che inferno non è” ho potuto ancor più esser meravigliato dalla grande Fede di questo piccolo grande uomo. Fino alla fine, fino all’ultima goccia di sudore, ha portato avanti le sue piccoli missioni, di speranza e carità. Vi consiglio di vedere anche il film “Alla luce del sole” con Luca Zingaretti nei panni di Don Pino.

Mi permetto di riportare, qui, una piccola poesia, ispirata dal libro precedentemente citato e dedicata a Don Pino Puglisi. Spero di avere, anche un solo giorno, l’amore per la vita e questa immensa fede, donata ai suoi ragazzi, che questo “beato” aveva nel suo cuore.

Buona serata 🙂

 

Ciò che inferno non è

Mi bastano 5 secondi

un colpo di pistola

la pallottola che giunge a destinazione

e quel sorriso indelebile

rimarrà nella memoria

liberazione di una Fede

distesa sull’asfalto rovente

di un quartiere senz’anima

“agnello di Dio tu che togli

i peccati del mondo aiutaci!!!”

A poco a poco

a piccole dosi

la pace scioglie il cuore temprato dei bravi

e quella immaginazione dei bambini

infinita

un giorno lui gli accoglierà

da sopra le bianche nuvole

cielo infinito

la pace tessuto inesauribile di carezze

levigano e eliminano

polveri nei polmoni

aria vibranti nei afosi cortili

l’imminente autunno

l’imminente storia

scivola via

ultima goccia di sudore

mani tendenti alla sorgente

infinita di salvezza

un ultimo respiro

la fatica è finita

la gente muore ancora in piedi

ancora una volte

pietra su pietra

sangue dopo sangue

il firmamento è ancora nostro!

Buona serata Don Pino