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Abbraccio

Struggente è l’abbraccio che inebria il tuo perdono, una fotografia da una tenerezza sconfinata, ti ho vista dietro l’angolo del mio cuore a sorridere del tempo fanciullo che riabilita i suoi battiti mentre la sera scende timida e porta con se tutta la freschezza. Capirò solo con la pioggia il tuo abbraccio mentre la mia pelle sfiora un petalo di rosa e il vento colora pagine nascoste della tua felicità che come profumo ridona vita ai miei sensi di un letargo profondo. Avere fede nel destino anche se ci si sente inutili come un deserto di incertezze a cui pongo una tua carezza sul finire dei giorni…

E’ bastato l’abbraccio di un perdono, prima che i miei occhi sorreggono con la loro potenza un nuovo amore che docile si adagia sulla finestra di un pensiero e contempla tutti i suoi cristallini versi di seta…

Raffaele

E poi ti accorgi che…

foto tratta dal web

 

E poi ti accorgi che la vita mi scivola via senza nemmeno il tempo di pensare, ne di avere l’attimo per escogitare un trucco per renderla eterna…

Tre settimane insieme con mia sorella e la mia nipotina, tre settimane…  504 ore,30.240 minuti come se fossero stati improvvisi, veloci, luccicanti come un temporale in pieno giorno. E capire che in questa esistenza non dobbiamo perdere tempo con troppe ed ubriacanti domande a cui non daremo mai un senso, ma trovare esso nell’amore perpetuo e infinito per le persone a noi care.

I cartoni animati nell’ora dei tg, le passeggiate nel parco e ritornare per un po’ bambino, i giochi dopo il riposino pomeridiano, l’ora della pappa, le chiacchierate con mia sorella a cena, il saluto prima dividerci per andare amare, il saluto prima di partire e rivederci a Natale… il ricordo che diventa gemma intrappolata e conservata docilmente nel mio cuore, fin dentro i tessuti dei miei pensieri… contare le ore da vivere nell’intensità di un onda in un mare agitato e non quelle che mancano alla scadenza di questo frammento che il destino ci ha voluto unire insieme anche se poco tempo, quest’ultimo… con cui ho litigato e maledetto ma che ora benedico nella sua efficacia salutare per battere ogni pregiudizio controcorrente. Credevo di non essere capace di essere zio e di fallire come fratello… mi sono dovuto ricredere nel fuoco di un sorriso, e nel suo calore di un abbraccio…

E capire che non serve erigere muri e castelli che resteranno soltanto di sabbia per fermare l’avanzata di questo nostro tempo e rompere ogni specchio che ci ritrarrà nelle nostre nudità, saremo più belli e speciali anche in un età che ci sembra troppo distante, non aver paura di ciò che verrà ma godere ogni essenza, ogni goccia che trabocca da questo presente che spera, in questo mondo ossessionato dal futuro, di essere coccolato con rispetto e dedizione…

Raffaele