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Irripetibili

foto tratta dal web

 

 

Siamo nuvole indescrivibili, siamo dottori irripetibili, siamo esseri troppo simili per pronunciarsi tra le vittime di questo amore.

Siamo foglie nel vento, siamo formiche in perenne movimento, siamo un artistico ornamento troppo ricamato per questo amore tra le macerie sacrificato.

Siamo vasi da riempire, un messaggio in bottiglia nel mare del divenire, siamo un’onda che ci porta troppo lontani da questo cuore screpolato per questo amore nelle sue battute troppo fermo e disorientato…

Siamo un testo intraducibile, un disco antico in vinile, siamo la luce che sul finire della sua energia per questo amore che si intravede nell’operosità di questa mia attonita foschia.

Siamo le frequenze di una radio clandestina, siamo la prima brina di una fredda stagione, siamo il brivido di una melodica e schiva canzone di questo amore che cerca riparo tra le ali di una gravida ribellione.

Raffaele

Ancora no…

Futili e ingenui “No” che comunque mi fanno capire che nel mio mondo, forse, valgo qualcosa… non uscire con gli Amici, nemmeno alla festa patronale e al concerto; non fare più l’educatore all’Oratorio; non giocare più a calcetto rifiutando tanti inviti; litigare nel silenzio con mio padre per un concorso… insomma questo periodo è davvero ricco di emozioni! 🙂

E’ come se ho la voglia e il desiderio di chiudermi in me stesso, dopo una vita vissuta tra esperienze e belle emozioni. E come se rifiutassi di provare un alternativa felicità e se ancora l’inverno deve arrivare… il mio posto vicino al caminetto è già li sistemato…

Negarmi al mondo, rifugiandomi nella lettura e nella scrittura e forse stroncare il mio tempo… e come se mi fosse bloccato il mio pensiero e ingabbiato l’anima al rintocco dei 30 anni appena compiuti… e come se all’improvviso non ricordo più come si nuota, boccheggiando tra scuse di cera o non ricordassi più andare in bicicletta continuando a cadere e ferirmi inutilmente lungo la mia via profanata da continui echi di solitudine…

E come se la mia Vita, un pò come una professoressa, mi sorprende con una verifica a sorpresa ed io la notte al posto di studiare ho preferito godere delle mie illusioni…

Mhà… io continuo a non capire niente…

continuo a non capirmi…

Raffaele

Poesia improvvisata

Credere nello stuzzicare parole nuove da comprendere l’efficacia di un mite gesto oltre queste mura io proverò a resistere all’intemperanza di una anima così splendente che neanche il cielo sa contenere la sua emozione… ed è qui che io ripartirò allo scoccare di una friabile attesa che consumerà il mio domani mentre il mio cuore intercette scie di stelle che da un tuo pensiero scenderanno giù, cosa voglio di più se non te che fa impazzire questi secondi che ci dividono e mi stordiscono come una musica alta in pieno giorno, fluidificheranno questi colori della tua pelle che inteneriscono quel tuo sorriso mentre cerco un fiore da porgerti in religioso silenzio…

Raffaele

Sconfitta

Mi capita spesso di accettare le mie sconfitte come fossero un cimelio o un trofeo da esibire nella mia barocca vetrina. C’è sempre e ci sarà sempre uno più bravo di me: nel lavoro, in una partita di calcetto, in amore… dovunque ci sarà uno più scaltro e furbo, tenace e inossidabile che in questa mia vita mi prevalga senza che io mi metta a piangere o a diventare isterico. Purtroppo l’esistenza è un gioco senza fine e molto spesso credo di non capire bene le istruzioni… infatti detesto tutti i giochi da tavola o che richiedono un minimo di logico… eh la logica… quando l’istinto prevale sulla ragione e mi trovo sempre e puntualmente pentito ad ogni mio gesto che nella sua illogicità riesce comunque a trovare un senso ritrovandomi smarrito perchè “come la fai la sbagli….” Non conservo un diario dove annovero i miei insuccessi. Ci pensa il mio cuore a smettere di palpitare quando ravvede che il mio sangue è diventato acido… è tutto un gioco di illusioni che si arrampicano ingenue sulla mia anima rovente…”

Raffaele

“Non ho mai conosciuto un pessimista che abbia concluso qualcosa di bene”

“Non ho mai conosciuto un pessimista che abbia concluso qualcosa di bene”

E’ la frase enunciata da Papa Francesco, presa in prestito da Papa Giovanni XXIII, quella rivolta ai giovani nell’incontro di preghiera al Circo Massimo a Roma con tutti i giovani italiani sabato scorso… Eh si… un pessimista difficilmente può costruire un ponte con i propri sogni, caricarli di speranza. A volte un pessimista cerca una strada più facile per raggiungere un traguardo, rinunciando alla fatica e al sudore che non gli permetterà mai di crescere come uomo… Io a volte sono cosi… “Un ottimista non praticante!” A volte il mio pensiero entra in un tunnel senza uno spiraglio di luce, lunghi giorni, lacrime e sofferenze dell’anima. A volte litigo con la mia felicità e mi chiudo dentro me stesso scavando dentro un pozzo ormai vuoto di gocce di serenità… “Quando indietro non si torna…” quando mi chiudo nel mio mondo non faccio altro che pensare a tutti i miei errori compiuti nel mio ieri e non salvo nemmeno quel poco di buono che ho compiuto nel presente e come se alla fine godo della mia sofferenza credendo che la solitudine mi renda un ragazzo migliore, se scappare da tutto e da tutti sia l’unica soluzione possibile. Allora il letto diventa il mio compagno spinoso dei miei giorni, dove nella mia pochezza contemplo ciò che mi è difficile realizzare… sono un piccolo fiore con le sue radici non ben radicate nel terreno fertile della vita e benchè io abbia avuto dalla natura tanta acqua per crescere nella più totale dolcezza di un abbraccio del mondo… Fa bene piangere, sfogarsi ma dopo occorre asciugare quelle lacrime che intrappolano ogni riflesso di luce, perchè non può piovere per sempre anche se a me la pioggia piace… ma a gli altri no….

Raffaele