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Ho paura

Ho paura di affrontare ogni mercoledì pomeriggio quei maledetti semafori, all’entrata di Gallipoli, dove mi reco dal mio Dottore.

Alcune volte mi deve accompagnare mio padre o mi devo prendere un ansiolitico.

Ansie e paure. Terrore di affrontare la realtà.

Paura di quel semaforo quando scatta l’arancione, paura del traffico di Gallipoli.

Vorrei che non ci fosse nessuno alle 16, che la gente accogliesse le mie paure e mi lasciasse strada libera.

Ho solo paura di quei semafori e di quel posto. Per il resto sono una persona leggermente autonoma che decide un giorno di accompagnare i miei ragazzi dell’oratorio a vedere una partita di calcetto in un paese vicino al mio per fare una sorpresa ad un nostro educatore.

Adesso ho appena parlato con mio padre. Mi accompagnerà lui, nell’attesa del mio incontro si farà una passeggiata a mare.

Mi vergogno un pò. Ho 34 anni e ho ancora bisogno di mio padre che presto, un giorno, mi lascerà. Ed io che ho difficoltà a sentirmi libero da quella tensione emotiva che ho represso per tutta la mia adolescenza.

Raffaele

Ritrovare la dignità e la felicità di un mio successo…

Due giorni fa una mia amica mi ha fatto un rimprovero: “Raffaele ti umili troppo per i tuoi fallimenti e non ti esalti per i tuoi successi…”

Forse pecco di eccessiva umiltà o forse mi ritengo “un ottimista non praticante” sta di fatto che la frase della mia amica è una sentenza sul mio carattere e sul mio pensiero.

Non godo dei miei successi perchè li ritengo una facile conquista o qualcosa di già scontato.

I miei fallimenti lasciano un segno più profondo e marcato nel mio cuore.

Ma dovrei, con pazienza, a dare risalto alle mie piccole conquiste giornaliere. Piccole per gli altri ma di grande valore per me. Il fatto di soffrire di attacchi di ansia mi ha fatto perdere un pò di sicurezza con me stesso e questo ha gravato sulla mia indipendenza anche nelle cose più semplici.

E’ cose se facessi un gol al novantesimo quando ormai la partita sembra persa ma non mi rendo conto che quell’ultimo gol vale un pezzo della mia dignità e un pezzo della mia felicità…

Raffaele

Ansia anticipatoria

Il dolore allo stomaco.

Difficoltà a dormire.

Il tempo che sembra fermarsi ad una precisa stazione.

Sudorazione e un cuore che fa le sue capriole, il corpo non più docile

la mente stanca e consumata.

La voglia di accelerare il ritmo del mio destino,

sentirsi spaesato, ingabbiato in un futuro non ben descritto come nelle favole.

Un nodo alla gola.

L’impossibilità di controllare le prossime mie lacrime,

un pensiero infettato dalle sue stesse parole.

La voglia di una passeggiata in riva al mare,

la voglia di un minuto di silenzio, oltre questo caos e smog.

Puzza di bruciato, la paura di essere un idiota, un fallito,

la paura di chiedere aiuto, di sentirmi solo in mezzo alla folla…

l’attesa di un solo secondo che si fa eternità…

Raffaele

… dal dentista…

Tu sei fortunato, ora, Raffaele… prima le persone andavano dal dentista solo se si dovevano tirare il dente!

E’ una citazione di mio padre enunciata ieri durante una chiacchierata davanti alla tv, un classico nella mia famiglia: parlare di calcio, di politica mentre ci vediamo un film o un programma serale. E mentre riferivo a papà della mia prossima e nuova preoccupazione, ovvero quello dell’appuntamento lunedi dal mio “amico” per una sostituzione di una vecchia capsula, lui se ne è uscito con questa riflessione.

Eh si mi duole ma ragionando devo darli ragione. Ora la medicina si è talmente evoluta che veniamo tempestivamente curati si dal primo sintomo, che si tratti del dentista o da parte del nostro medico curante, e la nostra salute viene tramite controlli osservata con molta cura.

Si è vero dovrò andare dal dentista con rischio che il dente sia cariato, sentirò un pò di dolore ma niente può essere paragonato “ai tempi antichi”… ora nel caso di leggero dolore il professionista mi somministra un anestetico e il gioco è fatto. Ovviamente ci sono patologie gravi dove il dolore e la sofferenza purtroppo è ben delineata e in alcuni casi una vera agonia. Il mio è solo un piccolo esempio di un ragazzo viziato che ha paura di una semplice e innocua visita… anche se il suono stridulo del trapano fa timore a tutti, non mi permetto di entrare nei discorsi più grandi della mia cultura… solo che al giorno d’oggi la medicina e il suo veloce progresso ci permette di vivere leggermente più sereni rispetto a primi, tempi in cui prendersi la febbre o una brutta influenza era un pericolo per la propria vita. Io per esempio ho preso subito un appuntamento perchè siccome ho la soglia del dolore piuttosto bassa mentre mi lavavo i denti ogni volta sulla zona gengivale vicina alla capsula in questione sentivo un piccolo fastidio. Forse disturberò inutilmente il dentista visto che poi fra un mese dovrò partire in Emilia per due settimane dalle mie sorelle, forse avrei potuto aspettare il mio ritorno per prendere un appuntamento con lui ma al primo piccolo ed esile dolorino mi sono subito allarmato…

se si pensa che la prima conquista della medicina moderna è stata nel 1800 la cura e l’igiene personale a partire dal lavaggio sociale delle mani…

è solo che sarei dovuto andarci questa estate dal dentista ma il mio più grande vizio è quello di rinviare i miei problemi nascondendoli sotto il tappeto in attesa di tempi più propizi… se solo avessi avuto la saggezza ora sarei potuto partire con più tranquillità… ahi… non cambio mai…

ansie e “paure viziate” in corso… tenersi debitamente lontani da me 😀

Buona Vita 🙂

Raffaele