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Altrui Esempio…

Risse, scontri fisici e verbali, insulti, bestemmie, blasfemie. Dai campetti dell’oratorio fino al grande palcoscenico della Serie A. Sembra Utopia ma è la pura realtà. Agli Sportivi sembra essere concesso di tutto. Un privilegio da svilire nella più antica retorica. L’arte di essere Soggetti privilegiati fin dentro la più antica morale scombussolata e messa soqquadro. E i giovani, i bambini li incollati davanti alla televisione a guardare questo bel spettacolo in prima serata. Come se fosse uno Sport nello Sport insultare l’arbitro (reo di aver commesso degli imperdonabili errori e aver assunto uno scarso metro arbitrale), sfidarsi partita dopo partita in una resa dei conti stile duello western o proferire parole “dolci come il miele” durante una prestazione sportiva, liti e incomprensioni tra allenatori e giocatori… insomma il menù calcistico italiano è sempre ricco di succulenti e appetibili idee… e i bambini che stanno a guardare un pò come mi successe quando con l’Azione Cattolica portammo i nostri ragazzi a vedere una partita allo stadio e quest’ultimi attratti da “piacevoli conversazioni” provenire dagli spalti…

Serve che i protagonisti del nostro Sport rivedano un pò i propri “codici deontologici” perchè forse si attua un abuso dei propri poteri e si sfocia in maniera irreversibile dentro un mondo che forse è meglio non pagare il biglietto… Come il rispetto della divisa, il rispetto delle istituzioni, ognuno nel proprio lavoro deve portare una sacra osservanza della sua vocazione.

L’agonismo non può e non deve essere una scusa per scatenare nel proprio lavori i relativi lati oscuri. “Per mia colpa, mia colpa mia mi grandissima colpa” anche io nel ruolo di educatore ho fatto fatica per quasi 15 anni ad essere un esempio per i miei ragazzi ma nelle mie fragilità ho cercato di comportarmi bene per il bene loro ma io sono un semplice volontario molti in realtà vengono pagati e non sempre la autodisciplina segue binari lineari.

Non è un post di condanna verso il mondo del calcio che tanto continuo ad amare ma in virtù del mio amore smisurato nei suoi confronti ma quando vedo questa debolezza dell’animo venire fuori quasi come se tutto fosse ormai lecito, come se inveire tra giocatori è qualcosa del tutto accomodante… Che esempio diamo noi educatori, sportivi e anche genitori se in primis non accettiamo che ogni nostri piccolo gesto è sotto la lente di ingrandimento dei nostri piccoli fanciulli e che basta una piccola scintilla per scatenare l’inferno? Ormai i gesti che fanno del calcio uno sport favoloso sono diventati rari e quasi, quasi li trascuriamo perchè la polemica di un esonero o di un rigore non visto e non concesso fa più share del previsto. Che il Calcio ritorni a essere una disciplina nella sua povertà spirituale… non è mai troppo tardi per cambiare in fondo…

Raffaele

foto tratta dal web

La forza di un Gruppo… PensieroSportivoBlog

La Forza di un Gruppo. La voglia di condividere un unico obiettivo: la Vittoria. Con quell’aria un pò spavalda tipica della propria Gioventù. Un gruppo affiatato che condivide il sudore di una maglia, un gruppo dove il sacrificio di un compagno non risulterà mai vano, un gruppo dove il singolo, il mito del Campione viene sacrificato sull’altare dell’impegno e dell’umiltà.

Perchè sognare non costa nulla, non prevede alcun tipo di tassa, i sogni sono lo specchio della propria anima e questa Squadra c’è l’ha. Un’anima felice tipica della propria innocenza giovanile, un’anima capace di stupire.

Nessun spazio all’improvvisazione. Un direttore d’orchestra e i suoi componenti, ognuno con il proprio talento, pronti a incendiare l’atmosfera nel teatro del Calcio, producendo una melodia sopraffina e udibile fin dove la sua bellezza regna nel cuore di un fanciullo.

Sognare non costa nulla. Il cammino è ancora lungo. Gli ostacoli sono dietro l’angolo. Ma nessun passo sarà incerto se il proprio orizzonte ricama la freschezza di un inatteso destino. Questo destino che è andato a trovare l’ebrezza di un tempo mite, che si dimentica dei propri limiti. Questo destino che sembra aver trovato il proprio respiro in mezzo a questi ragazzi, esempio per chi è capace a dipingere, olio su tela, ancora storie di questa immagine. Nessuna immaginazione. La classifica e i suoi calcoli matematici non mente.

Divieto di sorpasso. Il sogno continua. Sembra essere affisso un cartello nello spogliatoio, il luogo dell’incontro e del confronto, un luogo per conoscersi e ammirarsi sotto questo tramonto che ha colori densi, che ha candide tonalità nel sorriso di una vittoria giunta allo scadere, di una vittoria lunga un abbraccio, di una vittoria che non si piega ai giudizi frenetici di parole ancora vuoti di sapore.

Perchè questo Sport finchè durerà ci regalerà ancora questo tipo di emozioni, di sussulti, di una conservazione di un pensiero che non cerca alibi quando cadranno le prime gocce di pioggia sulla propria pelle, finchè questo Sport non ci farà dormire la notte per paura che il sogno possa svanire al rintocco della sveglia, finchè esso ci racconterà storie come questo allora varrà la pena viverlo e amarlo!

Raffaele

3×3

E mi viene in mente ora mentre scrivo questo post di quando da piccolo giocavo in un piccolo campetto di basket situato all’interno del parco bosco del mio piccolo paese. Un solo canestro, una sola aerea e infinite partite che duravano fino a sera. Da un pò di tempo si è diffusa a macchia d’olio una variante del basket tradizionale, ovvero quella del 3×3. 3 giocatori contro 3 che si sfidano in una emozionante partita della durata di 10 minuti salvo che la partita si interrompe prima quando una delle due squadre arriva a 21. E’ uno sport molto fisico e di contatto rispetto al basket moderno, c’è anche più individualità e molti duelli da vincere. Il tiro dentro l’area vale un punto mentre la “tripla” vale due punti, quindi è molto importante saper tirare bene anche dall’arco. Un time-out per squadra, non esiste l’espulsione per somma di falli per un giocatore solo nel caso di due falli antisportivi e poi tanto, tanto divertimento e spettacolo. Ho avuto modo di vedere ieri sera alla tv le finali nazionali maschili e femminili del campionato italiano di questa disciplina che già esisteva ed è attuale nei campetti di periferia, che forma anche per basket quello classico e che addirittura è stato promosso come disciplina olimpica a Tokyo 2020… se poi pensiamo che le nostre ragazze a Giugno hanno vinto pure i mondiali… diciamo che noi italiani siamo messi bene in questo sport che mi ricorda tanto la fanciullezza, un modo anche per contrastare lo strapotere del calcio… è giusto dar valore e spazio anche agli altri sport come appunto il basket, il volley e anche il rugby che nel Salento piano piano si sta cercando di far qualcosa di buono…

Non esiste solo il Calcio… Ok?

Raffaele

Rosico, dunque esisto!

Eh, la fantastica ipotesi, apoteosi dell’appodo del Marziano Ronaldo in quel di Torino, sponda bianconera, rinfresca e dona entusiasmo tutto il popolo calciofilo italiano sul finire del Mondiale e nel cuore del romanzesco calcio mercato, il “Re del regno pallonaro” per eccellenza. Vedremo se solo un idea che si potrebbe concretizzare o sarà tutto come un leggero venticello estivo…  sognare non costo nulla. La Juve d’altronde, con la sua eccelsa condizione economica e societaria, potrebbe in futuro permettersi certi tipi di acquisti. Certo quel che mi chiedo e dove potrebbe e se nel caso ci sono i soldi per pagare il ricco ingaggio di Cr7, se serve sacrificare qualche big, se bisogna impostare una specifica campagna acquisti mirata a costruire intorno a lui una squadra vincente anche in Europa… per ora solo ipotesi. Da sportivo spero nel miracolo di vedere Ronaldo calcare gli stadi della nostra Serie A e vedere l’effetto della marcatura difensiva italiana sulle sue gambe! ahahaha… sarebbe un privilegio avere un campione come lui qui in Italia. Il nostro  calcio ha bisogno di gente come lui per far passare anche qualche malanno che da tempo tormenta il nostro sport. Ma tifoso di una rivale della Juve, se il sogno diventerà realtà, un pò rosicherei, sono sincero… è ovvio! Ma fino ad un certo punto. La mia Inter e la Juve sono ancora divisi da un lungo confine, da mondi non ancora paralleli. L’inter alla ricerca di una stabilità economica societaria e attenta ai paletti del fairplay finanziario imposti (giustamente!) dalla Uefa e che cercherà di essere in futuro l’antagonista dei bianconeri con quest’ultimo che sperano in una conquista della tanto desiderata Coppa dei Campioni. L’indivia nella Vita come nello Sport è un arma a doppio taglio che può provocare pericolo per colui che la esercita più per colui a cui è rivolta… per ora sono solo voci, non c’è nulla di concreto, aspettiamo gli sviluppi di questa faccenda davvero intrigante! 😛

Intanto fra poco, se la pigrizia non mi tormenta, vado a correre e e fare il mio campionato mondiale! 😛

Raffaele

La beffa

foto tratta dal web

E poi ti capita che pari tre rigori in una partita del mondiale, gli ottavi in questo caso, ma comunque non servono perchè la tua squadra, la Danimarca, viene eliminata dalla Croazia. E poi ti capita che sullo 0-0 al 116′ a quattro minuti dalla fine dei tempi supplementari pari un rigore a Luka Modric, non uno qualunque e porti grazie ai tuoi salvataggi la tua formazione alla bruciante lotteria dei penalty, purtroppo fatali per il tuo destino sportivo.

E’ la storia del 31enne Kasper Schmeichel, portiere affermato del miracolo Leicester, squadra di Premier League Inglese. Uno numero davvero fenomenale tra i pali, che per poco non trascinava i suoi compagni danesi ai quarti della Coppa del Mondo di calcio. Parare 3 rigori in una partita e non servire per il passaggio del turno. Che peccato. Niente rabbia o delusione, il tempo e la storia del calcio faranno da custode a quei momenti che comunque rimarranno impressi nella memoria di noi appassionati di questo sport così imprevedibile e abilissimo sceneggiatore di eventi vertiginosi. Bravo Kasper! Hai dimostrato di essere un grande portiere proprio come tuo padre che ha tifato in tribuna a sostenere il proprio figlio.

Vi assicuro, da portiere che non è per niente facile parare un rigore. Intuire il tiro e pararlo non sono cose così semplici specie se il pallone  si infila nell’angolino di una porta che sembra così enorme, ma che sembra piccola per il rigorista. Nell’allenamento al campo grande con i miei ragazzi, a volte alla fine della giornata, facevamo le sfide ed io ero il portiere di turno e vi assicuro che ho parato pochissimo tiri anche per via della bravura dei miei ragazzi. Anche buttarsi prima… “battezzare un angolo” come si usa dire serve a poco se non si hanno buoni riflessi e una discreta spinta delle gambe… E posso solo immaginare cosa starà provando ora il portiere danese…

Raffaele