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Consapevolezza…

Non sapevo bene come intitolare questo post sinceramente e nemmeno di riuscire a trovare le giuste parole. Ieri seconda diretta Instagram. Parlavo della mia passione per la scrittura. Volevo raccontare la mia Vita, i miei pensieri… riuscire a portare sul quel piccolo riquadro del cellulare la mia immagine per comunicare. Non ci trovavo, non ci trovo e lo ribadisco a distanza di 24 ore nulla di male. Purtroppo solo un utente o quasi ha seguito la mia diretta, la mia chiacchierata. Mi sono ritrovato a parlare da solo per dieci minuti. Ho dovuto interrompere prima perchè la delusione è stata tanta benchè io avevo fatto degli avvisi sulle mie storie. Amici che si collegavano solo il tempo di vedere il mio bel faccino e poi niente… mi ritrovavo solo con le mie parole. Volevo fare uno step aggiuntivo, un piccolo esperimento per portare la mia poesia su un livello che non ho ancora raggiunto. L’ho fatto perchè mi piaceva, perchè è il bello di far volare le mie parole al di là di un piccolo pezzo di carta senza avere la minima presunzione di apparire o mettermi in mostra… anzi la diretta mi ha permesso di sconfiggere la mia timidezza. E così niente ho resettato il mio profilo e ho ricominciato da zero… non volevo più sentire parlare dei Social… è tutta illusione, è tutta apparenza ma in realtà non ho ben capito le dinamiche del gioco… forse questo nuovo esperimento non ha trovato riscontro perchè non è nato il giusto feeling tra i miei amici. Dovrei trovare i miei stessi simili che condividono il mio stesso pensiero. Forse non è la diretta Instagram il modo più lineare e corretto per esprimermi e dare vita alle mie poesie, facendo il passo più lungo della gamba. Ho ancora l’amaro in bocca al pensiero delle 0 visualizzazioni… e sono indeciso se continuare la mia rubrica “scusate il disturbo” con il rischio di diventare una barzelletta o rinunciare, scendendo da un palco che non mi appartiene. E’ vero… ho solo 200 followers ma mi sento ibrido, sospeso nell’incertezza di una mia forte passione… forse non sono queste le cose importanti della mia Vita, forse dovrei prenderla un pò tutto alla leggerezza e fregarmene o avere una estrema pazienza ma sono un ragazzo molto sensibile e mi basta una piccola goccia di pioggia per scatenare in me un violento temporale.

questa mattina, grazie al sostegno di tre miei amici ho ripreso a scrivere e a ripubblicare i miei scritti… ci riprovo… sono testardo e credo che sui Social ci sia un posto per la poesia… spero di non sbagliare…

Buona Vita

Raffaele

Perdonaci

La morte del giovane Willy ci insegna che le nostre lacrime sono anime che incarnano la nostra coscienza, che le nostre lacrime hanno il potere lenitivo, come piccole gocce di rugiada del mattino alle porte della primavera, di sbiadire l'ombra corrosiva e persuasiva del male, che le nostre lacrime possono inghiottire quel riflesso di luce bianca, vergine, pulita, spoglia del suo abito elegante che il giovane ragazzo ci ha lasciato in eredità,

che la nostra eternità ci insegni a riconoscere nel solstizio dei nostri pensieri a riconoscere il vero profumo della giustizia...

...perchè nonostante la nostra pietrificata pietà conserviamo piccole lacrime su cui battere violentemente i pugni sul nostro petto...

Raffaele

Questa mattina…

tramonto, blog “Lascia Vivere il pensiero”

 

Questa mattina sveglia presto. Alle 6 già avevo spalancato i miei occhi marroni. Dovevo andare in campagna. Mi sono alzato, senza troppi traumi, ho fatto colazione e mentre mio padre ancora dormiva ne ho approfittato per salire sul terrazzo e fare una bella e intensa foto dell’alba appena nata, qui nel Salento… e poi verso le 7 con mio padre ci siamo recati nella nostra campagna a “indaquare” i vari pomodori, melanzane e raccogliere un pò di fichi d’india. Durante i momenti di pausa mi sedevo lungo i mattoni del viale o come diciamo noi “cuzzetti” e in silenzio ho osservato il bel panorama verdeggiante intorno a me… ho sentito una pace interiore… quasi una esperienza contemplativa e benchè io con la campagna non ho mai avuto un buon rapporto sin dall’adolescenza pian piano che sto diventando grande sto sempre di più apprezzando il rapporto con la natura. Cerco di aiutare nel mio piccolo mio padre alla coltivazione di questo piccolo pezzetto di terra donato tanti anni fa da un lontano parente di mia madre, cerco di rendermi utile con lui e ammetto che le prime volte sono state un vero disastro perchè ho sempre visto la campagna come una imposizione, un obbligo ma osservando il lavoro dei contadini intorno mi rendo conto dell’alto grado di nobiltà che riserva questo mestiere che per mio padre, ora che è in pensione, di è tramutato in un piacevole passatempo…

mi sento sentito veramente bene questa mattina…

Buona Vita!

Raffaele

Stranezze del mio essere…

foto tratta dal web

 

Ehi tu… dico a te! Te, tu… non ci ho mai come capito come mi devo rivolgere… insomma si tu, te… insomma ci siamo capiti… ti è mai capitato che per cercare di alzarti presto la mattina avresti dovuto cambiare letto e stanza? Eh si, quel fenomeno si chiama Raffaele e modestamente nacqui strano, è una mia caratteristica peculiare come un tatuaggio indelebile da esibire nelle più raffinate occasioni…. ehi si… oh quanti sospiri! va bè, ecco, dicevamo… in questo ultimo periodo facevamo una enorme fatica tragicomica nell’alzarmi dal letto. Sveglia puntata inizialmente alle 7.30 ma che poi rinviavo di mezz’ora in mezz’ora fino a provarmi nel ritornare in vita verso le 9 con tanto di sgrida da parte dei miei. Uscire dal sarcofago di buon mattino è una impresa ardua per me e per il mio cuscino che tanto mi vuole bene e che risulta essere doloroso staccarsi in quei frangenti. Diciamo che dormire è il mio hobby preferito, altro che la scrittura! shè! gli faccio un baffo a lei! Comunque la mattina diventa una impresa impossibile aprire gli occhi e fare quell’azione che riesce a tutti quei ottimisti del mattino… aprire gli occhi ed esultare “buongiorno mondo!” per me sarebbe meglio una mazzata sulle gengive e forse il mio bizzarro pessimismo nasce sin dai meandri del mattino… io che volevo che la giornata fosse costituita solo dal pomeriggio e la sera! Insomma questa notte notte sono andato a dormire nella stanza degli ospiti con un “nuovo amico” e la sorpresa è che sono riuscito a svegliarmi decentemente un’ora prima. Infatti alle 9.15 avevo finito già di fare colazione e di pulire al cuccia del mio cane e adesso mi ritrovo qui a scrivervi questo scansonato post… infatti nel mese di luglio ho dovuto dormire in questo nuovo letto perchè la mia originaria stanza era occupata dalle mie sorelle e non facevo fatica a rimettermi in senso sin dalle prime luci dell’alba. Ma faccio fatica a credere che sia stato il letto a farmi compiere questo miracolo… credevo fosse una questione di motivazione e di stimolo. Alzarmi presto per andare non so in campagna o a raccogliere la legna con mio padre o bhò non saprei… certo devo ammettere che questa notte non è che ho proprio riposato bene… forse il mio vecchio letto era troppo comodo e questo un pò troppo scomodo… imprevisti della mia comica vita, insomma! Eppure alle 23 stavo già tra “le braccia di Morfeo” e nonostante le mie ansie quotidiane riposo bene… guardate non ve lo so dire… so soltanto ora che mi sento meglio, a parte ancora il gran caldo… siamo quasi a settembre uffa! e niente il sonno è il mio grande tallone d’achille anche se nonostante tutto mi alzo sempre presto rispetto ad alcuni miei amici che rientrano in vita a ridosso del pranzo! No vabbè io rido e scherzo ma oltre le ore 9 farei fatica anche io a non alzarmi ma invidio tanto quelli che puntano la sveglia all’alba… ho provato raramente quella gran bella e vigorosa sensazione… “è tutta questione di volontà” ripete sempre mio padre… forse si… è anche vero anche se questa mattina si sono sorpresi nel vedermi sveglio… da un’altra parte…

mhà… meglio riderci su!

Buon inizio di settimana!

Buona Vita

Raffaele

Bagaglio

foto tratta dal web

 

Le nostre paure, le nostre ansie fanno parte irrimediabilmente del nostro bagaglio socio-emotivo. Ci appartengono. Fanno parte della nostra genetica. Esplorano ogni parte del nostro corpo e della nostra mente: li si rifugiano e producono frutto. Si infatti… ho detto frutto, germoglio, fiore perchè in tutti questi anni che ho vissuto in co-abitazione con loro ho imparato a saper cogliere il meglio da loro, dagli scrosci di pioggia improvvisi o dai lunghi momenti di isolamento del pensiero. E’ un dover vivere con loro. Conoscere le loro tecniche di gioco, trovare le mosse per convincere ad essere meno testardi e volubili. Bisogna imparare a giocarci sempre alla luce del sole, loro sono furbi e basta un pezzo d’ombra e ti ritrovi per terra ad assaggiare il calore dell’asfalto. E non possiamo credere o convincerci che la nostra esistenza sarà priva del loro lavoro. Non saremo delle persone sagge. Il battito del cuore che aumenta il suo ritmo, la mancanza di respiro, la forte sudorazione. Il corpo che reagisce, improvvisamente. Possiamo allenarci e farci trovare pronti al loro arrivo ma comunque loro, puntuali, arriveranno. Sta a noi darli una giusta nomenclatura. Non ho ben capito ancora il grado di conoscenza che li devo rivolgere, se devo risultare empatico oppure freddo ma mai scontroso.

E poi capisco che non sono il solo ad averli nel mio bagaglio… ognuno da a loro una loro valenza in base al proprio pezzo di terra da coltivare… c’è chi se ne frega e ci ride su, addirittura, c’è chi come me risulta essere schiavo delle loro prestazioni. Ma già capire ed entrare nel loro mondo è un buon segnale da captare e trascrivere nuovi messaggi di leggerezza.

Buona Vita!

Raffaele