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Pensierosportivoblog- La Vittoria più bella

foto tratta dal web

 

E’ la Vittoria più bella… il Ciclismo che nella giornata di oggi ha scritto una delle più belle pagine di Amicizia di un romanzo: lo Sport che ci sorprende con ogni sua sfumatura poetica. Richard Carapaz e Michal Kwiatkwoski entrambi campagni di squadra dello stesso Team: la Ineos orfana della sua punta di diamante ovvero Bernal costretto ieri al ritiro dalla corsa francese. Nella 18esima tappa del Tour de France potremmo dire che ha vinto il destino. I due corridori in fuga per tutta la giornata e che tagliano il traguardo abbracciati. Al fotofinish la decisione finale su chi ha vinto la tappa ma solo in maniera ufficiosa. Ci hanno sorpresi il colombiano e il polacco della Ineos. Si prospettava una vittoria del primo per “ordini si scuderia” oppure che entrambi negli ultimi chilometri, ormai imprendibili per gli inseguitori e il gruppo maglia Gialla, di giocarsi a tu per tu il successo finale. Ma per fortuna è finita diversamente, nello stupore generale. Un abbraccio, un semplice e sincero abbraccio… è così che deve essere inteso lo Sport. Entrambi hanno riposto le loro ambizioni personali e hanno lasciato fare al destino nonostante per Michal fosse, oggi, il suo primo trionfo al Tour de France.

Il Ciclismo come metafora della nostra esistenza, un esempio da seguire e tramandarlo ai nostri piccoli campioni, in Oratorio come in famiglia. Fatica, sudore, giorni di sole e giorni di pioggia ma anche grandi momenti di gioia e di bellissima Speranza.

Dopo la mitica foto di Coppi e Bartali un’altra immagine che resterà in pressa nei cuori di tutti gli amanti dello Sport.

Raffaele

Consapevolezza…

Non sapevo bene come intitolare questo post sinceramente e nemmeno di riuscire a trovare le giuste parole. Ieri seconda diretta Instagram. Parlavo della mia passione per la scrittura. Volevo raccontare la mia Vita, i miei pensieri… riuscire a portare sul quel piccolo riquadro del cellulare la mia immagine per comunicare. Non ci trovavo, non ci trovo e lo ribadisco a distanza di 24 ore nulla di male. Purtroppo solo un utente o quasi ha seguito la mia diretta, la mia chiacchierata. Mi sono ritrovato a parlare da solo per dieci minuti. Ho dovuto interrompere prima perchè la delusione è stata tanta benchè io avevo fatto degli avvisi sulle mie storie. Amici che si collegavano solo il tempo di vedere il mio bel faccino e poi niente… mi ritrovavo solo con le mie parole. Volevo fare uno step aggiuntivo, un piccolo esperimento per portare la mia poesia su un livello che non ho ancora raggiunto. L’ho fatto perchè mi piaceva, perchè è il bello di far volare le mie parole al di là di un piccolo pezzo di carta senza avere la minima presunzione di apparire o mettermi in mostra… anzi la diretta mi ha permesso di sconfiggere la mia timidezza. E così niente ho resettato il mio profilo e ho ricominciato da zero… non volevo più sentire parlare dei Social… è tutta illusione, è tutta apparenza ma in realtà non ho ben capito le dinamiche del gioco… forse questo nuovo esperimento non ha trovato riscontro perchè non è nato il giusto feeling tra i miei amici. Dovrei trovare i miei stessi simili che condividono il mio stesso pensiero. Forse non è la diretta Instagram il modo più lineare e corretto per esprimermi e dare vita alle mie poesie, facendo il passo più lungo della gamba. Ho ancora l’amaro in bocca al pensiero delle 0 visualizzazioni… e sono indeciso se continuare la mia rubrica “scusate il disturbo” con il rischio di diventare una barzelletta o rinunciare, scendendo da un palco che non mi appartiene. E’ vero… ho solo 200 followers ma mi sento ibrido, sospeso nell’incertezza di una mia forte passione… forse non sono queste le cose importanti della mia Vita, forse dovrei prenderla un pò tutto alla leggerezza e fregarmene o avere una estrema pazienza ma sono un ragazzo molto sensibile e mi basta una piccola goccia di pioggia per scatenare in me un violento temporale.

questa mattina, grazie al sostegno di tre miei amici ho ripreso a scrivere e a ripubblicare i miei scritti… ci riprovo… sono testardo e credo che sui Social ci sia un posto per la poesia… spero di non sbagliare…

Buona Vita

Raffaele

Perdonaci

La morte del giovane Willy ci insegna che le nostre lacrime sono anime che incarnano la nostra coscienza, che le nostre lacrime hanno il potere lenitivo, come piccole gocce di rugiada del mattino alle porte della primavera, di sbiadire l'ombra corrosiva e persuasiva del male, che le nostre lacrime possono inghiottire quel riflesso di luce bianca, vergine, pulita, spoglia del suo abito elegante che il giovane ragazzo ci ha lasciato in eredità,

che la nostra eternità ci insegni a riconoscere nel solstizio dei nostri pensieri a riconoscere il vero profumo della giustizia...

...perchè nonostante la nostra pietrificata pietà conserviamo piccole lacrime su cui battere violentemente i pugni sul nostro petto...

Raffaele

“…da grande vorrei diventare Felice!”

foto tratta dal web

 

Francamente sono tranquillo e sereno. Per nulla nervoso. Fiero comunque andrà. La mia Inter stasera giocherà una finale Europea, dopo ben 10 anni dalla notte di Madrid. Vedrò la partita a casa dei miei amici, tutti interisti e con una bella pizza da sfondo culinario. Prima vedevo il calcio come un qualcosa da “dentro o fuori” con quella dose di adrenalina che mi rendeva un pizzico nervoso e altamente preoccupato. Poi grazie ai miei ragazzi dell’oratorio ora vivo lo Sport, l’agonismo, come un momento da vivere si intensamente ma con dolcezza d’animo… il Calcio è sempre e rimane solo un gioco e spesso ce lo dimentichiamo o vogliamo semplicemente non pensarci. In Italia credo che nel Calcio, visto che lo vivo e l’ho vissuto come educatore e allenatore degli adolescenti, manca la “cultura della sconfitta”. Non è un paradosso mio goliardico nato da chissà quale bizzarro pensiero poetico ma è la verità. Viviamo la Vita e lo Sport con il mantra “Vincere è l’unica cosa che conta!” come se gli sconfitti risultino essere solo dei buoni a nulla, come se l’insuccesso rappresenti un atto deplorevole, una vergogna, un vessillo da non esibire in pubblici luoghi. Perchè ci si può divertire anche perdendo, un pò come mi capita da portiere nelle partitelle di calcetto di subire ben 20 gol ma alla fine tornare a casa felice di aver passato una piacevole serata tra amici. Ma prima di arrivare a dedurre simili ragionamenti ho dovuto passare anche io dei tribolati momenti, ma devo ringraziare i miei Campioncini che mi hanno fatto capire che la Felicità può nascere anche tra le piccole insenature di roccia o all’ombra di una lacrima.

Stasera, comunque vada brinderò alla Vita che tanto amica mi è stata in questi miei 32 anni… sono sempre stato un ragazzo pensieroso e purtroppo, a volte, ho messo in scena i miei lati malinconici… “ma da grande vorrei diventare Felice!”

Oh cavolo, spero che stasera sia una bella serata, certo… anche perchè se no non credo che potrò entrare sui social almeno per una settimana! La “Gufata” in fin dei conti risulta essere lo Sport più praticato in Italia…  o sbaglio!?!? 😛

Buona Vita!

Raffaele

Pensiero…

“La Fede è missionaria o non è Fede. La Fede ti porta sempre ad uscire da te. La Fede va trasmessa. Non per convincere, ma per offrire un tesoro. Preghiamo il Signore che ci aiuti a vivere la nostra Fede così: una Fede a porte aperte, una Fede trasparente.” Papa Francesco

Una Fede che ci viene direttamente dal cuore: uno scrigno magico dove far dimorare quel senso di Pace che solo con la sua amichevole Presenza ci rende custodi di questo dono. Sin dal battesimo ogni cristiano è in perenne cammino, lungo una luminosa strada. Senza sosta. Solo il tempo di dissetarci ammirando un pregevole panorama… che sia un abbraccio o una carezza di un nostro caro oppure dissetarci attraverso il pensiero di una “Lieta Notizia” cercando di incuriosirci sempre di più di ogni sua sfumatura. Siamo in cammino perché le mura delle nostre abitazioni, luogo di perenne protezione, non ci bastano più. Vogliamo sfidare le intemperie ed ogni imprevisto del tempo, consci che sin ogni nostro respiro non sarà e risulterà mai vano. Passo dopo passo, nonostante le nostre fragilità e le increspature dell’anima ci avviciniamo sempre di più all’orizzonte promesso e sognato nei giorni di innocente felicità. Sentiamo il vento che leviga le onde del mare, sentiamo il profumo di un fiore appena sbocciato anche nel cuore dell’autunno dopo tutto sempre, apparentemente, spegnersi o morire. Una Fede trasparente come piccole gocce di rugiada o i fasci di Luce che illuminano i nostri sogni appena vissuti al mattino e che mai termineranno con il suono della sveglia.

Raffaele