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Mi sembra giusto!

foto tratta dal web
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Robert Allen Zimmerman, meglio conosciuto come Bob Dylan è stato insignito del preziosissimo premio del Nobel…. per la Letteratura! Eppure lui è stato ed è un famoso musicista di fama planetaria, e questo riconoscimento alla categoria della Letteratura stona un pò a molte persone. Tutto è soggettivo. Io invece ritengo il contrario. Premesso che conosco poco Dylan perchè preferisco sentirmi i nostri cantautori Italiani: da Guccini a De Gregori, fino ad arrivare all’immenso Battisti. Conosco poco la sua musica e la sua arte. Ma sono d’accordo sul premio a lui consegnato. Un gesto simbolico, credo, per una persona che prima di tutto è un poeta, un esteta della bellezza del linguaggio poetico, perchè una canzone prima che riceva il soffice manto della melodia è prima di tutto un opera letteraria. Possiamo leggere tranquillamente le sue canzoni, lo spartito, il testo ancor prima dell’uso delle note come se leggessimo un grande classico.Perciò non vedo nessun scandalo per questo premio. Certo adesso non si esageri perchè altrimenti si tende ad amalgamare in maniera troppo superficiale Letteratura alla musica e viceversa. Questo riconoscimento deve essere un esempio valoroso di come la poetica conti molto nel mondo della musica. Ed io adoro e per questo che ascolto molti cantanti italiani perchè metto in primo piano lo spartito, concentrandomi sulle parole rispetto alla melodia che comunque conta moltissimo. Un unione parole e note a cui non si può farne a meno. Insieme a Pascoli, Foscolo, Leopardi… i ragazzi alla scuola dovrebbero studiare Lucio Battisti, e scusate se insisto con lui, conoscendo poco Bob Dylan. In un altra vita vorrei fare il paroliere e avere lo stesso talento di Mogol.

Buona giornata!

Raffaele 🙂

Pausa

foto tratta dal web
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Mi capita spesso, se non eternamente che al compimento della lettura di un libro, segue una forzata e violenta pausa o “stacco emotivo” prima di iniziare a leggere una nuova opera letteraria. Non so darmi una spiegazione plausibile. Per esempio, ho appena finito di leggere “Ogni mattina a Jenin” meraviglioso libro di Susan Abulhawa, stile “Cacciatore di aquiloni” (scusate se uso questo genere di paragoni, ma la descrizione di una storia o di un libro non è il mio forte 😀 ), ho provato nei giorni successivi a riprendere la lettura di un libro lasciato a metà: “I pilastri della terra” di Ken Follett, ma non sono riuscito neppure a leggere una, ma dico una, sola pagina. Ci sono quelle due fatidiche 2 barra 3 settimane prima che mi lascio trasportare da una nuova storia. Forse sono riuscito, così, a darmi una flebile risposta: questa riposo forzato è dovuto in parte ad una pausa emotiva che la mia mente mi pone quasi a livello fisiologico, per riprendere fiato, prima di donarmi con tutto me stesso ad un’altra avventura letteraria. Eh si, sono uno che si dona completamente al libro, quello che ti prende, ti fa appassionare, che ti rende artefice e vero protagonista della trama. Specie con i libri di Faletti e quindi sul genere Noir sono rimasto giorni a contemplare il finale e a riflettere sulle meraviglie, sui miracoli a livello di scrittura dell’autore. Una volta che ho finito questa avventura, accantono delicatamente il libro nella libreria, raramente cercherò di rileggerlo, un pò come una vecchia storia d’amore che non può ritornare di moda… eh adesso aspettiamo, facciamoci questa sana pausa!!!!

Buongiornooo 🙂

Raffaele